T h e s i l e n c e o f t h e l a m e s ( T w i n P h r e a k s V ) Testo originale e succesive modifiche: MFB (1992) Release 5.31 ---------------------------------------------------------------------------- - Page Down - ---------------------------------------------------------------------------- CAPITOLO PRIMO Il lavoro d'equipe e' essenziale : ti permette di dare la colpa a qualcun'altro. ( Ottava regola di Finagle ) ---------------------------------------------------------------------------- - Il tempo trascorreva velocemente nella tranquilla cittadina di Twin Phreaks e ciascuno di noi , dopo la strabiliante avventura che insieme avevamo vissuto , era ritornato alle sue abituali occupazioni (anche se in vent'anni nessuno era mai riuscito a capire quale fosse l'attivita' di Shock Waves). Molte cose erano cambiate da quei giorni in cui le capacita' di un pic- colo gruppo di hackers avevano garantito la continuazione della specie umana; gli abitanti della citta', del Paese, forse dell'intero pianeta, ci avevano dimenticati in pochi mesi. D'altronde eravamo felici cosi': ancora una volta uniti tra le mura amiche del nostro HeadQuarter. Per la verita' qualcuno mancava all'appello : The Brain e Hydra. Il primo aveva finalmente realizzato il sogno della sua vita: raccogliendo sull'apposita tessera i bollini-punto dei prodotti in distribuzione al Parco Lambro e Parco Sempione aveva vinto un fantastico viaggio premio a Medellin. (Occorrevano 1.780 punti , The Brain li aveva raccolti in sei ore). Quanto a Hydra , la sua scomparsa era direttamente legata ad un altro avvenimento degno di nota : il ritorno di Burglar. Come i lettori di Twin Phreaks IV ricorderanno , il phreaker sferico era stato trattenuto in una remota e rigogliosa valle della Svizzera ed utilizzato come controfigura della mucca lilla di una nota pubblicita'. Tuttavia , chi aveva costretto Burglar a nutrirsi brucando erba, non aveva tenuto con- to del suo fabbisogno calorico giornaliero, col risultato che ora nelle ex verdi vallate si correva una tappa della Parigi-Dakar. Tornato in patria , il fanciullo era stato convinto da Hydra ad utiliz- zare la sua possente mole per qualcosa di socialmente piu' utile: furto di benzina. Se una persona normale dispone di un peso corporeo appena sufficiente per ricavare minime quantita' del prezioso liquido con cin- quemila saltelli sopra il tubo dell'erogatore, Hydra e Burglar insieme, saltellando sull'oleodotto Tripoli-Genova, in poco meno di venti minuti avevano prosciugato le riserve petrolifere della Libia. Colpito da un mandato di cattura internazionale ed inseguito dai sicari di Gheddafi , Hydra si era reso irreperibile. Burglar invece era stato graziato per l'intervento dell'ONU : il suo mantenimento gratuito in carcere per i successivi sei o sette anni sarebbe costato alla comunita' internazionale quanto la fornitura di cibo a tutta la popolazione ira- chena fino alla fine del secolo (ventunesimo). - Ancora una volta era tornato il Carnevale, e la tranquilla cittadina degli hackers si preparava ai festeggiamenti , tra le molte manifesta- zioni in programma spiccava quella per il travestimento piu' originale. Per la verita' l'avvenimento piu' importante sarebbe stato la gara per la buffonata dell'anno, ma era una competizione senza chances: basta- va ascoltare un commerciale SIP discutere di impianti telefonici, per rinunciare in partenza alla conquista del titolo. Jettero Heller aveva ignorato il prezioso consiglio regalatogli diverso tempo prima da The Brain ("vestiti da spuria") e non aveva partecipato; secondo fonti sicure , l'esserino era profondamente impegnato nella re- alizzazione di un'invenzione rivoluzionaria: il monitor in Braille. Purtroppo per noi , l'assenza del capo dei loozers era compensata dalla presenza di Guile, l'individuo che aveva descritto il nuovo modem 16800 US Robotics come "un apparecchio veramente cool , non ha una grande au- tonomia online , ma il fatto che ogni 45 secondi si resetti da solo e' davvero comodo". ( Dopo due mesi si era accorto di aver usato al posto della classica presa tripla , quella intermittente per le luci dell'al- bero di Natale ). Negli ultimi tempi, Guile era stato completamente assorbito dalla folle idea di trasformare la sua insignificante board in un sistema decente, un'impresa che quanto a difficolta' equivaleva al convincere Burglar ad iniziare una dieta. Dopo aver installato tutta la serie di nuovi inte- grati Amiga (SuperAgnus,SuperDenise, SuperGary,SuperPaula e SuperPippo) il fanciullo era passato all'ampliamento della memoria di massa, ed ora poteva contare su 4 Gigabytes , cioe' 1 Giga per utente. Aveva anche trovato un valido cosysop, ma lo sventurato si era messo a discutere con Gio'71 che un bel giorno l'aveva guardato negli occhi di- cendogli "Hai un po' di tosse, carissimo...". La settimana successiva, il poveraccio era morto di TBC. Gio' 71 era stato di conseguenza nominato cosysop , e da allora nessuno si sarebbe collegato ad Unknown Place neppure con una pistola puntata alla tempia. Comunque , Guile quel giorno aveva deciso di uscire e di- strarsi partecipando alla gara per il miglior travestimento con un co- stume da cabina telefonica, realizzato prelevando da una discarica SIP un'autentica cabina del tipo in uso negli anni '70. (Alla fine di quel decennio l'odiata Compagnia si era resa conto che forse i vecchi ap- parecchi in legno funzionanti a monete romane dovevano essere sostitui- ti). "E' venuto davvero bene !", aveva commentato Adventure Seeker "Prova a scuoterlo: si sentono persino tintinnare i gettoni !". "Non sono gettoni, e' il cervello !" l'aveva corretto H.D. Case. - I telefoni pubblici di nuova concezione erano stati progettati al- l'insegna della sicurezza: non per niente il tasto di reset era stato montato nella posizione piu' intelligente (proprio sotto il display) e ben illuminato da un vivace LED rosso per coloro che ancora non fossero riusciti ad individuarlo. Nella versione evoluta dell'apparecchio, sul lato sinistro erano riportate le istruzioni : "How to reset and make a free call", in dodici lingue, con tanto di disegni esplicativi. (-2-) Nonostante questo lato positivo, le nuove cabine non avevano incontrato le simpatie dei phreakers : la pessima qualita' dei microfoni e la con- seguente distorsione avevano reso impossibile l'utilizzo della Sonybox ( Per gli ignoranti : Sonybox = registrazione su audiocassetta dei toni di break, seize, ecc... e riproduzione tramite Walkman ); per ricordare i tempi felici era stato coniato il proverbio "Cabina vecchia fa buon boxing", derivato da uno piu' famoso. La presenza in citta', dopo anni ed anni, di un telefono pubblico phre- akerabile , aveva scatenato i piu' primordiali istinti dei blueboxers superstiti ed il povero Guile, a causa di quell'infelice travestimento, era rimasto seppellito da una valanga di segnali 2600+2400 e aveva tra- scorso il piu' brutto quarto d'ora della sua vita. Era stato salvato dalla folla impazzita grazie all'intervento di Burglar , ma per un paio d'ore aveva continuato a delirare credendo di essere un'operatrice MCI. Dopo la brutta esperienza, il lamerino era giunto all'opportuna conclu- sione di tornarsene a casa ; purtroppo non lo fece con l'intenzione di liberarci finalmente della sua presenza , ma con in testa un'idea spa- ventosa. - Il primo a vederlo fu ancora una volta Burglar, poi tocco' al diret- to interessato. Nessuno proferi' parola , tale era l'indignazione del popolo dei cool hackers per quell'azione disgustosa ; neppure Shock Wa- ves oso' commentare : Guile (alias Sirio , alias Vegamaster), uno degli individui piu' fake dell'Universo , aveva osato troppo... si era trave- stito da H.D. Case ! L'autentico biondo phreaker non aveva gradito l'affronto , e su questo nessuno avrebbe potuto dargli torto. Sdegnato , se n'era tornato al quartier generale a meditare sulla punizione da infliggere a Guilamer. Cosa avremmo potuto vedere di peggio quel giorno ? Qualcosa c'era... stava infatti arrivando lui, Jettero Heller, l'essere che abbassava del 56% la media mondiale del quoziente intellettivo. "Hai terminato il progetto del monitor in Braille ?" gli chiese AMF. "No , ho avuto un'idea piu' cool... la stampante in Braille." replico' Jet. "Ma guarda che e' gia' stata inventata da tempo..." osservo' Burglar. "Certo, ma la mia e' migliore : e' a colori !" dichiaro' il megaloozer. - AMF, valido membro del team H/P , era da tempo noto all'interno del gruppo per essere stato il pioniere dell'Assembler teorico : nonostante la momentanea macanza dell'Amiga, il fanciullo aveva continuato a coda- re su carta per molti mesi. Purtroppo quest'attivita' gli aveva causato alcuni problemi... dopo cinque settimane di Assembler teorico lo pseudo coder aveva cominciato ad immaginarsi anche i crash del sistema, e dopo due mesi aveva accumulato diverse centinaia di block-notes in software failure. Poi aveva imparato a girare le pagine del blocco ogni sessantesimo di secondo per simulare gli interrupts , ed infine erano affiorati chiari segni di squilibrio mentale : AMF credeva di essere il Blitter e si al- lenava di notte a spostare tutti i mobili di casa cercando di farlo in modo fluido. Per guarirlo , il gruppo gli aveva trovato un hobby : il giardinaggio. Ora AMF stava molto meglio (soprattutto grazie al ritorno dell' Amy) ed era diventato l'iniziatore della botanica telefonica , con specializza- zione in potatura notturna delle linee (altrui). - Guile aveva deciso che per tutta la giornata avrebbe mantenuto quell' indegno travestimento : questo fu uno dei peggiori errori della sua vi- ta. Si era gia' allontanato di parecchi passi verso la folla festante quando un alone azzurrognolo lo avvolse. La sua figura si fece evane- scente , poi comincio' a scomparire del tutto , gradualmente, dal basso verso l'alto. Pochi secondi dopo, Guile non esisteva piu'. Dapprima si penso' ad uno scherzo, ma dopo aver provato in prima perso- na una traslazione temporale (vedi "Twin Phreaks III") non ci era rima- sto molto senso dell'umorismo. Questa volta Jettero ed i lamers erano davvero innocenti, il che rende- va ancora piu' difficile la spiegazione di cio' che era accaduto sotto i nostri occhi increduli. Cosa ne era stato di Guile ? E soprattutto, come era successo ? Le ricerche durarono tutto il giorno, solo a tarda sera rientrammo stanchi alla base logistica , il solito appartamento di Silver Spring dove si era da tempo trasferito Jettero. "Riprenderemo le ricerche domani , con il caldo sole del pomeriggio" , dichiaro' Gio 71, e diluvio' per undici giorni. ---------------------------------------------------------------------------- CAPITOLO SECONDO Se puoi tenere la testa a posto quando tutti attorno a te l'hanno persa, e' perche' non hai capito il problema. ( Legge di Evans ) ---------------------------------------------------------------------------- - Quella settimana trascorsa a casa di Jettero Heller fu una tortura da Inquisizione. Non solo dovevamo vederlo 24 ore su 24, ma anche sor- birci le sue hyper-loozerate. Configurazione del sistema Helleriano : sopra il modem , collezione di minerali con blocco di magnetite natura- le del peso di Kg 1.2 ; sotto l'A2000, stazione ricetrasmittente HF con amplificatore lineare da 750 Watt perennemente accesa ; come base d'ap- poggio per i drives esterni, forno a induzione da 3500 Ampere con linea elettrica dedicata a 980.000 V; per avvolgere il cavo seriale in ecces- so , sfera al plasma artigianale schermata col Domopak. In pratica, Jettero causava il 75% delle spurie in Europa. La scrivania era completata da oggetti meno pericolosi ma altrettanto inquietanti : una reticella a grondaia intorno al monitor ( per evitare che gli spri- tes cadessero sul pavimento quando uscivano dalla window ) e mezzo chi- lo di formaggio svizzero per sfamare il mouse. Solo il ritorno di due " cool friendz " giunse a salvarci da quella si- tuazione disperata, con il loro aiuto avremmo potuto cercare di far lu- ce sulla scomparsa di Guile. Il primo di essi era nientemeno che il la- titante Hydra, sfrattato dall'amato sottosuolo a causa del maltempo che si era abbattuto sulla citta' ; il secondo era il mitico The Brain , giunto finalmente al termine della sua vacanza-premio. "Finiti i giorni di ferie in Colombia, eh ?" aveva chiesto Shock Waves. "No, ho solo finito le piantagioni" era stata la risposta di The Brain. - Jettero Heller aveva cercato di coinvolgerci nel progetto della WOM (Write Only Memory) ma The Brain , ricordando cio' che tempo prima gli avevo insegnato , lo aveva paralizzato con una domanda ai limiti delle possibilita' umane: "Jettero, quanti fili ha un doppino ?". ( In seguito , per non essere accusato di crudelta' mentale , The Brain aveva semplificato l'enigma in : "Quanti fili ha un doppino , se uno e' bianco e l'altro rosso ?" riuscendo cosi' ad ottenere la risposta esat- ta, al settimo tentativo, in soli due giorni ). Neppure Adventure Seeker, mago della fisica , aveva fornito una spiega- zione valida per la sparizione di Guiloozer; il vero H.D. Case intanto, non aveva potuto fare a meno di chiedersi se non fosse stato lui la vittima designata ed ora trascorreva le ore logorandosi nel dubbio. Di certo , se l'eliminazione del mini - SysOp era stata intenzionale , l'attentatore non brillava per intelligenza : era ben difficile confon- dere un hacker di Conference 7 (Pier's Group BBS) con un simile lamer. L'ignobile board di Shock Waves era sopravvissuta all'incubo tecnologi- co della rete neuronale ribelle ( vedi "Twin Phreaks IV" ), pertanto fu deciso di utilizzarla come HQ provvisorio. Timescape , convocato d'ur- genza , suggeri' di diffondere la notizia della scomparsa di Guile tra- mite rete a pacchetto. Lo stesso Sciocc Waves si occupo' della faccenda , aiutato da Jettero Heller. Shock : "Jettero, sposta quel monitor !" Jettero: "Devo togliere il connettore RGB ?" Shock : "Si',ma non in modo ANSI o tutti i colori usciranno dal cavo!" Jettero: "Hai ragione , metto subito il bianco e nero. Acc... qui c'e' dell'acqua che gocciola !" Shock : "Certo, non sai che i drives vanno collegati in cascata ?" Jettero: "Da molto tempo non uso il mio computer, e' guasto !" Shock : "L'hai portato in un laboratorio di riparazioni ?" Jettero: "Si' , ma non capiscono un accidente quei maledetti loozers !" Shock : "Cosa ti hanno detto ?" Jettero: "Che e' un problema di alimentazione." Shock : "E allora ?" Jettero: "Sono due mesi che mangio in bianco e ancora non funziona !!!" Shock : "Vatti a fidare dei tecnici !" Jettero: "Davvero... meno male che noi ci capiamo !" - Con 11.09 voti su 14 presenti ( cioe' all'unanimita', dato che i vo- ti dei loozers contavano 0.03 ) il gruppo dei cool users invito' uffi- cialmente Pitagora nell'elite. Pitagora era un coder a tempo perso, nel senso che ogni volta che codava perdeva tempo e basta , ma era una vec- chia conoscenza dei tempi del pattinaggio sul ghiaccio, prima che Burglar decidesse di acquistare il Palazzo per farne un frigorifero da picnic. Grazie ad un incidente di tale sport in cui aveva perso il pollice e l'indice della mano sinistra, Pitagora aveva finalmente potuto realiz- zare il suo sogno segreto di coder : contare in base otto sulle dita. Il primato rimaneva comunque a Shock Waves, che da anni contava in bi- nario sulle orecchie. Per la verita' a nessuno di noi interessava realmente salvare Guile, la sua presenza sul pianeta era solo un danno per la comunita'; tutta- via, una sparizione tanto anomala era un fatto inspiegabile e pericolo- so. La risposta alle nostre meditazioni giunse poco prima dell'alba, e impiegammo parecchio tempo prima di convincerci che non si trattava di un'allucinazione collettiva. Avvolto nella stessa luce tetra e verdastra nella quale si era dissolto Guile, un essere dall'aspetto umano , coperto da una sorta di tunica bianca luminescente, comparve nel mezzo della stanza. Il suo volto ave- va naso, occhi e bocca, ma la creatura che avevamo di fronte non prove- niva dal nostro pianeta, o forse non apparteneva al nostro tempo. Sospeso a pochi centimetri dal pavimento , ci rivolse la parola in modo cortese e rassicurante, parlando correttamente la nostra lingua pur con una lieve e melodica distorsione : "Io sono uno dei controllori...". Shock Waves lo interruppe bruscamente : "Jettero , te l'avevo detto che prima o poi ci avrebbero bustati con i biglietti dell'autobus fatti in casa!". L'entita' lo fisso severamente e con il suo sguardo gelido lo ammutoli'. Poi continuo' : "Sono uno dei controllori di questo Quadrante della Ga- lassia, la nostra Corporazione esiste da molti millenni e segue da lon- tano l'evoluzione dei singoli mondi". "Siete molto simili a noi" si meraviglio' Jettero. "Non cominci ad insultare , per cortesia" fu la risposta dell'alieno , "posso essere simile a loro (noi, NdA) ma non di certo a lei (Jettero, NdA)". Nonostante la meraviglia e l'incredulita' per quell'inaspettato incon- tro ravvicinato, nessuno di noi ebbe dubbi o timori. Ora eravamo tutti intorno alla creatura venuta dal nulla, e subivamo il fascino delle sue parole. "Vi osserviamo da tempo e conosciamo le vostre imprese" ci disse. "Ah, e cosa ne pensate delle mie RAM da 25 puffosecondi?" chiese Shock. "Lasciamo perdere, sappiamo anche del suo tentativo di collegare lo US Robotics all'impianto stereo" continuo' il luminescente essere. "Per forza, sul modem c'era scritto CD !!" si difese il loozer. "Guardi, si rassegni: lei e'decisamente lamer !" lo affondo' l'alieno, poi il suo tono di voce divenne decisamente piu' serio. La spiegazione della situazione e del motivo dell'inusuale visita fu breve e sconvolgente. Come ci fu narrato , i Controllori erano i membri di un Corpo di Sorveglianza tramite il quale la Federazione delle ci- vilta' maggiormente progredite sparse nell'Universo sorvegliava l'evo- luzione dei pianeti piu' giovani; il loro compito era quello di assicu- rare il continuum spazio-temporale e soprattutto quello di garantire determinati equilibri all'interno dello stesso Quadrante , il tutto ri- manendo nell'ombra e senza mai intervenire in modo diretto. Conoscevano il nostro team per gli avvenimenti di alcuni anni prima (vedi "Twin Phreaks III" ), ovvero quel disperato tentativo di scongiu- rare un paradosso temporale causato dalla mente malata di Jettero. "Questo eccezionale contatto con la vostra gente e' dovuto purtroppo ad un avvenimento molto grave" prosegui' con voce dura il Controllore "per la prima volta nella storia della Corporazione siamo costretti a ricor- rere all'aiuto di una forma di vita indigena". "Senta...ehm...erghh..." farfuglio' Pitagora. "Chiamatemi pure NP937-343F785-1S87309", rispose l'entita'. "Acc... una nuova carta di credito. Prendi nota!" urlo' Jettero a Shock Waves. "No , mi chiamo cosi'" spiego' l'essere venuto dallo spazio, "ma potete usare il diminutivo". "Cioe' ?" chiese Burglar. "N !" fu la risposta. "E il resto cos'e', il cognome ?" si informo' The Brain. "No, e' il checksum !" replico' N. "Allora, N " continuo' Pitagora "cos'e' accaduto di tanto grave? Che ne e' stato del lam... ehm, del ragazzo che era con noi ? L'hai notato ?". "Difficile non notare un idiota vestito da cabina telefonica !" fu la risposta di N "Vedete, c'e' stato...". Un segnalatore comincio' a bippare interrompendo il suo discorso. N estrasse quello che aveva tutta l'aria di essere un apparato ricetra- smittente e discusse per pochi secondi in una lingua sconosciuta. Poi si rivolse a noi: "Mi dispiace ragazzi , il mio tempo di permanenza qui ha superato il limite massimo. Sono costretto a tornare sulla Nave". "Nave ?" si stupi' Shock Waves. "La Nave Stellare che pattuglia il vostro Quadrante", chiari' l'alieno. "Ma noi vogliamo delle spiegazioni" insistette The Brain. "Le avrete a bordo... nel caso non l'aveste ancora capito , voi dovete venire con me. Lo smaterializzatore e' gia' stato programmato per te- letrasportarvi tutti" disse N chiudendo il discorso. Jettero Heller cerco' di protestare , ma pronuncio' appena due parole : l'ormai familiare raggio giallo-verdognolo lo dissolse gradualmente in particelle subatomiche. ---------------------------------------------------------------------------- CAPITOLO TERZO Madre Natura e' una puttana ! (Decimo corollario di Bloch alla legge di Murphy) ---------------------------------------------------------------------------- - "Uaaaaargghhh !!" fu l'urlo agghiacciante dell'addetta al siste- ma di teletrasporto", il ricombinatore molecolare si e' guastato, guar- date !!". Decine di esseri luminescenti convogliarono lo sguardo in un punto imprecisato della sala trasportatori , solo allora ci accorgemmo come quella frase e quegli sguardi terrorizzati fossero riferiti a Jettero. "Non abbiate paura, e' fatto proprio cosi'" li tranquillizzo' The Brain, e solo allora, pur con qualche dubbio residuo, ci vennero vicini. In pochi secondi eravamo stati trasferiti a bordo di una delle Navi Stellari della Corporazione, mancava solo Burglar : per lui fu necessa- ria un'operazione separata di trasbordo effettuata impiegando tutta l' energia disponibile, principale ed ausiliaria. Lo scanner ricombinante elaborava i dati con una velocita' approssimativa di 145 GigaHertz , lo ricompose in 5 ore. A partire dall'istante della sparizione della sua massa dalla crosta terrestre, l'accelerazione di gravita' del pianeta diminui' del 7%; in compenso gli strumenti di bordo segnalarono la presenza di una stella di neutroni dalla densita' mostruosa. Le lunghe tuniche degli alieni erano tutte di colore bianco , ma l' alone che ciascuno di loro irradiava era di una tinta diversa. Come ci fu spiegato dalla nostra guida , l'aspetto cromatico era fondamentale nella loro vita sociale: ogni settore produttivo era caratterizzato da un particolare sfumatura la cui intensita' variava in base al livello di importanza raggiunto. "Wow... e a me che colore sarebbe stato attribuito in una societa' di questo tipo?" chiese ingenuamente Shock Waves. "Uhmm... nero !" rispose caustico N. Shock azzardo' una protesta , ma uno dei compagni di N narro' un aned- doto che scateno' l'ilarita' dei presenti e zitti' definitivamente il loozer. Dopo aver aperto la tragica board, molto tempo prima dei fatti ora esposti, Shock Waves si era infatti trovato con il solito problema da risolvere: avere sempre online , nel modo piu' fast possibile , le warez Amy e PC. Dopo aver cercato invano un runner tra gli utenti (aveva chiesto a tut- ti e tre), egli si era rassegnato all'idea di dover fare tutto da solo. La capacita' di gestire un BBS da parte del fanciullo era pari a quella di coding di Pitagora, cioe' -273.14 °C, tuttavia almeno due comandi li conosceva anche lui , l'Upload ed il Download. Grazie ad essi, da anni egli era noto come mega-trader di X-Rated GIF (Era in grado di ricono- scere esattamente di che GIF V.M. 18 si trattasse dati 5 pixels a caso). Shock aveva ragionato (ahahah !) ed era giunto alla conclusione che, se il file sending alle boards altrui era una procedura nota, anche mette- re online nuovi programmi presso il proprio BBS non sarebbe stato dif- ficile: bastava seguire la stessa procedura. Cosi', il bimbo aveva leechato tonnellate di software e da allora cer- cava disperatamente il comando per riupparsele in modo LOCAL nelle va- rie Conferences. Gio' 71 si presento' immediatamente: incrociando una pattuglia del Servizio di Sicurezza dell'astronave, sparo' un commento sull'armamento alieno : "Acc... quel mitragliatore laser deve essere pericoloso . Vi fidate a portarlo in giro in modo cosi' disinvolto ?". "Certo, e' affidabilissimo !" rispose una delle tre guardie , diede due amichevoli colpetti all'aletta di raffreddamento dell'arma ed un colpo accidentale gli amputo' l'arto inferiore destro. I gesti che da quel momento in poi seguirono ogni parola di Gio' 71 ci fecero capire come il metodo di riproduzione alieno fosse sostanzial- mente uguale a quello terrestre. - La porta scorrevole si apri' automaticamente al nostro passaggio , come in ogni film di fantascienza che si rispetti . Il lungo corridoio illuminato da vivaci lampade azzurre ci condusse a quella che aveva tutta l'aria di essere una sala riunioni. Qui facemmo conoscenza con il capitano della Nave Stellare , che senza troppi preamboli ci espose la drammatica situazione. Molti anni prima , si era verificata una pesante divergenza di opinioni tra i membri del Consiglio della Federazione in merito all' atteggia- mento da mantenere nei confronti delle civilta' piu' giovani ed immatu- re , quale era appunto la nostra : da una parte la posizione di alcuni delegati senza scrupoli, che vedevano nei pianeti piu' indifesi una fa- cile preda ; dall'altra la volonta' da parte di altri componenti del Consiglio di mantenere un invisibile controllo su tali mondi sino ad una sufficiente e naturale evoluzione della popolazione indigena . La seconda fazione aveva avuto la meglio e gli irriducibili erano stati allontanati per sempre verso le piu' remote regioni dell'Universo. Tuttavia i Conquistatori ( questo il nome da essi assunto ) , lungi dal rimanere sepolti nel freddo cosmico, erano riusciti a riorganizzarsi ed avevano ingaggiato innumerevoli battaglie con le Navi Federali nel ten- tativo di contendere alla legittima amministrazione del Consiglio inte- ri Quadranti di Galassie ed uscendone quasi sempre sconfitti. La lotta in corso non ci riguardava, l'unico nostro problema era costi- tuito da un'unita' dei Conquistatori in rotta verso il nostro Sistema con intenzioni bellicose. "Non riusciran...", tento' di ribattere Gio' 71 , ma un monitor vagante per l'etere gli si infilo' casualmente in gola. "Ovviamente la vostra tecnologia non e' in grado di bypassare i sistemi di mascheramento delle loro Navi" concluse N, "per non parlare del dif- ferente armamento. Per evitare la vostra distruzione siamo intervenuti noi Controllori. Sembrava una missione facile, invece..." "...Invece potremmo avere la peggio" intervenne il Capitano. "Il loro nuovo codice di comunicazione e' talmente complicato da essere stato giudicato indecifrabile dai nostri computers. Siamo solo riusciti ad individuarne l'origine : terrestre. Progettato da qualche mercenario senza scrupoli nato e cresciuto sul vostro pianeta". A priori fu escluso un dipendente SIP, data la fama degli algoritmi di tale odiatissima azienda. Il gioco piu' in voga nelle scuole materne di Twin Phreaks era " completa la carta " : dato un numero di contratto a caso, i bambini dovevano calcolare le cifre di checksum ed i codici se- greti per l'utilizzo. Alle elementari si annoiavano: troppo facile. Si giocava a " completa la password VDT " un po' piu' impegnativo. Tornando al racconto dell'alieno, il seguito era intuibile per chiunque non si chiamasse Shock Waves o Jettero Heller : i Controllori avevano prelevato uno dei piu' noti esperti di H/P e decrittazione di algoritmi terrestri , H.D. Case , ma quel maledetto travestimento li aveva tratti in inganno , e per sbaglio era stato prelevato quel megalamer di Guile. "Beh , dov'e' il problema ?" aveva chiesto Timescape , "rispedite sulla Terra Guile e prelevate il vero H.D. Case , sara' felice di aiutarvi". "Non e' cosi' semplice purtroppo... volete vedere dov'e' il problema ? Eccovelo !" proclamo' N premendo un tasto sulla scrivania. Un'intera parete si sollevo' , e la sciagura ci apparve finalmente in tutta la sua gravita'. - Se il vedere Guile provocava normalmente un diffuso senso di disgu- sto, il vederne due contemporaneamente mise a dura prova il nostro sto- maco. Due Guile , identici e vestiti nello stesso abominevole modo ci stavano di fronte ; la spiegazione non tardo' a giungere : convinti di avere per le mani il vero H.D. Case , gli alieni ne avevano fatto una copia vivente tramite clonazione , onde rispedire sulla Terra l'hacker originale previo trattamento smemorizzante (amnesia indotta). Invece , si erano ritrovati con un inutile duplicato dell'altrettanto inutile essere immondo , ed a questo punto erano stati costretti a chiedere il nostro aiuto. "Come siete riusciti ad effettuare il procedimento di clonazione ?" do- mando' Adventure Seeker incuriosito. "Beh... e' un metodo che utilizziamo da tempo" rispose N "solo che nor- malmente si comincia prelevando una cellula del sistema nervoso. Nel caso di quest'individuo cio' non e' stato fatto per non lasciare da so- la l'altra." "Vedete" , continuo' il Capitano , "per ottenere un rapido sviluppo del clone fino allo stadio adulto, abbiamo utilizzato un cocktail di fatto- ri di crescita, convinti di eliminare in breve tempo la copia." Si poneva pero' un grosso problema , prosegui' il racconto dei due extraterrestri : come distinguere l'originale dal duplicato. A questo scopo veniva contrassegnata in modo particolare una cellula del clone , scelta tra quelle non rinnovabili, e la posizione di essa archiviata in una banca dati. Guile aveva accettato ad una condizione: la memorizzazione dell'infor- mazione doveva avvenire in una board di sua fiducia. Ovviamente aveva scelto Strange Land snobbando i potenti sistemi di elaborazione a bordo della Nave, con memoria di massa da 0.0003 Burglarbytes (Nota unita' di misura aliena per il data storage, corrispondente a 7.1 x 10^8 volte la quantita' di caratteri ASCII memorizzabili complessivamente in tutti gli Hard Disk del pianeta Terra). Cosi', la preziosa indicazione era stata depositata presso Strange Land, dove occupava piu' o meno 5 Kilo- bytes, cioe' tre conferences. Purtroppo nessuno aveva pensato al sysop, Axe!, ormai lanciato verso il Guinness dei primati con milleseicentodo- dici user.data persi in un mese. (-2-) N aveva avuto qualche sospetto sull'affidabilita' della board , forse per il fatto che il logon in ANSI da molto tempo era stato sostituito dallo stesso Axe! : da "Welcome to Strange Land" la schermata era dive- nuta per default "I lost my user.data file , please re-log yourself" e gli utenti del BBS si sentivano ormai condannati al questionario a vita. Tuttavia l'insistenza di Guile era stata determinante : credendolo H.D. Case, i Controllori avevano esaudito la sua richiesta; appena in tempo per distruggere il dato nel crash di Strange Land delle 14:35 , ora locale. "Insomma nessuno e' piu' in grado di distinguere quale sia l'originale tra quei due esseri !" concluse The Brain. "Poco male" replicai "ne abbiamo sopportato fino ad ora uno, ce li ter- remo entrambi. Almeno riusciranno ad imparare tutti i comandi AT, meta' per ciascuno". "A parte il fatto che ci vorrebbe un clone per ogni stringa AT" aggiun- se il Capitano dimostrando di aver imparato a conoscere bene Guile "c'e' un fatto piu' grave! La crescita del clone e' accelerata... egli e' ormai prossimo alla riproduzione". "Ma l'avete visto bene ? E' pur sempre un Guile , non siate ridicoli!" fu il corale commento del gruppo degli hackers. "Riproduzione per mitosi" spiego' N , e la faccenda comincio' a farsi seriamente preoccupante. ---------------------------------------------------------------------------- CAPITOLO QUARTO Dentro ogni grande problema ce n'e' uno piu' piccolo che sta lottando per venire fuori. ( Legge di Hoare ). ---------------------------------------------------------------------------- - "Jettero maiale !" impreco' Hydra , ricevendo cosi' valanghe di let- tere e telegrammi di protesta da parte degli amici dei suini , compren- sibilmente adirati per l'inopportuno accostamento. Il nervosismo dimostrato dal re del sottosuolo era tuttavia piu' che giustificabile : un Caccia Stellare era diretto verso la Terra con in- tenzioni non propriamente amichevoli , ed a breve termine si profilava la possibilita' di una colonia di piccoli Guiles . Ci era rimasta un' unica consolazione : le cose non avrebbero potuto in nessun caso pren- dere una piega peggiore. Prima o poi, la peggior combinazione di circostanze possibile e' desti- nata a prodursi, come recita la nota 2a legge di Sodd che trova piena conferma nel corredo genetico di Shock Waves, l'unico caso mai rilevato nella storia della scienza di CRC Error nel DNA. Un messaggio dalla plancia richiese l'immediata presenza dell'uffi- ciale superiore in sala controllo . Fummo invitati a seguirlo ed accet- tammo con riluttanza , nel timore di assistere in diretta dallo spazio alla fine del nostro amato pianeta azzurro ; quel luogo dove avevamo realizzato molti dei nostri sogni, specialmente usando le carte di cre- dito di altri. "Wow , la vostra apparecchiatura ricetrasmittente e' qualcosa di ecce- zionale" commento' Burglar osservando le avveniristiche attrezzature di comunicazione a disposizione dei Controllori nella stanza principale della Nave stellare. "Per lo meno" aggiunse Gio 71 "non avranno i di- fetti di quelle terrestri: interferenze, eccessivo riscaldamento...". Un crepitio interruppe le sue parole: a 25 centimetri da lui un sovrac- carico aveva bruciato lo scanner interplanetario. N richiamo' la nostra attenzione e svelo' il motivo per il quale erava- mo stati convocati d'urgenza in quella sala. Un ricevitore comincio' a gracchiare : era sintonizzato sulla frequenza di comunicazione dell' unita' da battaglia dei Conquistatori. Potevamo finalmente udire la ma- ledetta sequenza di scrambling che precedeva l'inizio delle loro tra- smissioni; secondo il personale presente in plancia, nessun calcolatore tra quelli appartenenti alle civilta' piu' evolute dell'Universo aveva saputo assegnare a quei suoni un significato logico. Tutto tacque, una voce dal timbro anomalo risuono' chiara nell'aria ar- tificiale : "L8r flesh ket it cruck not memory is comment my !". (-3-) "Jettero grozzlip !" esclamo' stizzito N , cominciando ad assimilare lo slang terrestre. Gli arrivo' immediatamente un ologramma di protesta da parte dell'associazione federale per la protezione di tale sconosciuta forma di vita animale. Quanto a noi, ci guardammo allibiti. Era troppo assurdo per essere ve- ro : i maledetti Conquistatori , giunti dalle profondita' dello spazio extragalattico per sottomettere il nostro sistema , avevano utilizzato una delle forme di comunicazione piu' fake dell'Universo: il Deathbrin- geriano, in pratica l'applicazione della funzione RND alle corde vocali. Essi tuttavia ignoravano l'esistenza del potente tool DB-Emulator , che nella versione piu' evoluta (con vocabolario) ottenuta da Alzheimer do- po tre anni di collegamenti a The Final Frontier e migliaia di chiamate al servizio informazioni internazionali Italcable ( gli operatori par- lavano un dialetto di tale forma di espressione ), permetteva la con- versione dell' incomprensibile idioma in linguaggio corrente in un tem- po sufficientemente breve, nonche' l'operazione di rimodulazione. Burglar portava sempre con se' nella tasca anteriore dei jeans fatti su misura per lui (taglia 25^3) il software assolutamente indispensabile : tremilaseicento floppy da 3" 1/2 ; inoltre disponeva di un disco CD-ROM da ventun pollici che cercava elegantemente di far passare come orec- chino all'ultima moda. Mentre armeggiava alla ricerca della fatidica u- tility, fummo lieti di esporre al comandante dell'astronave gli svilup- pi della situazione. - I computers di bordo erano in grado di elaborare qualsiasi programma scritto in un qualsiasi linguaggio. Questa caratteristica, indispensa- bile per viaggiatori del cosmo sempre in contatto con civilta' scono- sciute, era stata ottenuta grazie alle sofisticate tecnologie AI a di- sposizione della Federazione . La macchina esegui' le istruzioni che costituivano le routines del mitico tool Alzheimeriano, ed in pochi mi- nuti una stampante produsse la trascrizione della trasmissione effettu- ata poco prima dai Conquistatori, perfettamente decodificata. Si trattava solo di una banale comunicazione di servizio: dati sul car- burante, posizione relativa della nave da battaglia ed altre informa- zioni simili , tuttavia fummo esaltati dal brillante risultato dell' esperimento. Anche Shock Waves , che aveva appena finito di leggere ad un alieno un suo file di teorie assortite sull'origine delle Galassie, causandogli un attacco di convulsioni. Era chiaro, il metodo di decrittazione funzionava. Si trattava solo di trovare il modo migliore per utilizzarlo, e nel piu' breve tempo possi- bile. Dopo un'intera giornata di intercettazioni ruscimmo ad acqui- sire alcuni elementi basilari : i Conquistatori avevano inviato un unico vascello nel "facile" compito di sottomissione di questo Quadran- te, la base con la quale erano in contatto rimaneva a centinaia di par- sec di distanza. Le comunicazioni in tempo reale su distanza stellare erano un'altra conquista della tecnologia federale. - Phoenix fu teletrasportata a bordo per due ragioni fondamentali : la prima e' che mi ha pagato per essere inserita nel racconto. L' altro motivo che animo' la nostra decisione di unirla al gruppo , fu una particolare caratteristica fisica della suddetta fanciulla : Phoenix parlava un discreto Deathbringeriano , ma soprattutto raggiun- geva in TX l'incredibile velocita' di 1800 PPS ( Fonemi Per Secondo ) full duplex, e si stava allenando a trasmettere FAX tramite laringe. Era piuttosto raro incontrare una ragazza nell'ambiente delle telecomu- nicazioni ma Phoenix vi era entrata con molto entusiasmo, anche perche' il chat costituiva la sua unica forma di dialogo a distanza. Con il te- lefono usato in modo tradizionale e' infatti impossibile l'utilizzo di frequenze superiori ai 5000 Hz mentre la voce della fanciulla, in terza armonica, era facilmente captabile via VHF. Per poter parlare libera- mente, la bimba era stata costretta a prendere la patente IW2 di radio- amatore. Tuttavia, in questi drammatici momenti le sue capacita' sarebbero state indispensabili per i nostri scopi; nella notte (ore terrestri) il piano di sabotaggio fu completato , e l' indomani alcuni di noi si sarebbero coperti di gloria. - Gli alloggi dell'astronave erano piuttosto originali : un invisibile campo di forza sostituiva il letto dando al dormiente la meravigliosa sensazione di fluttuare nell'aria ; Burglar ovviamente fu lasciato sul pavimento. La nostra prima cena spaziale era stata un'esperienza disa- strosa : per poter essere conservato, il cibo alieno era liofilizzato e ridotto in polvere bianca. The Brain si era subito esaltato, e con una sola inspirazione, aveva cancellato tre mesi di scorte. Nessuno dormi' , ed accezione di Hydra il cui organismo incorporava un clock a tampone che manteneva down il sistema nervoso almeno fino all' ora di pranzo. Come al solito , avevo elaborato una strategia che aveva molte chances per essere vincente. L'approvazione del Capitano dei Controllori fu so- lo una formalita', il nostro ingresso in sala controllo fu salutato da decine di sguardi di ammirazione e fiducia. "In bocca al Burglar!" augurai ai ragazzi del gruppo che avrebbero pre= so parte all'operazione di salvataggio della Terra. "Crepi il Jettero !" fu la risposta. Non c'entrava nulla ma si inseri- va sempre bene in qualunque contesto. Anche gli alieni presenti in plancia annuirono ; conoscevano il nostro compagno Heller dai tempi del C 64 , quando la sua mente aveva ottenuto il primo razionale successo : per usare il lato B di un 5"1/4 nell'unita' 1541 era sufficiente girare il dischetto. Non occorreva capovolgere il drive, cosa che Jettero ave- va fatto sino al momento di quel fantascientifico ragionamento, quattro mesi dopo l'acquisto dell'apparecchio. Shock Waves aveva idee tutte sue in merito all' archiviazione dati : credeva che una memoria di massa da 600 Megabytes in linea fosse una banda magnetica lunga 9 Km con le cifre binarie messe in fila. Tuttavia , decidemmo di dargli una possibilita' di rendersi utile asse- gnandolo alla registrazione ottica delle comunicazioni in programma. Phoenix sedette al banco di TX e attese. La prevista radiotrasmissione proveniente dalla nave nemica arrivo' in perfetto orario , annunciata dalla solita sequenza di scrambling. L'assistente di volo iperspaziale con cui i Conquistatori erano in contatto non ebbe pero' il tempo di codificare ed inviare il messaggio di risposta, sulla frequanza si in- seri' Phoenix ed inizio' un breve dialogo in Deathbringeriano. Ero certo del successo di quest'esperimento, anche perche' Gio' 71 ave- va proclamato pochi minuti prima : "Falliremo sicuramente , si accorge- ranno della differente provenienza". Fu una questione di istanti , il DB-Emulator decodifico' la richiesta dell'incrociatore spaziale avversario: "Urgentissimo. Abbiamo un guasto all'apparato ricevente di decodifica , i messaggi sembrano accelerati almeno del 600%. Non riusciamo a tradurre nulla. Inviateci immedia- tamente una nuova copia del software di gestione della console princi- pale." Phoenix lancio' un urlo di gioia ma nessuno lo senti', gli strumenti di bordo misuraruono la frequenza di emissione : 32.450 Hz, nuovo record stagionale. ---------------------------------------------------------------------------- CAPITOLO QUINTO Se i costruttori costruissero come i programmatori programmano, il primo picchio che passa potrebbe distruggere la civilta'. ( Seconda legge di Weinberg ). ---------------------------------------------------------------------------- - La seconda parte del piano di battaglia da me elaborato con l'aiuto degli altri hackers di Twin Phreaks poteva avere inizio. Hydra si era finalmente svegliato , sostitui' Phoenix al banco di tras- missione ed inizio' il suo compito. Il phreaker dall'orrenda chioma (Hydra si guadagnava da vivere affittando aree attrezzate per campeggio ai parassiti che trascorrevano le vacanze nei suoi capelli) era notis- simo , a chiunque avesse mai partecipato ad una conference telefonica , come "l'incubo di Alliance". In pratica , dall'istante in cui egli ve- niva invitato a joinare la conversazione a quello di caduta del PBX , il bimbo non smetteva di parlare neppure per un secondo. Se poi era lui stesso il conference master, peggio che mai: smetteva di blaterare almeno tre o quattro ore dopo il leaving dell'ultimo parteci- pante. Se la linea presentava effetto eco , riusciva a litigare con la sua stessa voce insultandosi da solo per giornate intere. Per fortuna , questo suo lato negativo ci sarebbe stato ora enormemente utile : Hydra avrebbe tenuto impegnata la frequenza di dialogo dei Comquistatori per tutto il tempo necessario al completamento della fase "P". "P" come "programmazione", ma soprattutto "P" come "Pitagora", il coder chiamato all'impresa piu' importante della sua vita. (-4-) - La routine fu completata in 432 minuti terrestri. Pitagora non sape- va programmare i potentissimi calcolatori alieni , ma quanto a questo nulla di nuovo: non sapeva programmare neppure quelli nostrani. Fortunatamente i computers dei Controllori realizzati dopo il Quinto Millennio ( data federale ) disponevano di un'intelligenza artificiale talmente sofisticata da aver eliminato la necessita' del coding diret- to. Una macchina pensante riuscita senza dubbio meglio di quella spe- rimentata dai loozers tempo addietro (vedi "Twin Phreaks IV"). L'autore del programma doveva solo descrivere le subroutines all'ela- boratore tramite un facile linguaggio simbolico comprensibile da tutti; perfino Guile sarebbe riuscito ad usare quel sistema , ma in quel pre- zioso momento ci era indispensabile la mente contorta di Pitagora. Il tema assegnatogli dal Capitano in persona era il seguente : "scrivi la routine di gestione della console principale di un caccia stellare". Forse non fu molto corretto far credere al semi-coder che gli alie- ni , viste le sue indiscusse capacita' di programmazione , lo avessero scelto per elaborare il nuovo sistema di controllo di cui sarebbero state dotate tutte le navi federali, ma speravamo ardentemente di otte- nere in quel modo un vero ed inimitabile prodotto pitagoriano. Cosi' fu. Codificammo e trasmettemmo il risultato degli sforzi del fanciullo all'astronave nemica , i Conquistatori ringraziarono e si af- frettarono ad implementare cio' che credevano provenire dalla loro re- mota base e che avrebbe consentito l'attacco finale al pianeta Terra. Per i primi istanti non accadde nulla, l'atmosfera sintetica della sala principale del nostro mezzo spaziale era piena solo delle nostre impal- pabili speranze e dei purtroppo palpabili e viscidi capelli di Hydra. Poi, i nostri sogni si avverarono in un lampo. Terminata la fase di in- cubazione , gli inafferrabili bugs immancabili in ogni routine di Pita- gora iniziarono a riprodursi e ad invadere l'intero programma. Bisogna ammettere che Pitagora , quando sbaglia , lo fa esclusivamente nei punti vitali del codice prodotto. Cosi', dopo appena tre minuti dal file sending , il ricevitore gracchio' il bollettino della vittoria : gli odiati Conquistatori annunciavano la procedura urgente di salto nell'iperspazio, destinazione la loro piu' remota base appoggio, ai li- miti dell'Universo conosciuto. Diciassettemilatrecentodue avarie all' astronave prodotte dalle disfunzioni della console principale avevano infranto i loro progetti bellici. L'urlo di gioia fece tremare le pareti della stanza , solo Phoenix fu fatta tacere con la forza per evitare danni irreparabili alle strutture della Nave. In seguito , la CCXII Conferenza Federale per il Disarmo proibi' l'uso della voce amplificata della ragazza nonche' di ogni immagine della faccia di Jettero, classificate come mezzi di sterminio di massa. "Ci sono possibilita' di un loro ritorno in tempo breve ?" chiese AMF visibilmente preoccupato. "Nessuna." lo tranquillizzo' N "Hanno fallito , e la loro societa' non tollera insuccessi. Non troveranno un altro equipaggio disposto a ri- tentare l'avventura , con migliaia di altri mondi classificati come po- tenziali obiettivi". "E poi c'e' il nostro servizio di pattuglia, da non sottovalutare" sot- tolineo' il Capitano dei Controllori della Galassia "contiamo di debel- lare i nemici entro i prossimi seicento dei vostri anni , il tempo che impiegherebbe Pitagora per imparare a memoria le istruzioni del copper". Quest'affermazione confermo' ancora una volta quanto fossero precisi ed attendibili gli studi effettuati dagli alieni sul nostro conto. - L'euforia ci aveva contagiati, si cominciava a discutere del ritorno a casa e di una possibile festa della vittoria; provavo tuttavia una sensazione strana , mi sembrava che da un momento all'altro potesse giungere qualcosa o qualcuno a rovinarci la festa. Purtroppo un particolare molto , molto importante era stato soffocato dalle nostre grida di gioia : il nostro compito non era finito, e sfor- tunatamente una malefica entita' ne prese coscienza appena un istante prima di me. "Guile !!" grido' Gio' 71 "Ci siamo dimenticati di lui !". Raggiungemmo il compartimento di incubazione appena in tempo per ri- cevere la funesta notizia : tra poco meno di 60 dei nostri minuti la crescita della colonia dei cloni sarebbe esplosa, a ritmo esponenziale; migliaia di Guiles riprodotti in tempi brevissimi. Certamente avremmo potuto scoprire nell'istante della mitosi quale fosse il Guile autenti- co, ma i fattori di crescita non ci davano speranze: le copie ci avreb- bero travolti prima di darci il tempo di intervenire. No , la distinzione dei due esseri andava necessariamente effettuata prima di quel fatale momento. "Ma e' possibile che non esista un sistema alternativo ?" chiese Time- scape al tecnobiologo che si occupava della duplicazione cellulare. "Beh, in altri casi si e' potuto ricorrere all'analisi delle onde cere- brali, che rimangono comunque differenti in ciascuna copia". "Ed in questo caso non si puo' fare ?" chiese Burglar sperando che la faccenda si potesse risolvere per suo merito , cosi' da poter chiedere di eliminare il duplicato divenuto inutile (tramite digestione). "No, i suoi neuroni danno segno di attivita' rilevante ogni era geolo- gica terrestre" fu l'arido commento dello scienziato. Ci guardammo sconsolati. Era davvero finita , un esperimento inutile a- vrebbe cancellato per sempre Guile. Gia' , perche' ormai non rimaneva altro che distruggere entrambi gli esseri , ardua decisione da prende- rsi in nome dell'equilibrio universale. Attimi di silenzio , il ricercatore pose la sua mano aliena sulla leva che controllava l'outer door, il portello esterno noto a chiunque abbia visto "Aliens scontro finale": i due corpi sarebbero stati espulsi ver- so il vuoto cosmico , dove la loro stessa pressione interna li avrebbe istantaneamente distrutti. Cosi' cessava di esistere un amico, loozer ma sempre amico. "E' il prezzo dell'evoluzione tecnologica" mormoro' con le lacrime agli occhi Gio' 71 "il metodo di clonazione di questa razza extraterrestre e' talmente sofisticato da rendere la copia assolutamente perfetta". Non si era ancora spenta l'eco delle sue parole, ed ecco il miracolo. Uno dei due Guile , al di la' della parete trasparente che li separava da noi, divenne improvvisamente luminescente, una violenta luce bianca che ci costrinse a distogliere lo sguardo. Quando fummo nuovamente in grado di osservare la scena, accanto al solo essere rimasto in vita ri- maneva unicamente un mucchietto di polveri inorganiche. - Ci fu spiegato dalla Commissione Scientifica costituitasi apposita- mente per osservare il fenomeno, che ogni 35 miliardi di casi di clona- zione la combinazione delle basi azotate non riusciva a stabilizzarsi, causando all'atto della duplicazione generale dei cromosomi l'autocom- bustione globale ed istantanea dell'intero essere vivente. Il caso precedente risaliva a parecchie generazioni di Controllori pri- ma dell'attuale. Con i suoi poteri, Gio' 71 aveva salvato la vita al vero Guile. Gli fu conferita la medaglia di merito della Federazione , un cristallo a noi sconosciuto. "Ne avro' cura piu' di ogni altra cosa al mondo" sussurro' commosso; gli cadde durante la premiazione e si frantumo'. - Gli addii sono sempre una cosa triste , tranne quando e' Jettero a partire. Nel nostro caso , lasciavamo per sempre quelli che ormai con- sideravamo amici , sapendo che non avremmo mai piu' potuto rivederli o comunque comunicare con loro in qualsiasi forma. "Non potremo tornare nel vostro Sistema per i prossimi 5 periodi , tre- mila anni terrestri piu' o meno" spiego' N. "Altre missioni importanti ?" domando' Timescape. "No, targhe alterne" intervenne l'ufficiale di rotta "il rilevatore Sud della Galassia ha segnalato una quantita' di esafluoruro di Uranio su- periore alla seconda soglia di attenzione". Ci ritrovammo alla periferia di Twin Phreaks in un impercettibile i- stante , senza aver avuto il tempo di udire o aggiungere altro. Burglar giunse a breve distanza e subito l'inclinazione dell'asse ter- restre aumento' di un grado e mezzo. Forse gli stessi inflessibili Controllori Galattici si erano affeziona- ti al nostro piccolo gruppo, ed avevano preferito un addio brusco e me- no doloroso. Guile era con noi, non sapevamo cosa ricordasse di quelle difficili ore, ma anche se avesse raccontato qualcosa in giro non l'a- vrebbe creduto nessuno, come accadeva per default. Nell'oscurita' della sera una linea di luce apparve per un attimo sullo sfondo stellato. Una meteorite , o forse l'ultimo saluto di chi prose- guiva un interminabile viaggio nell'Universo infinito. Davvero la nostra avventura era stata reale ? Noi stessi stentavamo a crederlo , del resto certe esperienze al limite dell'impossibile erano riservate solo a noi, a quei cool hackers di Twin Phreaks felici di es- sere ancora una volta insieme. FINE ---- --------------------------------------------------------------------------- NOTE A "Twin Phreaks V" --------------------------------------------------------------------------- (-1-) In quel particolare periodo molti telefoni pubblici, instal- lati frettolosamente per i mondiali di calcio, offrivano un grado di sicurezza pari a quello di una trasfusione con sangue prelevato a The Brain, di ritorno dalla Colombia dopo una sosta in Kenya, praticata da Gio'71. Ci volle qualche anno per rimediare a tutti i problemi di tali apparecchi; in seguito divennero decisamente affidabili. (-2-) Effettivamente, nel 1992/93, il file User.data di Strange Land era soggetto ad evaporazione ogni 1.32 ore circa. Il sysop cancellava continuamente per sbaglio l'elenco degli utenti, con grande divertimento dei proprietari di altri BBS. (-3-) Deathbringer era l'aspirante sysop del BBS "The Final Fron- tier" e si dilettava a scrivere testi in italiano e inglese. Quella citata e' appunto la sua piu' nota frase in inglese. Il suo nemico Alzheimer realizzo' una routine chiamata DB-Emulator che tramutava un testo normale in deathbringeri- ano. Fece il giro del mondo telematico dell'epoca. (-4-) Per comprendere la logica Pitagoriana, ricordo che il ragaz- zo trascorse i migliori anni della sua vita cercando di di- mostrare la possibilita' di compattare 400K in 10 bytes.