B a l l a c o i l o o z e r s ( T w i n P h r e a k s I V ) Testo originale e succesive modifiche: MFB (1992) Release 4.41 ---------------------------------------------------------------------------- - Page Down - ---------------------------------------------------------------------------- NOTA per la release 4.20 e successive ---------------------------------------------------------------------------- - Quarto episodio della saga di Twin Phreaks, forse il piu' noto del- la serie anche a causa di una versione fake successivamente ritira- ta dalla circolazione. 'Twin Phreaks IV' conteneva molti meno termini tecnici delle precedenti avventure, e finalmente molti loozers furono in grado di capirci qualcosa. Per Shock Waves non ci fu speranza: al- zo' bandiera bianca alla vista della parola 'abnorme', nella prima riga della dedica originale. - Page Down - ---------------------------------------------------------------------------- DEDICA originale ---------------------------------------------------------------------------- - Si e' osservata, in questi ultimi tempi , un'abnorme proliferezione della specie 'Homo Sysop Sapiens'. Purtroppo molti degli elementi in questione presentano profonde alterazioni genetiche tali da impedirne il completo sviluppo. Essi costituiscono ora una specie a se' stante, distinta dalla precedente per differente corredo cromosomico e scien- tificamente classificata con il nome 'Homunculus PseudoSysop Lamer'. Ad essi e' dedicato il presente racconto, con l'augurio di una preco- ce scomparsa dal mondo delle telecomunicazioni e dalla superficie del pianeta. - Page Down - ---------------------------------------------------------------------------- PREFAZIONE ---------------------------------------------------------------------------- - E' noto che diverse specie animali, compresa quella umana, risentono dell'influsso lunare; lo splendore riflesso dall'astro invita in par- ticolare i lupi ed i canidi in genere ad un corale ululato. Sconosciuta ai piu' e' invece la profonda influenza esercitata da un altro corpo celeste sulla specie 'Homo Lamer' . I lamers sentono l'ir- resistibile impulso a riunirsi in determinate notti per indirizzare ad una lontana stella un triste lamento, un verso strano che sembra esse- re un disordinato insieme di lettere e numeri (N5GFVdD). (-1-) Tale stella e' Sirio, l'astro del loozer. Quella notte anche gli hackers erano riuniti, ed anch'essi rivolgevano lo sguardo al cielo. Ben altri corpi celesti attiravano la loro atten- zione: i satelliti per telecomunicazione; ad essi era destinato un particolare ululato, a 2600 Hz. Videro da lontano il gruppo dei lamers ed istintivamente tentarono di riconoscerli : Shock Waves , Shining , Gio71... mancava Jettero Heller ! Incredibile... il capo supremo dei loozers aveva disertato la riunione. Pochi sguardi e fu subito panico, Jettero aveva sempre partecipato al periodico lamer-meeting... perche' quest'inspiegabile assenza ? I casi erano due: o il fanciullo era de- ceduto oppure era impegnato a preparane qualcuna delle sue. Purtroppo fu la peggiore delle due ipotesi a trovare conferma: la seconda. -------------------------------------------------------------------------- CAPITOLO PRIMO Poker di lamers -------------------------------------------------------------------------- - La notizia dell'incriminazione di alcuni pirati del software per asso- ciazione a delinquere era stata recepita come un pessimo segnale tra gli operatori dei Sistemi Privati farciti di software copiato. Molti proprie- tari di BBS non erano piu' disposti a correre pericolosi rischi ed aveva- no abbandonato il campo; ne avevano approfittato i soliti pseudo-SysOps nel tentativo di rastrellare qualche utente per riempire alcune sotto- specie di BBS. Dopo mesi e mesi passati cercando di convincere la vecchia nonna malata ad includerlo nel testamento , Shock Waves aveva raggiunto lo scopo ed era passato alla seconda fase: eliminazione fisica della suddet- ta. Era bastato leggerle il nuovo algoritmo Itapac 1421 da lui partorito, ad una certa eta' ridere sguaiatamente per 90 minuti consecutivi diventa molto pericoloso. E dire che il loozer credeva veramente nelle sue capaci- ta' di coder: in fondo con quello scanner c'erano ben 12 possibilita' su 100 di trovare una NUI valida entro tre milioni di anni. Grazie all'eredita', Shock Waves aveva creato il suo sistema privato tele- matico, il quale dalle 23 alle 7 del mattino , solo nei giorni dispari , quando la temperatura esterna superava gli 11.65 °C , se il livello di monossido di carbonio nell'aria non eccedeva i 100 microgrammi per litro , ammesso che l'elettricita' statica atmosferica fosse mediamente normale , ogni tanto si degnava anche di funzionare , o per lo meno sbrodolava sul terminale qualche manciata di caratteri ANSI volgarmente dichiarati 'logon screen'. Data la smisurata esperienza del bimbo , la board era stata affidata per il 97% circa a quegli esseri comunemente detti 'collaboratori esterni' ed il cui ruolo principale consiste nel mandare a farfalle il sistema se proprio il SysOp, nonostante gli sforzi, quel giorno non riesce a sfascia- re nulla. Vale la pena di spendere un capitolo nella descrizione della maledetta board che sconvolse il mondo... eccone i dettagli: - L'hard disk, spacciato come 300 Mega SCSI, era in realta' un 20 Mb recu- perato da uno zio nei sotterranei dell'azienda dove egli lavorava e dove l'apparecchio giaceva dal 1953 . Raffreddato da una ventola turbodiesel , emetteva un rumore pari a 125 decibel circa , ma funzionava anche come caldaia per l'intero condominio , pertanto l'Amministrazione ne aveva con- cesso l'uso al fanciullo purche' non usasse DMS dopo le ore 21. Per giorni e giorni decine di studenti di informatica chiesero a Shock Waves di poter vedere con il loro occhi l'unico HD a 37 pollici della storia. - Il monitor era stato una vera occasione : sconto del 75% per un paio di impercettibili difetti... non visualizzava il verde e sostituiva per ra- gioni sconosciute il blu con il rosa. - Computer: somigliava vagamente ad un Sega Megadrive, ma la premiata dit- ta Carmine Santuzzo aveva assicurato all'acquirente che si trattava in realta' dell'unico modello sperimentale di 80786 (332 MHz) ad elio liquido esistente in Italia . Dopo 36 giorni di tentata programmazione , qualcuno riscopri' il magico A3000 ed AmiExpress riprese a rollare. - Memoria RAM: secondo il noto postulato del multitasking , per gestire in modo ottimale un BBS occorre un numero di task sempre superiore di 1 a quello necessario per inchiodare il computer. Pertanto, in base alla RAM le boards si dividono in due categorie : dove la memoria e' scarsa esse entreranno in crash per il collasso dello stack , dove la memoria abbonda invece entreranno sicuramente in crash perche' il SysOp , esaltato dall' immensa RAM disponibile, non potra' fare a meno di aprire 3427 tasks. Nel nostro caso , il sistema apparteneva eccezionalmente ad entrambe le classi : aveva infatti una scarsa memoria centrale integrata da un SysOp incapace. - Dual Standard : questo per fortuna era un autentico US Robotics, gentil- mente offerto dagli abitanti del palazzo di fronte a condizione che Shock Lames smettesse di piangere di notte , tenendo sveglio l'intero quartiere e singhiozzando disperatamente il suo desiderio di un modem. - Stampante: a getto d'inchiostro. Nel senso che ne gettava dovunque tran- ne che sulla carta. Fu subito rivenduta ad un imbianchino. - Al momento dell'assemblaggio , Shock Waves aveva sfoderato puntualmente l'arma segreta , un vero esperto conosciuto in BBS: Gio 71. L'individuo era una vera maledizione vivente , sempre prodigo di gentili consigli del tipo : "Quest'interfaccia l'aveva usata anche un amico di mio cugino ed e' morto folgorato" oppure: "Bello questo monitor, ma lo sai che in un caso su 4 milioni il trasformatore di riga esplode e ti incendia la casa ?" . D'altronde in una board loozer non avrebbe potuto esistere un collaboratore cool , sarebbe stato in contrasto con l'assioma "Chi va con il lamer impara a lamerare". Grazie alla sua cultura elettronica, Gio 71 aveva immediatamente effettua- to la revisione del cablaggio : la prima modifica aveva eliminato in un colpo entrambi i CIA , la seconda aveva ucciso Paula . Tuttavia dopo 25 giorni di tentativi, lo sciagurato sistema di collegamento periferiche era stato completato. Poco importava se il cavetto del modem, schermato in mo- do ineccepibile , consentiva di captare Radio Dimensione Suono attraverso lo speaker; la board era pronta a funzionare, mancava solo l'elemento piu' terrificante: il Cosysop. Un nome...un nome solo... infatti furono due: Vegamaster e Jettero Heller. Con questo il poker era davvero completo. Vegamaster usciva da quel periodo dell'adolescenza denominato "crisi da chat" ; in realta' anagraficamente aveva 26 anni, ma era biologicamente fermo a 15. Chiuso nella sua stanza con l'unico telefono di casa, si era collegato a Itapac grazie ad una nota NUI, che festeggiava il suo decimo anno di vita. Dopo 16 giorni , stremato dalla fame ( per dissetarsi aveva raccolto acqua piovana in una ciotola sul davanzale ) , si era finalmente riaffacciato al mondo esterno. Risultato delle 384 ore di chat: 12 diottrie complessive in meno , licenziamento per prolungata assenza ingiustificata , esaurimento nervoso, e dulcis in fundo mega-bolletta telefonica arricchita da chiamate dirette in USA (della serie: il carding, questo sconosciuto). La NUI di Itapac l'aveva ottenuta grazie ad un contratto con The Brain , impegnandosi a lavare l'auto di quest'ultimo tutte le domeniche ; la prima connessione era stata un vero problema , poi per fortuna il suo cane gli aveva spiegato la procedura. Adesso, Vegamaster conosceva anche la NUA di QSD e cio' gli era bastato per autodefinirsi 'hacker' e per sentire la necessita' di un nuovo alias. Ecco il perche' del secondo pseudo: 'Guile', considerato che ormai nessuno al mondo pronunciava piu' la parola 'Sirio' ( per disgusto fisico ) e ' Vegamaster ' era da tempo stato deformato in ' Vegalamer '. Jettero Heller lo conosciamo tutti... frequentava l'Universita' guadagnan- dosi da vivere presso la facolta' di medicina , dove veniva pagato come soggetto di studio: i biologi infatti si stavano chiedendo come potesse sussistere una forma di vita con un simile infimo numero di connessioni tra neuroni . Non per nulla il suo cervello era stato soprannominato 'ENIAC'. Tutti sapranno che 'ENIAC' era il nome del primo computer a val- vole, del 1947 , che passo' alla storia soprattutto per il ritmo con cui bruciava le suddette valvole : una ogni due minuti; bene, Jettero bruciava una cellula nervosa ogni due nanosecondi. Ed in realta' tra lui e ENIAC restava una grossa differenza: nel caso del calcolatore, le valvole bru- ciate venivano sostituite ! Si sveglio' verso mezzogiorno ( praticamente l'alba per lui ), consumo' la colazione , si lavo' ( poco e male ), si vesti' ( orrendamente ) e si pre- cipito' a controllare l'efficienza della sua potente auto. Dopo pochi minuti il quartiere fu scosso da un urlo lacerante : "Mi hanno fregato il motore !!". Ripete' la frase finche' un vicino di casa, pieto- samente, lo informo' di come quello che avesse aperto fosse il bagagliaio e non il cofano . Constatato l'errore , il fanciullo balzo' in macchina e fece un lungo giro in periferia dove prelevo' i peggiori tra i superlamers di Twin Phreaks. Sparirono nel nulla , come inghiottiti da Burglar. Passa- rono i giorni e diventarono settimane, ed infine mesi. Alla gioia dei primi momenti per la scomparsa del popolo dei loozers , si aggiunse un diffuso sentimento di angoscia , come se qualcosa di molto grave fosse imminente. E quella stessa sera il presentimento si trasformo' in una terribile realta'. -------------------------------------------------------------------------- CAPITOLO SECONDO La rivincita dei lamers -------------------------------------------------------------------------- - La notizia di una nuova NUI 1421 si sparse con rapidita', ed insieme ad essa giunse anche la sciagurata conferma dell'identita' del proprieta- rio, anzi...dei proprietari. Durante i lunghi giorni di assenza, i loozers avevano costituito un loro proprio gruppo , violando apertamente il noto articolo del codice degli hackers che proibiva l'associazione di stampo lameroso. Da un luogo sconosciuto , essi comunicavano con il mondo tramite la board di Shock Waves, controllata a distanza. Iniziarono con Shaolin : in cambio dell'ambita NUI l'infame Vegamaster lo convinse a trasformare il suo sistema in un nuovo Node per Jettero e soci. Vegamaster era un pericoloso malato di mente : la sua ultima geniale idea era stata quella di modificare la sua stampante interfacciandola con la Pastamatic della madre. Ora era in grado di utilizzare sia modulo conti- nuo, sia fogli singoli, sia impasti di acqua e farina; in quest'ultimo mo- do ( gestito dal Simac.device ) il rullo di trascinamento della printer produceva lasagne e tagliatelle , eventualmente arricchite con caratteri ANSI. Era imminente, si diceva, l'uscita del driver per i ravioli. Il clamore suscitato dal vergognoso tradimento provoco' il deleting di Shaolin in svariate elite boards, tuttavia il suo account ricomparve pres- to presso Lethal Zone quando Rave decise di concedere a Jettero & Shock Waves la gestione del BBS in cambio di costante rifornimento di cardz. Purtroppo, la sua scelta fu ben presto imitata da molti Sysops ed i male- detti loozers ottennero il controllo di parecchie boards in cambio di notevoli quantita' di informazioni cool. Dove e come se le procurassero rimase tuttavia un mistero per tutti. Frattanto, tra coloro che si erano salvati dalla lamer-contaminazione , la vita scorreva fin troppo tranquilla. Timescape , pagato il suo debito verso l'eletta societa' degli hackers e finalmente guarito dal terribile morbo che l'aveva colpito tempo prima era ritornato nella sua casetta in riva al mare per prepararsi all' immi- nente esame a cui doveva essere sottoposto : il consiglio dei Sommi SysOps avrebbe deciso in merito alla sua riammissione nell'elite H/P. In compenso aveva sviluppato una strana sindrome di box-dipendenza che l' aveva lentamente portato all'incapacita' di parlare normalmente. Anche con l'interlocutore a 50 cm di distanza , Timescape non era in grado di formu- lare frasi piu' lunghe di 15 parole ed inseriva regolarmente una pausa di 0.4 sec. alla fine di esse. (-2-) Adventure Seeker, dimesso dall'ospedale psichiatrico ma sempre prigioniero del Politecnico, era invece finalmente riuscito a strappare un 30 in Geo- metria. Alla domanda: "Indicare l'esatta definizione per 'insieme di rette parallele tra loro giacienti nello stesso piano'" aveva risposto : "Trac- ciato dell'encefalogramma di Jettero". The Brain, a dispetto delle previsioni, era riuscito a compiere due impre- se eccezionali : 1) essere ancora vivo (il che gia' di per se' costituiva un caso clinico senza precedenti) ; 2) essere riuscito a peggiorare ulte- riormente la qualita' della sua esistenza. Grazie a quest'ultimo punto, egli ora godeva ottima salute: neppure il vi- rus HIV infatti era riuscito a sopravvivere all'interno del suo repellente organismo. - La prima fu Illusion ; scomparve nello spazio di poche ore con tutti i suoi Gigabytes di dati. Un amaro messaggio accolse Alphabit al suo risve- glio: "Questo e' solo un avvertimento". Ma i Chronos non fecero neppure in tempo ad organizzare la spedizione punitiva: furono i lamers a farsi vivi, dopo mesi di latitanza, completamente sconvolti. Da quello sciagurato giorno in cui avevo conosciuto Jettero Heller, ne a- vevo viste di tutti i colori: una volta H.D. Case gli spiego' che, per es- sere cool, avrebbe dovuto procurarsi gli ultimi tipi di box: Jettero ordi- no' mezzo catalogo Chicco poi si presento' alla riunione degli hackers vantandosi: "Voi avete solo box, io anche tre lettini e due fasciatoi". I loozers avevano poca voglia di raccontarci gli avvenimenti degli ultimi mesi... sembravano solo molto impauriti ; inoltre , Vegamaster li aveva severamente minacciati : per anni i SysOps avevano spaventato centinaia di utenti con la frase: "Attento... ti deleto dalla mia board". Bene, Vegamaster con qualche piccola modifica alla stessa proposizione ne aveva fatto un'arma ben piu' terribile. Lui , per convincere la gente, diceva: "Attento... ti concedo l'accesso alla mia board !!", il che per qualsiasi individuo rappresentava il crollo totale quanto a immagine pub- blica. Ma Alphabit, che non era intenzionato a scherzare, disponeva di un estremo mezzo di persuasione: "Adesso guardiamo tutti insieme gli splendi- grafici ANSI di Final Bit BBS" dichiaro'. E a questo punto lo pseudo- gruppo scopri' improvvisamente di avere molte, molte cose da narrare. Quale spaventosa idea era venuta questa volta alla luce nel cervello del lamerpatico (lamer + psicopatico) Jettero ? Egli aveva progettato e realizzato nientemeno che la prima vera rete neu- ronale al mondo ! Ora , tutti sanno cosa sono tali strutture, ma dato che il racconto lo de- ve leggere anche Pitagora mi tocca spiegarlo. La teoria della rete neu- ronale, o neurale, prevede che il computer impari direttamente dal mondo esterno, sviluppi una sua propria esperienza dialogando con altri elementi uguali collegati in network e sia successivamente in grado di prendere decisioni autonome. Il potente strumento , creato con la collaborazione degli altri , avrebbe dovuto essere , almeno nelle intenzioni originali , un mezzo per cessare finalmente di essere considerati entita' inutili ( se non dannose ) nel mondo delle telecomunicazioni . In fondo stiamo parlando di gente come Shock Waves , che d'inverno iniettava Paraflu' nel cavo seriale affinche' non si congelassero i segnali RTS / CTS. (Egli era inoltre l'autore della nota 'teoria della doppia bluebox': a toni per le linee elettroniche e in pulse per le linee analogiche). Jettero Heller aveva scelto come HQ per il gruppetto di esseri insignifi- canti un vecchio sotterraneo abbandonato ; li' , pezzo dopo pezzo , aveva assemblato il primo prototipo di intelligenza artificiale. Il programma principale ? Hacking , ovviamente... un'applicazione che sem- brava fatta apposta per sfruttare al meglio una rete neuronale : questo tipo di struttura infatti puo' elaborare algoritmi eccezionalmente com- plessi e cicli di scan velocissimi; la macchina avrebbe cosi' fornito ai fanciulli centinaia di informazioni cool che essi avrebbero immediatamente spacciato come proprie, acquistando cosi' fama, potere e denaro. Ma una rete neuronale ha il potere di evolversi : e' in pratica come un organismo che cresce. Poteva dunque ( per quanto artificiale era sempre una forma di intelligenza ) accettare di prendere ordini dai megalamers a lungo ?? Poche settimane erano bastate perche' la creatura di Jettero, acquisita una propria capacita' decisionale , si rivoltasse contro il suo inventore : in fondo la componente umana ( "umana" per modo di dire ) non era indispensabile; il supercomputer avrebbe potuto benissimo accrescere a dismisura la propria potenza e dominare il mondo. E cosi' fece. -------------------------------------------------------------------------- CAPITOLO TERZO Le disgrazie non vengono mai sole , ecco perche' Burglar e H.D. Case vanno sempre in giro insieme. -------------------------------------------------------------------------- - Il disastro di Illusion era evidentemente solo una dimostrazione delle capacita' del supercomputer ; capimmo subito che nessun metodo di prote- zione conosciuto ( per quanto sofisticato ) avrebbe potuto opporsi alla potenza dell'hacker artificiale : esso era in grado di codare centinaia di routines e di inserirle in qualunque sistema per ottenere l'accesso desi- derato. Tuttavia non riuscivamo a comprendere dove volesse arrivare esattamente la macchina pensante, ne' come avesse intenzione di raggiungere il suo scopo. Ma la risposta non tardo' a giungere. - In poche ore Storm invio' a tutte le boards presenti nel territorio di Twin Phreaks il testo ASCII del suo infame ricatto : o il potere assoluto per lui nell'intera rete telematica o la distruzione immediata e totale del sistema dissidente: 48 ore di tempo per decidere. Gia', era successo il peggio. La mostruosa macchina creata da Jettero ave- va appreso dagli archivi strappati ad Illusion BBS la passata storia degli hackers e della Divileader, giungendo quindi a scegliere come suo complice piu' appropriato il crudele Storm. La liberta' tanto faticosamente conqui- stata era di nuovo in grave pericolo, e questa volta avevamo di fronte ol- tre alla mente criminale dell'ex capo del Network le infallibili capacita' di hacking della rete neuronale ribelle. La situazione era veramente tragica... specialmente perche' si profilava sempre piu' reale la necessita' di una provvisoria alleanza con gli odiati lamers: una prospettiva da incubo. Tuttavia quelli che tra noi erano piu' ottimisti azzardarono una possibilita': forse negli ultimi mesi gli squal- lidi individui erano divenuti impercettibilmete piu' cool. Jettero Heller e Vegamaster cancellarono la labile speranza con la fesse- ria del giorno: Jettero: "Se mi faccio mettere otto linee telefoniche posso usare il modem sulla porta parallela ?" Vegamaster: "Ovvio, ma non ti conviene... poi per boxare ti ci vogliono 16 oscillatori dato che ogni linea richiede due frequenze." Jettero: "Beh? Uso 16 canali audio sull'Amiga!" Vegamaster: "Ma l'Amiga ne ha solo 4!" Jettero: "Il mio no perche' e' cool... ho inserito in uno slot tutta la scheda dell'impianto stereo!" Vegamaster: "Fantastico, e funziona?" Jettero: "Si' , solo che l' Hard Disk adesso va a 33 giri e carica 8K all' ora." The Brain era di un bel colore blu-floppy. Chiamare questi due pseudo- individui "lamer" era un insulto alla categoria, per quanto infima. Per disattivare Jettero ci volle il mio intervento , quanto a Vegamaster non ce n'era bisogno : le sue cellule nervose non si trasmettevano diret- tamente i segnali l'una con l'altra, passavano prima dall'operatore di Hong Kong via bluebox. - Se per molti SysOps era stato facile concedere un 255 al lamer-gruppo in cambio , beninteso , di costante fornitura di materiale commerciabile , fare della propria board una succursale di Altar of Sacrifice era decisa- mente impensabile. Cosi' , a meno di 24 ore di distanza dall'ultimatum , Storm decise che era giunto il momento di fornire una nuova prova di for- za. Bastarono 2 ore di lavoro al super-computer jetterino per hackerare il sistema di protezione di Pier's Group, il SysOp fece appena in tempo a completare il backup dell'HD. Ma saremmo mai riusciti a riutilizzarlo ? Avremmo potuto reinstallare il BBS decine di volte ma saremmo comunque ri- masti un facile bersaglio ; nessun operatore di sistema a Twin Phreaks de- siderava che la sua board fosse cancellata dal mondo , e se il prezzo del continuare ad esistere era la cessione del potere assoluto a Storm , molti cominciarono a ventilare l' idea di pagarlo. Ovviamente per il nostro gruppo di cool hackers il futuro si riduceva a qualcosa di stranamente si- mile al tasto 'DEL' : tra breve non ci sarebbe stato piu' posto per noi nel mondo delle telecomunicazioni private , avremmo dovuto riconquistarlo. Memore degli amici che mi avevano accompagnato nelle mie avventure, decisi per una riunione generale a casa di Jettero. "Ricordate di chiamare tutti" dissi "la lotta e' appena cominciata". - The Brain scaglio' una freccetta contro il fascicolo "TuttoSIP", che Jettero teneva appeso in soggiorno come bersaglio, quindi sedette al ter- minale per cercare di contattare un paio di elementi indispensabile. Il primo era Burglar , l'unico essere umano dotato di multitasking alimen- tare : ingoiava undici portate contemporaneamente. Egli occupava in ogni board almeno otto accounts ( in proporzione alle dimensioni fisiche ) per cui fu abbastanza facile rintracciarlo; in breve fu anch'egli tra noi, ac- compagnato dall'inseparabile H.D. Case . Quest'ultimo era in uno stato di depressione profonda da quando tutte le reti televisive avevano rifiutato di trasmettere lo spot della sua board. E dire che non era affatto male... avete presente la pubblicita' stupida della SIP sulla teleselezione ? Una volgare copia del nostro ! Quello originale (by H.D. Case) infatti era di questo tipo: Fanciulla (al telefono): "Ma allora mi ami... ma quanto mi ami? Mi pensi? Ma quanto mi pensi ??" Madre della suddetta : "Ma quanto mi costi! Sei in teleselezione..." Fanciulla : "Mamma... ma sto boxando !" Madre: "Ah, davvero? E le nuove frequenze?" E qui, in sovraimpressione, scorreva il nome della board di Case con rela- tivo telefono . Per la parte della fanciulla aveva scritturato la mia splendida e biondissima ragazza, denominata Laura, che amavo quasi quanto un PBX valido su Alliance. Jettero, frattanto, iniziava a sentire il bisogno fisico di sembrare alme- no minimamente utile. Collego' il modem alla seconda linea telefonica, ap- pena installata ed ancora da collaudare, e tento' un dial. "Maledizione....questo rumore di fondo e' insopportabile!!" urlo' dopo me- no di dieci secondi "altro che linea digitale, sentite un po' il casino... sembra di essere in mezzo alla strada !". "Hai in mano il citofono, cretino" commento' H.D. Case visibilmente piu' allegro... capimmo che presto si sarebbe del tutto ripreso. The Brain , che ancora giocherellava con le freccette , ne sparo' con vio- lenza una verso Jettero per punirlo della lamerata. Il bersaglio purtroppo si sposto' all'ultimo momento, e l'oggetto lanciato fini' nel campo gravi- tazionale di Burglar, dove avrebbe orbitato per i prossimi 12 anni. Jettero comunque capi' che tirava una brutta aria e ando' nell'altra stan- za a litigare con Shock Waves. Da quando aveva inventato il buffer per joystick , Shock Waves si illudeva di avere capacita' creative pari a quelle di Jettero, ma Mr. Heller poteva vantare una lunga tradizione: ricordate il drive 1541? Permetteva di usare una facciata del floppy rilevando la tacca sul lato destro di esso , ma consentiva l'accesso a due facciate praticando una seconda tacca sul lato sinistro. Bene, Jettero Heller aveva scoperto un metodo per decuplicare la capacita' del floppy ! Bastava fare altre otto tacche. La stessa geniale idea poteva essere applicata al floppy da 3"1/2. Non e' forse vero che molti di essi sono formattabili a 1.44Mb semplicemente pra- ticando un forellino sul lato sinistro ? Allora il teorema di Jettero ("La capacita' formattabile e' direttamente proporzionale al numero di fori praticati sul dischetto") era ampiamente dimostrato. Quattro buchi uguale quattro Megabytes. The Brain era pronto a mandare entrambi in correzione (in modo violento) nel caso avessero cominciato ad elencare ciascuno le proprie lamerate, co- si' Jettero decise di liquidare Shock Waves con un secco: " Vedremo chi di noi due hackerera' per primo Tele+ 1 !" in classico tono di sfida. "Saro' io !" rispose Shock "ho gia' ottenuto ottimi risultati". "Hai decodificato il segnale di Tele+ 1 ?" si informo' H.D. Case. "No, pe- ro' ho criptato tutti gli altri canali" , rispose Shock Waves che da sette mesi non riusciva piu' a vedere neppure la RAI. The Brain era pronto a re- settare il lamer ma Burglar , che odiava la violenza, se ne occupo' perso- nalmente: mosse 3 dita verso Shock W. e lo spostamento d'aria lo mise KO. Tornando alle cose serie, decisi la convocazione di Hydra. Infatti , data la dislocazione dell'ex loozer HQ ( un sotterraneo ) , l'intervento dell' indiscusso re del sottosuolo avrebbe potuto essere risolutivo. Purtroppo l'overdose di cartoni animati dei Turtles aveva seriamente com- promesso le gia' labili funzioni mentali del ragazzo, che da qualche tempo credeva fermamente di essere Splinter. Al segnale convenuto emerse dal lavandino gridando: "Shredder, dove sei?". Avevamo raggiunto il massimo del minimo. -------------------------------------------------------------------------- CAPITOLO QUARTO La prodigiosa guarigione -------------------------------------------------------------------------- - Arrivo' l'elenco delle boards che si erano arrese all'infame ricatto , e come previsto erano parecchie ; ma la potenza della rete neuronale al ser- vizio di Storm non aveva limiti : in poche ore dedusse un numero impres- sionante di NUI. Il motivo non risulto' immediatamente chiaro, tuttavia l' ex capo della Divileader aveva sicuramente un piano ben definito per assu- mere il controllo delle trasmissioni via Itapac. - Con Timescape la squadra d'azione era davvero al completo : il rapido e pericoloso evolversi degli eventi ci costrinse a riammeterlo con procedura d'urgenza nella schiera degli eletti. La perdita della presenza femminile nel gruppo ( ovvero Bettina ) era stata traumatica per tutti i componenti del team ; per fortuna qualcuno tra noi conservava ancora un notevole fa- scino. Ovviamente parlo di me : infatti ero riuscito ancora una volta ad hackerare una splendida fanciulla. Cosa mi aveva colpito di lei? Gli occhi verdi ? I capelli biondi ? La linea analogica (non tracciabile) ottima per usare vagoni di At&t cardz ? Provate ad indovinare... - Tramite il solito Amiexpress, fu deciso di aprire una piccola board dove far convergere le novita' che giungevano dai nostri informatori ; fatto questo, dato che eravamo molto stanchi , la riunione fu aggiornata al mat- tino seguente. Prima di ritirarmi, tuttavia, ebbi una geniale intuizione : "Jettero, cosa sai dell'Assembler ?" chiesi. "E' un famoso linguaggio cosi' chiamato in onore del noto filosofo e mate- matico Assembler" rispose il megaloozer. "Quello e' il Pascal, idiota !" lo siluro' The Brain. "Vabbe', quasi c'ero" si giustifico' Jettero. La domanda comunque era servita allo scopo : era chiaro che tra Jettero e il coding esisteva un'incompatibilita' di fondo. Chi dunque aveva program- mato gli algoritmi del nostro nemico artificiale ? Mi attendeva una notte insonne fatta di ragionamenti e ipotesi , ma quando l'alba giunse a riani- mare le vie deserte della citta' , un raggio luminoso squarcio' le tenebre della mia mente: avevo la risposta. - Il dotto prof. Heller stava approfittando della colazione per tenere la consueta lezione di informatica ai suoi allievi : " Usate il joystick in porta parallela, potrete andare in otto direzioni contemporaneamente ". Per non rovinarsi la digestione , H.D. Case lo spedi' nella stanza accanto a sysoppare per una mezz'ora il BBS , ma Jettero rispose che senza i suoi collaboratori (i lamers) non l'avrebbe mai fatto. " Che splendido esempio di amicizia e collaborazione " commento' la bionda bimba, e continuo' fino a quando Case non ne sconvolse la candida ingenui- ta' rivelandole la verita' : "Macche' collaborazione... devono lavorare insieme perche' non sono mai riusciti ad imparare piu' di due comandi per ciascuno !". Jettero guardo' in malo modo H.D. Case, sorrise alla fanciul- la e trascino' nel locale attiguo la banda dei loozers. Mandarli tutti a controllare l'andamento della board sembrava un modo come un altro per liberarci almeno momentaneamente di loro e cercare di ragio- nare in pace. Speranza vana... dopo 45.2 secondi una serie di tonfi sul pavimento ci richiamo' nel locale attiguo. "Jettero, ma che accidente stai facendo ?" chiese Timescape. "Sto uppando un file" rispose l'iperloozer. "E perche' saltelli sopra il cavo seriale ?" domando' The Brain. "Ovvio" spiego' il bimbo "per aumentare la compressione dei dati". - Una ricognizione presso l'ex HQ dei lamers sarebbe stata d'obbligo, tut- tavia la nostra guida ( Hydra ) era decisamente in preda al delirio : se fosse peggiorato ulteriormente l'avrebbero assunto come operatore per il servizio 1790 Italcable. Era il momento adatto per esternare al popolo degli hackers i risultati del mio ragionamento notturno ; chi aveva codato gli algoritmi introdotti nel supercomputer creato dagli inferiori ( Jettero & C.) ? Solo due persone avrebbero potuto , per immondi interessi personali , mettersi al servizio dei megaloozers ; il primo di essi pero' si poteva escludere . Si trattava infatti di Timescape, il quale, come tutti sapranno, aveva gia' combinato abbastanza casini pochi mesi prima ( vedi 'Twin Phreaks III' ). Inoltre il fatto che il programma funzionasse lo scagionava completamente. Rimaneva il secondo nome: Axe! Perche' proprio lui? Evidente, perche' nel- le boards degli altri ho il disabled e su Strange Land un ratio di 3/1. Axe! (notate il '!' finale perche' ci tiene) era stato anni prima uno dei pionieri del trunk break, ma aveva trascorso troppo tempo a collaudare nu- meri verdi. E' noto che Italcable usa come segnalazione di dial error un gruppo di 3 toni a 210 decibel, il cui scopo primario e' trapanare il tim- pano allo sciagurato utente per punirlo dell'errore di numerazione. Bene, l'overflow di toni Italcable aveva profondamente compromesso le fun- zioni cerebrali del soggetto, facendone un pericoloso H/P coder mercenario pronto vendersi al miglior offerente. Constatata la propria incompetenza in campo Assembler , Jettero aveva sti- pulato un accordo con Axe! : fornitura gratuita di informazioni cool a Strange Land in cambio della programmazione della rete neuronale. Purtrop- po, Strange Land aveva anche un centinaio di Cosysops ed uno di questi era il noto Hydra. A dispetto del viscido ambiente in cui aveva scelto di vivere , Hydra era un hacker candido e puro e non era riuscito a sopportare la scelta di Axe!, cosi' aveva minacciato di abbandonare la board e di riferire la fac- cenda al coordinamento H / P : a questo punto Axe! era stato costretto ad escogitare un sistema per farlo tacere. Non male come lavoro cerebrale di una nottata... tutti mi guardarono mera- vigliati , ma il come ci fossi arrivato rimase un mio segreto . Non avevo fatto altro che sfruttare uno degli incubi ricorrenti di Jettero : quella notte il lamer aveva sognato di essere un outdialer Hayes , cosi' mi ero avvicinato a lui sussurrandogli "ATS0=1...ATS0=1...." fino a farlo entrare in auto-answer . In tal modo , era stato lui stesso a rispondere alle mie domande rivelandomi nel sonno i suoi loschi piani. E veniamo al seguito della faccenda... come tutti sanno il mitico cosysop Hydra si occupava anche di quell'area della board contenente Japanese Wa- rez, GIF e menate simili (-3-); per Axe! era stato facile quindi mettere online un'immagine digitalizzata di Direct spacciandola come GIF di Lamu' e chiedere a Hydra di downloadarla e di dare un'occhiata. Il risultato era stato tremendo: reset di tipo cold delle funzioni mentali. Da quel momento in poi , tutta l' attenzione del gruppo fu spostata verso Hydra: doveva guarire a tutti i costi. L' "effetto lamer", cioe' l'impatto con le fesserie partorite da Jettero & soci , permetteva di ottenere note- voli successi in tutti i casi di catalessi piu' o meno profonda; in genere pochi secondi di terapia provocavano il risveglio immediato del paziente. Tuttavia Hydra era gia' stato sottoposto al trattamento qualche tempo pri- ma ( vedi ' Twin Phreaks II ' ) ed il rischio di overdose era troppo alto. Come al solito , il mitico Adventure Seeker sfodero' il suo competente pa- rere : il ragazzo aveva bisogno di distrarsi e divertirsi per dimenticare la terribile esperienza . Hydra era un noto sportivo : nelle giornate di pioggia si dedicava al surf approfittando dell' acqua sporca gocciolante dagli scarichi pluviali , che increspava delicatamente i liquami fognari dando origine ad un' allegra moltitudine di putride onde. Poche ore dopo si scateno' un vero diluvio, e l'occasione fu colta al volo: "Vai, diver- titi e torna come nuovo" gli raccomandai. Come sempre ( esami universitari a parte ) Adventure Seeker aveva fatto centro: Hydra supero' lo choc e ri- torno' poche ore dopo pronto a guidarci nei meandri del sottosuolo. - Storm aveva deciso di giocare un'altra delle numerose carte ancora a sua disposizione: dopo aver fatto incetta di nuove e riservatissime NUI avreb- be provocato la chiusura dei piu' noti codici di accesso. In tal modo egli sarebbe stato in grado di autorizzare o revocare accessi alla rete telema- tica pubblica mondiale ; il suo potere cresceva di giorno in giorno tra- sformandosi in qualcosa di terrificante. Consigliammo ai lamers l'uso dell'ASCII-Capture durante i collegamenti con gli informatori ; purtroppo a elementi come Shock Waves , che da due anni cercava il tasto di Escape , l'uso della menu bar era un campo precluso . Innanzitutto si poneva il problema del mouse : come distinguere il 'left' dal 'right button' ? Un'impresa sovraumana, anzi sovraloozer : per rime- diare Jettero aveva pensato di scrivere sui suddetti tasti 'LEFT' e 'RIGHT' , poi il progetto era stato abbandonato per la difficolta' di in- segnare a leggere a Vegamaster. Come secondo tentativo, l'individuo aveva partorito l'idea di colorare di rosso il bottone sinistro e di blu il de- stro , ma cio' avrebbe costretto la mente di Vegamaster a formulare due corrispondenze biunivoche: 'Rosso = Left ; Blu = Right', il che sconfinava nell'assurdo. Cosi' era stato concepito un nuovo metodo di capture : Jettero collegava un registratore alla linea telefonica e poi trascorreva sei giorni a rico- noscere i caratteri ASCII nelle modulazioni del carrier. Qualcuno dei presenti aveva cercato di azzardare un commento , ma Mr. Hel- ler l'aveva stroncato : "Saro' un grande Sysop come il mio idolo , Ayrton Senna" , questo perche' il fanciullo credeva che il titolo mondiale di F1 fosse il premio per l'operatore AmiExpress che trascorreva piu' tempo in chat con gli utenti. (-4-) - La spedizione nel sottosuolo fu fissata per l'indomani ; quella stessa notte Storm uccise l'ultima NUI a nostra disposizione. "Maledetto" si sfogo' The Brain "pagherai anche questa". In onore della defunta fu scritto un solenne necrologio che annunciava al mondo l'imminente ora della riscossa: The Brain ricordo' con toccanti pa- role l'ultimo handshake in cui aveva utilizzato la magica NUI, e tutti fu- rono commossi... anche Vegamaster, il quale credeva fermamente che l'hand- shake fosse una sorta di frullato tipico dei Fast Food e disponibile nei gusti vaniglia, cioccolato e variegato amarena. Per trascorrere la serata provammo a scegliere una videocassetta ; Jettero non le etichettava mai ed ogni volta tentava di riconoscere il contenuto guardando controluce il nastro magnetico alla ricerca dei fotogrammi , per cui la ricerca fu un vero dramma. Dopo molte discussoni riuscimmo a deci- dere il film, ma era destino che la serata degenerasse. Dopo 15 secondi di visione infatti Shock Waves sparo' la sua : "Jettero... e sul lato B della cassetta cosa c'e'?" e The Brain non riusci piu' a trattenersi dal romper- gliela sul cranio. "Ok ragazzi, tutti a nanna" proclamai "Shock Waves, per punizione dovrai calcolare entro l'alba quanti pixels ci sono in una IFF 320 x 200". La domanda , elementare per una mente normale , fu una vera tortura per il lamer : le moltiplicazioni erano territorio sconosciuto per lui , cosi' fu costretto a caricare una demo 320 x 200 in DPaint e a contare i punti uno per uno attraverso l'opzione Zoom. Quanto a noi... beh , ci meritavamo il giusto riposo : la giornata che ci attendeva avrebbe consegnato i nostri nomi alla storia, o forse li avrebbe cancellati per sempre. -------------------------------------------------------------------------- CAPITOLO QUINTO Verso la sfida finale -------------------------------------------------------------------------- - Jettero Heller fu il primo ad alzarsi , taglio' la reticella di una vec- chia zanzariera e la piego' accuratamente in parti uguali sino a farne un piccolo parallelepipedo. Lego' il tutto con un nastrino , ci mise un bel fiocchetto giallo e la lancio' a The Brain ancora semiaddormentato gridan- do: "Guarda... una rete a pacchetto !". In 140 millisecondi se la ritrovo' nell'esofago. Shock Waves, dopo una notte in bianco, comunico' il numero dei pixel. Ov- viamente era sbagliato (anche tramite addizioni 1 + 1 + 1 + 1 ecc... , al massimo poteva contare fino a 25) ma non me la sentivo di infierire e die- di per buono il risultato. Gio 71 fece gli auguri per la buona riuscita dell'impresa ed il gruppo manifesto' la sua approvazione tramite una serie di gesti non riportabili in un capolavoro di finezza come questo racconto. - Hydra riusci' miracolosamente a trovare un tombino di diametro suffi- ciente per Burglar, quindi scese la scaletta metallica per aprire la stra- da al resto del gruppo. Dopo pochi passi tuttavia, mi accorsi di una grave mancanza: Axe! non poteva restare impunito. Cosi',decisi di effettuare una visita di cortesia presso la sede di Strange Land, in compagnia di Vegama- ster e della mia splendida bimba. Per riunirci con gli altri elementi del gruppo, fu fissato un appuntamento sotterraneo nei pressi dell'ex lamer HQ. Axe! manifesto' un certo stupore nel vederci , tuttavia riuscii in breve tempo a metterlo alle strette; non gli resto' che confessare il suo tradi- mento. Storm si era liberato in fretta di lui una volta completata la fase di programmazione, e del potente coder era rimasto solo un piccolo e timi- do fanciullo oppresso da uno spaventoso senso di colpa. Il pentimento che si poteva leggere nei suoi occhi mi spinse a concedergli un'altra possibi- lita', ma la pena da scontare sarebbe stata esemplare. "Axe!, sarai punito. Ecco il tuo Cosysop per i prossimi 60 giorni!" dissi severamente indicandogli Vegamaster. "Dico, MFB... starai scherzando!" ri- spose Axe! sbiancando improvvisamente "sono un infame traditore al servi- zio dei loozers, ma non ho ammazzato nessuno !". Il ragazzo non aveva tutti i torti , due mesi di Guile-sysopping avrebbero stroncato gli Skid Row. Cosi' optai , in modo inappellabile , per la punizione piu' temuta da un hacker : "Ti abbonerai a Videotel !" esclamai , quindi lo lasciai svenuto sul pavimento e mi precipitai al luogo dell'incontro. - Il resto del gruppo arrivo' con due ore di ritardo : Hydra si era procu- rato una bussola per orietarsi negli umidi vicoli sotterranei, ma impiego' parecchio tempo per rendersi conto di come l'ago magnetico dello strumento fosse in realta' attratto dal Polo Nord di Burglar. Il seminterrato utilizzato dai lamers per impiantare la base operativa fu individuato dopo molte peripezie, ma nel complesso la spedizione si risol- se in un insuccesso totale : i sistemi di protezione installati da Storm sotto il controllo del megacomputer ci indussero a studiare un sistema al- ternativo per accedere alla rete neuronale. Tornammo quindi alla luce del giorno , ed il caso volle farci riemergere nei pressi dell'abitazione di Vegamaster , il quale si trovo' costretto ad offrirci ospitalita'. - "Che ci fai con questa lumaca?" noto' la mia bionda accompagnatrice os- servando il bavoso animale strisciare lungo il monitor dell'individuo. "Ci boxo!" rispose il loozer "H.D. Case mi ha spiegato che per generare la prima frequenza di break con il Blieb bisogna usare la chiocciola". The Brain cerco' inutilmente di attivare il modem di Guile. "Nulla da fa- re" osservo' "l'alimentatore e' fuso... lamer, ma cos'hai combinato?". Ripensando al passato, mi ricordai di due o tre incapaci che erano riusci- ti a provocare un analogo effetto sull'apparecchio tagliando la spina ori- ginale USA, montandone una italiana e collegando l'innocente dispositivo alla tensione di rete. (NOTA: La notizia purtroppo e' rigorosamente auten- tica, NdA). Raccontai la cosa a Vegamaster chiedendogli se avesse fatto lo stesso. "Allora mi credi proprio stupido !" grido' "solo un idiota integrale po- trebbe manomettere la spina!". Lui infatti , grazie alla sua mente superiore , aveva modificato la presa comprandone una tipo USA che si adattasse all'alimentatore US Robotics. "Looooooozer!!" intervenne Shock Waves "non sai che il voltaggio e' diffe- rente? Bastava collegare un solo filo anziche' due... se con due hai 220V, ad un filo unico ne corrispondono 110 !". Il consiglio degli hackers decise di punire Vegamaster per i danni arreca- ti al sacro HST ; su Shock Waves non era il caso di infierire ulteriormen- te. "Entro domattina" lo informo' The Brain "dovrai presentare la frase 'Sono un megalamer' scritta settemila volte". "Questa volta so io come fregarli", penso' Vegamaster ricevuta la notizia, "nessuno ha specificato che dovessi scriverla io... usero' il computer e la stampante. Si accorgeranno finalmente che sono intelligente !". Cosi', mentre la notte ci portava il meritato riposo, Vegamaster dimostro' le sue capacita' cerebrali accendendo computer e stampante , caricando il BASIC e scrivendo settemila volte l'istruzione LPRINT seguita dalla frase assegnata. - Quel freddo e nebbioso mattino non aveva apparentemente nulla di diverso dagli altri: Jettero stava rovinandoci la colazione spiegando il funziona- mento dei drives ("Il floppy disk ruota nel drive , l'hard disk invece re- sta fermo, infatti si chiama anche 'disco fisso'"......."Il drive da 3"1/2 di Amiga legge un dischetto su entrambe le facciate grazie all'auto-rever- se della testina") ; mentre Vegamaster e Shock Waves mettevano a punto la stampante. Ecco un estratto del loro dialogo : SW : "Acc... non funziona. Ma il file da stampare da dove proviene ?" VM : "Dal RAM Disk !" SW : "Ah, l'integrato RAM rotondo ?" VM : "No, il drive virtuale RAM !" SW : "E tu sai cosa vuol dire virtuale ?" VM : "No...perche' tu sai cosa vuol dire drive?" SW : "No, ma gli altri lo dicono, e lo diciamo anche noi !!" VM : "Siamo cool !!" SW : "Parla per te, a me piacciono le ragazze !" VM : "Ma era un complimento..." SW : "Sicuro? E cosa significa ?" VM : "Boh?" SW : "Ma 'sto RAM disk andava formattato?" VM : "Acc... e' vero! Ecco dove abbiamo sbagliato !" SW : "No... il file c'e' nella directory RAM: ! E' ASCII... ora lo edito." VM : "Ma e' pieno di caratteri W, K, X questo testo..." SW : "E allora?" VM : "Sono lettere tutte spigolose, si incastrano nel cavo !" SW : "Acc... stampo una fila di O : rotolano bene e liberano la RS-232 !" VM : "Loozer, la stampante e' sulla parallela. La RS-232 e' per i drives!" SW : "E' vero. Comunque se stampiamo un file di 'O' poi le finiamo tutte" VM : "Ma la stampante non consuma i caratteri...mica sono trasferelli !" SW : "Sicuro?" VM : "Boh? " SW : "Chiediamo al modem : MOOOOOOOODEEEEMM...MOOOOOOOOOOODEEEM...???!!!!" VM : "Ma sei scemo ?" SW : "Mi avevano detto che era auto-answer !!!" Insomma...tutto normale: nessuno dei presenti avrebbe mai potuto prevedere quella telefonata. Invece, l'impensabile accadde proprio in quel banale momento : dopo le minacce telematiche il rinnegato Storm fece udire la sua voce. Fui io stesso a condurre il colloquio, tuttavia capii immediatamente dal suo tono come la situazione fosse incredibilmente diversa dal giorno prima. Storm non si era fatto vivo per annunciare nuovi terribili ricatti, ma per comunicarci la sua partenza verso un interminabile esilio : la mac- china pensante , una volta utilizzatolo per raggiungere i suoi scopi , si era liberata di lui chiudendogli l'accesso a tutti i sistemi di controllo. Il malvagio ex-capo della Divileader si era finalmente reso conto di come l'hacker sintetico avesse sfruttato la sua cattiva fama per estorcere piu' facilmente accounts. Ora non aveva piu' bisogno di lui. La parola 'pentimento' non era contemplata nel dizionario di Storm, tutta- via prima di scomparire verso il suo incerto destino ci auguro' la vit- toria contro la terrificante entita' telematica. "Auguri anche a te" sus- surro' commosso Gio 71 , ed il reietto Storm pronuncio' le sue ultime , toccanti parole : "Tieeee' !! Faccimmo 'e corna !!!". - La situazione era complicata : soli contro una macchina invincibile ! Se il diabolico sistema comunicava con il resto del mondo attraverso la board di Shock Waves, pensai , quella sarebbe stata la nostra porta di in- gresso. Il commando di cool hackers raggiunse quindi lo squallido quartie- re periferico ove il loozer viveva (o meglio, vegetava) allo scopo di pe- netrare nella sua abitazione. Axe! era fondamentalmente convinto di essere megacool, ed il computer pen- sante del quale aveva codificato la struttura principale aveva ereditato questa sfumatura della sua personalita'. Cosi' la rete neuronale, paral- lelamente alla sua sorprendente evoluzione , aveva sviluppato l'idea di essere cosi' potente da non dover piu' temere nulla e nessuno. Per questo motivo , dopo l'estromissione di Storm dal sistema , l'abitazione di Shock Waves (dove era custodito l'unico terminale in connessione diretta con il cervello del supernetwork) non era stata dotata degli stessi sistemi di sicurezza che avevano reso inattaccabile il sotterraneo sede dell'apparec- chiatura fisica. Il motivo non era poi cosi' difficile da intuire: la macchina ora aveva bisogno di dimostrare a se' stessa la sua superiorita' , ci stava aspet- tando per sfidarci e sconfiggerci. La prudenza ci suggeri' di evitare comunque l'ingresso principale , dotato di telecamere che l'hacker artificiale avrebbe facilmente potuto control- lare, e l'appartamento di Shock fu raggiunto tramite la scala antincendio, un'indispensabile struttura che lo stesso Shock Waves aveva progettato e realizzato: infatti era di legno. Se avessimo fallito, la diabolica creazione di Jettero & C. avrebbe conti- nuato forse per sempre ad eseguire le routines di hacking contenute nella sua smisurata memoria. Sconnettere le linee? Impossibile, il numero delle connessioni era troppo elevato , ed al primo tentativo il sistema avrebbe reagito. Escludere l'alimentazione? Purtroppo gli accumulatori di cui il calcolatore era stato dotato avrebbero consentito ad esso lunghe ore di attivita' e la possibilita' di ulteriori ricatti in caso di mancato ripri- stino dell'energia. Una macchina superiore al suo stesso creatore? Da sempre l'uomo aveva ne- gato questa possibilita', ma ora quest'affermazione richiedeva necessaria- mente di essere dimostrata. -------------------------------------------------------------------------- CAPITOLO SESTO Quesito letale -------------------------------------------------------------------------- - L'appartamento era buio e deserto , The Brain si avvicino' al monitor e premette il pulsante in posizione ON . "Ricorda" lo informo' Gio 71 "che ogni venticinque milioni di LED ce n'e' uno difettoso che esplode dopo un certo numero di accensioni". The Brain , molto gentilmente, si preoccupo' di inibire le capacita' uditive di Laura tramite cuffia stereo collegata al relativo Sony , quindi scarico' addosso a Gio 71 tutti gli insulti ela- borati dal genere umano a partire dal 14esimo secolo. La luce azzurra del monitor ci avvolse in un cono fluorescente . Puntammo gli occhi sullo schermo nel tentativo di cogliere le prime parole che il megacomputer ci avrebbe rivolto , ma fummo notevolmente sorpresi sentendo uscire da due altoparlanti agli angoli della stanza la voce della macchina stessa, generata alla perfezione da un sintetizzatore. "Acc... parla quasi meglio di me" si stupi' Vegamaster. "Beh... per questo non ci vuole molto !" lo affondo' Hydra meritando l'ap- provazione di tutti i presenti. "Io parlo come mangio, anche voi dovreste fare altrettanto !" si difese il bimbo , ma il suo sguardo cadde immediatamente su Burglar , per cui si af- fretto' a smentire : "No... lasciate perdere, e' meglio!". - Circa un metro piu' in alto , un piccolo e silenzioso motore elettrico ruoto' verso di noi uno scanner a raggi infrarossi : eravamo sotto il con- trollo visivo del potente calcolatore. Quale sarebbe stata la nostra prima mossa ? Adventure Seeker e H.D. Case elaborarono la strategia d'attacco: una macchina , per quanto artificialmente intelligente, non avrebbe potuto fare a meno di interpretare la realta' in modo logico. Di conseguenza, una lamerata di calibro jetterino ( negazione fisica di ogni razionalita' ) a- vrebbe costretto i delicati circuiti ad uno sforzo impossibile e , almeno lo speravamo, fatale. Purtroppo l'apparato neuronale conosceva perfettamente i suoi avversari e le loro debolezze e si era preparato alla sfida finale in modo perfetto. Il primo a farne le spese fu Burglar: deciso a colpire il cuore del siste- ma grazie alla sua esperienza di hacker , Burglar afferro' la tastiera del terminale ed inizio' a studiare la configurazione della rete. La contromi- sura fu immediata , in un remoto angolo dell'appartamento un ulteriore al- toparlante entro' in funzione : "Vieni a far merenda... vieni in cucina... guarda che bel frigorifero colmo, slurp!". Gli istinti primitivi del phre- aker ebbero il sopravvento su ogni forma di ragionamento e Burglar stabili' quel giorno un nuovo primato mondiale di accelerazione: da 0 a 100 Km/h in 4 centesimi di secondo. Naturalmente la stanza in cui la diabolica macchi- na aveva attirato l'ingenuo fanciullo non conteneva alcun genere alimenta- re, ma l'espediente fu sufficiente per eliminare dal gruppo la presenza di Burglar. Calcolammo infatti che, data la velocita' raggiunta dal soggetto, la forza d'inerzia l'avrebbe trascinato per svariate centinaia di Km. (Fu ritrovato in una vallata svizzera, dove qualcuno ebbe l'idea di dipin- gerlo di lilla ed utilizzarlo per la campagna publicitaria di una nota marca di cioccolato). Timescape si fece avanti per vendicare il povero hacker , ma ottenne solo di divenire l'ulteriore vittima. Il computer esito' per una frazione di secondo, poi fece udire tramite il sintetizzatore la perfetta riproduzione di una voce molto, molto nota al malcapitato : la voce di SCSI. "Carissimo" gracchio' l'altoparlante in SCSI-emulation "perche' non entri in QSD boxando dalla Nuova Zelanda ? E' cosi' facile... eccoti il numero di telefono...". Alla terza cifra Timescape ebbe un attacco di epilessia, rotolo' sul pavimento ed inizio' a rantolare , istruzione per istruzione , la sua ultima elaborata routine Assembler: "NOP, NOP, NOP, NOP...". (-5-) La micidiale potenza del nostro nemico sintetico stava per avere la me- glio , The Brain e H.D. Case decisero quindi dopo un breve consulto con A- dventure Seeker di ricorrere all'arma estrema. "Shock Waves potresti rispondere ad una domandina ?" chiese The Brain all' iperloozer. "Certo" rispose Shock "sono sempre felice di mettere a disposizione di voialtri bisognosi il mio sapere". La rete neuronale sarebbe stata sicuramente in grado di percepire le no- stre voci tramite microfoni dispersi nell'appartamento , inoltre grazie alle sue sofisticatissime facolta' non avrebbe avuto problemi a comprende- re il linguaggio. H.D. Case medito' lungamente alla ricerca di una domanda adatta allo sco- po, poi deciso formulo' il testo del problema : "Shock Waves, se una stam- pante non utilizza il sistema a frizione solitamente che metodo adopera ?" "Facile" rispose pronto il lamerone "il cambio automatico !". H.D. Case sorrise soddisfatto: il gruppo degli hackers era ormai vaccinato contro questo genere di lamerate , ma il megacalcolatore sarebbe stato stroncato dalla difficolta' di interpretare logicamente tale eresia infor- matica. Gli altoparlanti rimasero muti ed ogni attimo di quel silenzio assoluto era eterno; nessuno oso' turbare quel momento, mentre la speranza della vittoria totale si faceva sempre piu' concreta. Alla fine qualcuno si decise ed urlo' al mondo la sua gioia: "Ragazzi, ce l'abbiamo fatta !", purtroppo per noi si trattava di Gio 71 e quella frase fu sufficiente a farci ripiombare nel terrore. Pochi secondi dopo, la terribile conferma: i circuiti neuronali avevano superato lo choc. Anzi , la macchina mostro' subito di non aver affatto gradito il tentativo di H.D. Case e The Brain ed annuncio' una solenne punizione : "Loozers, a- vete sottovalutato la mia potenza. Ora ne subirete le conseguenze, vi leg- gero' un testo in inglese di Deathbringer !". I presenti impallidirono di fronte alla terribile prospettiva , Hydra ten- to' di rincarare la dose provocando una lamerata piu' potente: "Vegama- ster , spiegaci cos'e' il sistema di refresh". "Lo sanno tutti" replico' l'interpellato "e' il dissipatore di calore del- le RAM". Nulla da fare , il fantascientifico apparato non accuso' il colpo : "Sono troppo cool per voi , rassegnatevi. Posso affrontare e risolvere qualunque problema". Fu forse proprio questa presuntuosa affermazione a generare in me la ge- niale idea , o forse solo gli sguardi persi nel vuoto dei fanciulli pre- senti , che ancora una volta cercavano in me l'ultimo appiglio prima del baratro senza fondo, o forse la fiducia che la bimba riponeva in me e che non doveva essere delusa. L'enorme capacita' di apprendimento e di elabo- razione programmata da Axe! negli integrati della creatura artificiale era adatta a risolvere qualunque problema , ma l'insolubile quesito che avevo formulato avrebbe avuto ragione di ogni sistema di ragionamento umano od elettronico. Tutti tacquero (Gio 71 era stato imbavagliato) , ed i miei passi verso il terminale rimbombarono sinistramente. Il calcolatore mi attendeva , mi scrutava attraverso il sensore infrarosso ; in quello stesso momento ogni dato disponibile sul mio conto veniva richiamato dalla sua smisurata memo- ria di massa. Una sfida tra cervelli era in corso, entrambi convinti della propria superiorita' nei confronti dell'avversario. Pochi secondi e le pa- role lacerarono il denso silenzio e fluttuarono nell'aria , ciascuno dei ragazzi le colse e lego' ad esse le proprie ultime speranze: si giocava il tutto per tutto. Infine, la voce ando' a colpire uno dei microfoni colle- gati al calcolatore e trasformata in impulsi elettrici fu deglutita dall' unita' di elaborazione in tutta la sua carica letale. Il nostro futuro , forse quello dell'intero pianeta , legato a quel quesito : "Chi e' piu' lamer ? Vegamaster oppure Shock Waves ?". Gli hard disk sussultarono segnalando l'iniziata fase di elaborazione da- ti, ma la risposta, normalmente prodotta in frazioni di secondo, non arri- vo' mai. Contare le loozerate emesse da Shock Waves e Vegamaster sarebbe stato equivalente a descrivere tre o quattro volte tutti i corpi celesti esistenti nell'Universo, atomo per atomo. Saturate le connessioni neuronali nell'immane sforzo di calcolo, il super- computer non diede piu' alcun segnale di attivita', calcificato per sempre da quell'impossibile operazione che mai avrebbe avuto fine. - Aiutato dai suoi fedeli topi, Hydra smantello' dal sotterraneo segreto i componenti della diabolica invenzione : l'allarme era definitivamente ces- sato. A perenne monito di quell'esperienza, l'armadietto metallico conte- nente le schede principali del computer fu lasciato a Jettero Heller , ul- timo ricordo della sua ennesima disastrosa invenzione. "Prima di resti- tuirgli le maledette schede , ricordatevi di tagliare tutte le piste" ricordo' saggiamente Adventure Seeker. L'incarico fu affidato a The Brain, il piu' competente sia per quanto riguardava il 'tagliare' sia per quanto riguardava l'argomento 'piste'. La notizia della liberazione del mondo telematico fu accolta con indescri- vibile entusiasmo , al punto che nessuno si senti' di pronunciare una con- danna contro Vegamaster e Shock Waves , cause indirette dell'incubo appena dissolto ma contemporaneamente strumenti , altrettanto indiretti , della vittoria finale. Quanto a Jettero Heller, alla peggior condanna aveva gia' pensato la Natura creandolo cosi'. "...NOP, NOP, NOP... RTS !". Timescape si stava finalmente riprendendo dal terribile choc , il coraggio dimostrato nel momento piu' difficile aveva cancellato gli errori passati. (Vedi 'Twin Phreaks III'). H.D. Case cerco' di programmare una spedizione allo scopo di ricondurre Burglar a casa , ma io e Laura avevamo tutta l'intenzione di rimanere soli almeno per qualche tempo. Inoltre non riuscivo a capire perche' quell' idiota di Burglar dovesse proprio perdersi ogni due racconti. Quanto tempo sarebbe trascorso prima di una nuova avventura ? Nessuno avrebbe potuto dirlo con certezza, come nessuno avrebbe mai potuto spiega- re per quale motivo alcuni nascono cool ed altri lamer. La vita, si sa, e' dotata di innumerevoli sfaccettature e certe domande , proprio come il fa- tidico quesito a cui dovevamo la nostra salvezza, sono destinate a rimane- re senza risposta : Chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo? Come fanno i monchi a premere CTRL+ALT+DEL ? Nella fredda notte che lentamente calava il suo nero mantello su di noi, sguardi assenti ed un comune pensiero. Verso quel benevolo Caso per volere del quale ci trovavamo ora a vivere insieme, qui a Twin Phreaks. F I N E ------- --------------------------------------------------------------------------- NOTE a 'Twin Phreaks IV' --------------------------------------------------------------------------- (-1-) Forse la piu' famosa NUI di Itapac, valida su tutte le porte dall'Ottobre '91 al Gennaio '92. Ne fu concesso l'uso a mezzo Paese, forse per motivi pubblicitari. Citato dalla stampa al- l'epoca, e comunque noto a tutti gli studenti italiani in que- gli anni, oggi non ha nessuna validita'. Non ne aveva neppure quando fu inserito per la prima volta nel racconto, in quanto gia' soppresso da alcuni mesi. (-2-) Uno dei difetti dell'uso di linee intercontinentali e' l'im- possibilita', in alcuni casi, di parlare contemporaneamente. Se questo si verifica , gli interlocutori utilizzano frasi brevi terminate da piccole pause, riuscendo cosi' ad alternar- si agevolmente. (-3-) Immagini elettroniche tratte da disegni animati giapponesi, esistono banche dati specializzate in questi files. (-4-) Nel sistema Amiexpress, il modo 'chat' tra sysop e utente col- legato si attivava con il tasto F1. (-5-) In tutta la sua vita , Timescape non riusci' mai ad utilizzare il metodo tanto decantato da SCSI, nonostante milioni di ten- tativi. Non si sa neppure se i racconti di SCSI a proposito di phreaking in Oceania fossero autentici, ma in ogni caso Time- scape ne guadagno' un complesso di inferiorita' che duro' anni.