T w i n P h r e a k s I I I : A l l a r i c e r c a d i S C S I ( W a r l a m e s ) Testo originale e succesive modifiche: MFB (1992) Release 3.41 ---------------------------------------------------------------------------- - Page Down - ---------------------------------------------------------------------------- NOTA e DEDICA per release 3.20 e successive ---------------------------------------------------------------------------- - Partorito durante le vacanze estive, il terzo episodio fu completato in occasione di SMAU e dedicato agli hackers presenti a tale manifesta- zione. La release su disco fu affidata alle capacita' di coding di Time- scape, ma l'individuo soffriva in quel periodo di una crisi di programma- zione (non sapeva piu' da chi copiare le routines), cosi' il primo sprea- ding ufficiale avvenne con due mesi di ritardo. In ricordo di questo fat- to, la seconda edizione e' dedicata allo stesso Timescape, mago del vo- lante e padrone indiscusso dell'autostrada. (-1-) - Page Down - ---------------------------------------------------------------------------- CAPITOLO PRIMO Le disgrazie non vengono mai sole, a parte Jettero che e' l'eccezione che conferma la regola ---------------------------------------------------------------------------- - Il noto proverbio "Meglio tardi che mai" era decisamente fuori luogo. Quell'animale classificato come appartenente alla specie umana solo perche' deambulante in posizione piu' o meno eretta ed avente qualche pelo in meno di una scimpanze', era di nuovo in ritardo. Si trattava ovviamente di Jet- tero Heller, e nel suo caso era di rigore un "Meglio MAI che TARDI", tut- tavia se l'esserino aveva deciso di tirarci un bidone, perlomeno che si de- gnasse di giustificare telefonicamente la sua assenza. Un minimo di rispet- to per gli esseri superiori a lui. Poteva fare l'infame con le forme viventi al suo stesso livello evolutivo (es. i funghi) ma mai con un gruppo di hackers/phreakers. "Forse e' solo in casa e non e' capace di fare il numero" suggeri' The Brain, ma contemporaneamente alle sue parole il veicolo di Jettero compar- ve sulla strada. Quella mattina gli hackers avevano deciso di festeggiare il ritorno di Burglar con un party a casa di SCSI, noto phreaker. Ormai trasferito da tempo al paese natio, il ragazzo aveva deciso di trascorrere qualche giorno a Twin Phreaks; con lui era tornata anche Bettina, famosa per i fatti legati alla caduta del Network e soprattutto per le astronomiche bollette telefoniche: solo con le comunicazioni effettuate dalla fanciulla nell'arco di tre mesi, la Compagnia Telefonica che aveva la fortuna di in- cluderla tra gli utenti si era finanziata due nuovi satelliti artificiali. Avevamo discreti contatti con SCSI (e ottimi con la sorella); inoltre ci eravamo incontrati 6 o 7 volte negli ultimi 12 mesi. - Burglar era stato ricondotto a casa dallo stesso Jettero Heller durante le vacanze di quest'ultimo in Scozia. Catturato dal Peschereccio Azzurro, lo pseudo-hacker era stato classificato dalla Capitaneria di Porto come unico esemplare superstite di Balenosaurus Omnivorus, risalente alla prima meta' dell'era Mesozoica, e venduto come tale allo zoo di Londra per la gioia dei bambini che lo nutrivano ad aringhe avariate. Per il periodo estivo infine, i responsabili del giardino zoologico gli avevano garantito delle tranquille ferie scozzesi; in realta' si trattava di uno sporco tentativo per far quattrini ai danni dello sventurato, ver- gognosamente spacciato ai turisti come mostro di Loch Ness. Per fortuna Jettero aveva visto e provveduto: dietro l'immane minaccia di eseguire in mezzo ai villeggianti il suo ultimo demo, si era fatto conse- gnare Burglar dalle autorita' locali e lo aveva ricondotto nella sua cit- ta' per la felicita' dei negozianti di generi alimentari. - L'omuncolo (Jettero Heller) scese imprecando dall'auto e cerco' di giu- stificare le quattro ore di ritardo: "Non e' colpa mia se questo catorcio non fa piu' di 40 km/h... il cambio e' difettoso ! Entrano solo la prima e la seconda, e guardate un po' se non e' vero !". "Quello e' il freno a mano, idiota" sghignazzo' Hydra. Jettero schiocco' le dita con l'aria di chi, finalmente, avesse scoperto gli ultimi segreti della guida: in realta' non distingueva il carburatore dalla ruota di scorta. Eppure quel giorno erano tutti allegri: The Brain, Timescape, Adventure Seeker... ed era presente anche AMF, fuggito dal convento-carcere grazie all'intervento di Hydra che l'aveva prelevato attraverso una tubatura. Poveraccio... l'avevano sorpreso con una derivazione abusiva sulla linea del vicino di casa e condannato a 12 anni di istituto di rieducazione. La mattina, per avere la colazione, doveva scrivere 600 volte: "Chi ruba alla SIP va punito" sulla tastiera del terminale della sua stanza. Hydra, il boss dei sotterranei e delle cloache, sfoggiava un vivace costume da bagno color carne in putrefazione. Era reduce dai campionati nationali a- tletico-fognari dove aveva trionfato nel nuoto tra i liquami (200 metri sti- le libero e 100 metri stile topo sguazzante) e nel lancio del gatto morto. Appese al collo, il fanciullo recava le medaglie conquistate: due tranci di palombo marcio. Nessuno dei presenti avrebbe mai immaginato l'imminente inizio di una nuova e drammatica avventura. - Jettero ci fece scendere ed inizio' la caccia al parcheggio. Considerata la sua particolare abilita' di manovra, non l'avremmo piu' rivisto per almeno tre ore: se quel loozer avesse provato a guidare l'auto in pieno deserto, sarebbe riuscito a sbattere contro l'unico cactus nel raggio di ot- tocento Km. SCSI apri' il portone e ci fisso' lungamente senza parlare. Nessun saluto, nessun invito ad entrare. Le sue parole giunsero pesanti come una coscia di Burglar: "Scusate, chi cercate ?". "SCSI, piantala di fare il cretino!" esclamo' Hydra, confermando di essere sempre quello, tra noi, piu' fine e distinto. Bettina comparve sulla porta e rinnovo' l'insensata richiesta del fratello, poi aggiunse un'ancora piu' assurda frase: "Ma chi siete?". "E piantatela... SCSI, alla tua eta' fai ancora queste bambinate ?" sbotto' The Brain visibilmente nervoso, "e poi tua sorella mi ha telefonato ieri per avvertirmi che sareste venuti qui a Twin Phreaks a trascorrere un paio di giorni". "A parte il fatto che io non ti ho mai telefonato, e del resto neppure ti conosco" rispose Bettina "cosa significa 'venuti a Twin Phreaks' ? Noi abi- tiamo qui da quindici anni". La discussione prosegui' per alcuni minuti ed il clima si faceva sempre piu' teso; ormai era chiaro che l'infame SCSI aveva un valido motivo per rinne- garci, ma quale? Solo due settimane prima ci eravamo incontrati a casa di Timescape, ed egli non aveva accennato a problemi. Una decisione improvvi- sa ? E poi, perche' cercare di prenderci per Jetteri (= idioti) ? La nostra dignita' era sacra, cosi' decidemmo di andarcene e di vendicarci ferocemente sui suoi accounts aperti nelle Banche Dati controllate dal no- stro gruppo (praticamente tutte). Ma una nuova terribile sorpresa ci atten- deva implacabile. - "Niente... non c'e' niente su SCSI" dichiaro' Pier. "Nessun account, neppure una vecchia cartella deletata. Nessuna registra- zione di uploads o downloads !" confermo' allarmato Alphabit "SCSI non e- siste sui nostri sistemi". La scomparsa dell'account da 20 boards contem- poraneamente aveva dell'incredibile: di centinaia di files e messaggi non esisteva piu' nulla a suo nome. Chiamai in aiuto il mega-archivio di Pier's Group BBS, dove gli utenti venivano implacabilmente schedati insieme alle loro risposte al questiona- rio obbligatorio di ammissione, ma SCSI era inspiegabilmente, scomparso an- che da quei files riservati: qualcuno era riuscito a violare informazioni segretissime. Da quel momento, tra i SysOps, si scateno' il panico; Pier's Group ed Abnormal Brains BBS chiusero le linee di accesso con il pretesto di effettuare un "inventario files", e presto altre boards seguirono l'e- sempio: era troppo pericoloso mantenersi in attivita' sapendo che qualcuno era impunemente in grado di penetrare nel cuore dei nostri sistemi. Convocai una riunione straordinaria allo scopo di decidere il futuro delle telecomunicazioni private, e l'impressionante verita' venne finalmente a galla. - The Brain espose la situazione con comprensibile angoscia, e dopo pochi minuti Jettero scoppio' in lacrime urlando: "Timescape, che abbiamo fatto!". "Zitto, idiota !" sibilo' Timescape impallidendo... ma ormai la frase era stata recepita da tutti, e tutti ci voltammo verso i due. Nonostante le pressanti richieste, i ragazzi non aprivano bocca. Dopo aver tentato ogni metodo civile di persuasione, The Brain inizio' ad ipotizzare il passaggio a mezzi piu' violenti; H.D. Case propose all'assemblea una spaventosa forma di tortura per indurre i due a collaborare, ed il gruppo approvo' nonostante la sola idea terrorizzasse l'intera comunita' dei pre- senti: era realmente un metodo disumano, degno del conflitto in Vietnam. Non sapendo se le reazioni di Jettero fossero propriamente umane, la vittima prescelta fu Timescape. The Brain gli lego' ad una sedia caviglie e polsi, poi ponemmo il malcapitato in una stanza buia assicurandogli con scotch da pacchi le cuffie di un Walkman alle orecchie. Rinchiusa la porta dello sga- buzzino, H.D. Case stese il cavo sino all'impianto stereo, indosso' un paio di guanti sterili ed una mascherina ed inseri' in uno dei lettori di casset- te un terrificante nastro pericoloso solo al semplice contatto fisico: in esso, Sirio rivelava le sue personali soluzioni ai piu' noti problemi di phreaking. Dopo due minuti di trattamento, gli urli strazianti del povero Timescape sa- lirono alle stelle. Cedette in tre minuti e venti secondi, sul filo di un arresto cardiaco, racconto' brevemente il suo segreto, poi fu ricoverato in ospedale e sottoposto a lavanda gastrica, dialisi e dose massiccia di seda- tivi. ---------------------------------------------------------------------------- CAPITOLO SECONDO Il segreto di Lamescape ---------------------------------------------------------------------------- - "Non riportera' lesioni permanenti al cervello?" fu la delicata preoccupa- zione di Hydra "e' un infame, ma come hacker ci serve !". "Se lo meriterebbe davvero con il casino che ha combinato!" sentenzio' H.D. Case "e quest'altro non e' da meno..." disse indicando Jettero Heller che, seduto in disparte, si stava lentamente riprendendo dalla crisi di angoscia avuta mezz'ora prima. Lo riportammo a casa e proseguimmo li' la nostra riunione. - Burglar stava per entrare in coma da denutrizione. Negli ultimi otto anni si era fermamente autoconvinto che la sua morte sarebbe sopravvenuta per in- sufficienza alimentare, di conseguenza non aveva smesso un attimo di temere per il suo futuro, che vedeva sempre appeso ad un filo (o meglio, ad una fi- la di salamini). Si era anche iscritto all'AIDO, affinche' i suoi organi fossero utili alla societa', ma a chi poteva essere trapiantato un fegato di quattordici chili ? In compenso il cuore era stato destinato alla SnamPro- getti per essere utilizzato come pompa idrovora adatta al prosciugamento di paludi. Il racconto di Timescape stava tra l'allucinante ed il fantascientifico, ma dati i noti precedenti dovevamo purtroppo ritenerlo autentico. Qualche settimana prima dei fatti narrati, Jettero aveva cercato di applica- re le sue vaste cognizioni informatiche alla vita di tutti i giorni inter- facciando l'Amiga con la lavatrice. Scopo: ottimizzare i consumi dosando al- la perfezione acqua, detersivo, anticalcare, ammorbidente in relazione a pe- so, tipo e condizioni della biancheria in questione. Risultato: tutto bene fino al primo risciacquo; poi, per ragioni mai chiari- te, l'elettrodomestico aveva scaricato l'acqua sporca nella porta seriale. Da questa esperienza Jettero aveva ricavato: 1) Un Amiga in corto. 2) La constatazione del fatto che fabbricarsi le interfacce non era cosa per lui. Per nulla rassegnato a chiedere l'intervento di un tecnico specializzato e terrorizzato dall'idea di una possibile diffusione della notizia nello spie- tato ambiente degli hackers e dei pirati del software, Jettero si era ripa- rato l'Amiga da solo, dimostrando che le sue facolta' elettroniche (gia' di- sastrosamente note per i fatti di tanti anni prima) non si erano del tutto estinte. All'accensione dell'apparecchio, un fascio luminoso era fuoriuscito dal df1: colpendo e avvolgendo uno dei trofei in bella mostra sulla mensola della stanza di Jettero: la targa del Guinnes dei Primati che ufficializzava l'in- gresso del ragazzo nel suddetto libro dei records, come colui che aveva ri- petuto un anno scolastico per il maggior numero di volte. Ebbene, l'oggetto era scomparso nel nulla per riapparire poco dopo nello stesso preciso punto da dove sembrava essere svanito. Un allucinazione ? Jettero aveva ripetuto piu' volte l'esperimento, sempre con il medesimo ri- sultato. Solo dopo svariate ore di tentativi con oggetti diversi, compreso il criceto di Silver Spring, la pazzesca conclusione: assemblando componenti (smontati a casaccio dai vari apparecchi elettrici di casa) secondo la sua logica elettronica, che si basava su criteri scientifici quali "il condensa- tore azzurro sta bene collegato al diodo giallo perche' sono due colori te- neri e delicati", il quasi-cracker aveva trasformato l'Amiga in una macchina in grado di provocare, attraverso il df1:, uno spostamento cronologico. L'oggetto viaggiava nel passato sino all'epoca in cui non era stato ancora creato, e quindi la sua copia temporale nel presente svaniva. Bisogna ricordare a questo punto che Silver Spring, non avendo avuto il co- raggio di sfrattare Jettero dal suo appartamento dopo il crollo della Divi- leader, si era rassegnato a convivere con il megalamer; Alla prima occasione pero' si assentava per un paio di settimane a scopo disintossicante, la- sciando al bimbo completa liberta' di azione. Questa volta, si diceva, si era recato in India per intervistare i membri della setta erede dei Thugs, i quali strangolavano i bambini con cavetti per stampante per sacrificarli al loro dio, Storm. Jettero d'altronde si era ritrovato per le mani un affare troppo grande, e aveva deciso di raccontare la faccenda a Timescape, a cui era rimasto indi- rettamente legato tramite l'Amiga avuto in prestito durante la lotta contro il Network e mai restituito. ("Ormai e' contaminato", aveva dichiarato Time- scape). L'hacker e coder dei Chronos aveva subito compreso che l'invenzio- ne, se adeguatamente modificata dalle sue sapienti mani, poteva rivelarsi infinitamente utile, a patto pero' di mantenere il piu' assoluto segreto. Cosi', in una decina di giorni, l'apparecchio nato per caso era stato stu- diato e dotato di indispensabili mezzi di controllo (per scegliere la data esatta a cui riferire il salto temporale, per esempio); ora lo strumento ga- rantiva 24 ore esatte di permanenza nel passato. Ce n'era voluto di tempo usando il computer di Jettero Heller! Il bimbo si era fatto fare una tastiera con le lettere in ordine alfabetico, dato che non riusciva a trovare i caratteri su quelle normali. Adesso invece non li trovava ugualmente (in fondo sapeva l'alfabeto solo fino alla D) e in com- penso nessun altro riusciva ad usare quella dannata tastiera da lamer. Poi, il primo emozionante viaggio. Jettero aveva insistito per partecipare all'avventura e Timescape, seppur riluttante, aveva dovuto cedere. "Ma non mi combinare casini" aveva ordinato. Timescape sapeva gia' per quale viscido scopo utilizzare la creatura di Hel- ler: nel 1991 il giovane SCSI era riuscito, unico nel Paese, ad utilizzare con successo il sistema di boxaggio di una linea telefonica. Negli anni suc- cessivi, SCSI aveva perfezionato il procedimento riuscendo ad applicarlo in ogni punto del pianeta; con il suo metodo segreto, gelosamente conservato e mai rivelato ad alcuno, SCSI era divenuto un mito. Certo, il futuro aveva portato al positivo collaudo di altri sistemi di box-phreaking, ma per Time- scape l'essenziale non era riuscire, ma riuscire per primo. E a Twin Phreaks la storia recitava chiaramente come il primo blue-user fos- se stato SCSI. (-2-) Timescape, divorato dall'invidia, aveva trascorso alcuni mesi in clinica ed era giunto a tentare il suicidio collegandosi piu' di una volta nella stessa settimana a "The Final Frontier" (secondo i limiti fissati dall'Organizza- zione Mondiale per la Sanita', un essere umano adulto di peso e corporatura medi puo' sopportare 20 minuti al mese di collegamento a tale board). Solo per pochi mesi non era stato lui a ricevere la gloria ed il denaro che il destino aveva attribuito a SCSI... pochi mesi infami, ma quel dannato aveva boxato prima di lui. Ora pero' il passato si poteva cambiare, era l' ora della rivincita per un decennio di umiliazioni. Egli sapeva che SCSI, diffidente per natura, non l'avrebbe mai in alcun modo messo al corrente del segreto della bluebox se fosse riuscito da solo ad e- scogitare un sistema infallibile; inoltre non era possibile un incontro di- retto tra la vittima e Timescape: si rischiava lo sconvolgimento del con- tinuum spazio-temporale. La soluzione era venuta da Jettero. Il viscido essere aveva suggerito di spiare ad opportuna distanza il progredire del lavoro del povero hacker te- desco, onde essere pronti al momento opportuno ad assumere la paternita' della scoperta ed a tornare nel presente per godersi i frutti della gloria conquistata nel mondo del phreaking (e il denaro). - Il giallognolo fascio di luce uscente dal drive aveva trasportato i due avventurieri in un lontano passato. Bettina aveva solo pochi mesi e giocava tranquilla nel suo box (blu) con il suo gingillo preferito: manco a dirlo, si trattava di un finto telefono; inoltre pronunciava alcune parole incom- prensibili ai genitori, tipo "QSD", e piangeva in un modo del tutto diverso dagli altri bambini. Anziche' "UAAAAAHHH !!!", lei urlava "NUAAAAAAAA !!!". A cinque anni SCSI non era stato ancora contagiato dal bacillo delle teleco- municazioni, ma gia' fabbricava, con i gomitoli di lana della madre, false code uguali a quella della scimmietta della giostra vicino a casa, allo sco- po di scroccare giri gratis. A dodici anni (secondo balzo temporale) il primo computer. Bettina aveva preteso, minacciando di non andare piu' a scuola, un telefono sul banco, in classe. A quell'eta' SCSI si dedicava ai videogames, in sala giochi, e sapeva a memoria i cheat modes di tutti i prodotti elettronici allora esi- stenti. A quindici anni (terzo viaggio nel tempo) i tempi erano maturi per- che' il fanciullo si dedicasse alle telecomunicazioni, e gia nel mondo si i- niziava a parlare di phreaking e metodi di scrocco. Ma ecco la sciagura: mentre SCSI stava cercando di hackerare un distributore automatico di profilattici, Jettero si era allontanato da Timescape sussur- randogli: "Anch'io voglio un palloncino !". Prima che Timescape avesse potuto trattenerlo, Jettero era passato vicino alla vittima; i due non si erano neppure notati, la cosa non sarebbe stata pericolosa... ma dalle tasche del piu' grande loozer della storia dell'in- formatica era caduto qualcosa, e SCSI l'aveva raccolto. Si trattava della tessera di appartenenza alla VI Conference che Jettero aveva preteso a tut- ti i costi: a sinistra vi era una fotografia dello squallido individuo, e in alto la scritta "Pier's Group. H/P Elite". (C'era scritto anche "Fac-simile", ma questo Jet non l'aveva mai notato). Lo choc per il giovanissimo futuro mago della bluebox era stato violentis- simo, e nella sua fragile mente si era imposta la proposizione: "Se gli hackers diventano cosi', non saro' mai uno di loro". Venduto cosi' precipitosamente l'elaboratore, SCSI aveva riflettuto sul pos- sibile futuro della sua vita, prendendo la definitiva decisione di laurearsi in Agraria. L'essere piu' dannoso di tutte le epoche (Jettero Heller) aveva creato un paradosso temporale. ---------------------------------------------------------------------------- CAPITOLO TERZO L'occasione fa l'uomo lamer ! ---------------------------------------------------------------------------- - La narrazione di Timescape spiegava molte cose. Se non altro ora sapevamo che i nostri sistemi non avevano mai corso un reale pericolo di violazione. Gli accounts di SCSI in BBS non erano spariti, semplicemente non erano mai stati aperti; tuttavia si poneva un nuovo e piu' drammatico problema: se gli accounts svanivano nel presente dato che nessuno nel passato li aveva crea- ti, perche' nelle nostre menti era ancora vivo il ricordo di SCSI hacker ? Il dotto Adventure Seeker prese la parola e formulo' la sua teoria, forse la piu' valida: il paradosso temporale avrebbe lentamente ma inesorabilmente cancellato anche dalla nostra memoria tutto cio' che riguardava quel ragaz- zo. Insomma, SCSI era destinato a sparire nel nulla senza possibilita' di appello; in quanto tempo, nessuno avrebbe potuto dirlo. - The Brain lancio' un grido e si mise a balbettare frasi senza senso. "Ma se te ne ho appena dato un grammo !" gli disse AMF. Purtroppo questa volta il problema sarebbe stato per lui molto, ma molto piu' grave, e non di quel genere. Lo guardammo: era lampante, aveva recitato la commedia del finto (?) tonto, ma lui gia' sapeva. E dalla sua sconvolgente reazione, era chiaro che c'era dell'altro, qualcosa di ancor piu' terribile di quel rac- conto di Timescape. E The Brain narro'. - Il problema fondamentale di Jettero non era quello di sbagliare, e neppure quello di sbagliare sempre; il giovane amava invece prendere coscienza dei propri errori per poi farne di ancora piu' grossi nel patetico tentativo di correggere i primi. Era difficile immaginare The Brain in societa' con Jettero, tutti ricordava- no l'odio che li separava da tempo immemorabile. "Jettero a Carnevale si ve- ste da spuria" aveva dichiarato The Brain in una teleconferenza di 12 persone, ma in questo caso, come recita un noto proverbio, "l'occasione fa l'uomo lamer". Cosi', nascostamente da Timescape, Jettero Heller aveva escogitato un piano per rimediare alla fesseria del viaggio temporale precedente. Certamente SCSI non avrebbe indugiato piu' di tanto intorno a quel dannato distributore automatico (installato presso una farmacia) se negli immediati paraggi della farmacia stessa vi fosse stato un magnifico esemplare di tossicomane in cri- si. E Jettero aveva di nuovo varcato le barriere del tempo in compagnia di The Brain, al quale aveva narrato la vicenda, che avrebbe dovuto interpreta- re il ruolo del tossico (cosa che non gli creava troppe difficolta'); secon- do le aspettative dell'iperloozer, il piccolo SCSI non si sarebbe neppure minimamente avvicinato all'edificio, vista la presenza di The Brain. In tal modo non solo non avrebbe avuto la possibilita' di riconoscerlo, ma avrebbe dato modo a Jettero di recuperare il tesserino smarrito nel precedente viag- gio. Effettivamente l'idea non sarebbe stata malvagia, ma era destinata a scon- trarsi con due menti contorte. - Jettero aveva coltivato per tutta la vita il sogno di sentirsi finalmente libero e normale. E' vero, la massa di cellule cerebrali era quel poco che era, ma ora esisteva per lui la possibilita' di rivivere (e di correggere) i grandi sbagli che avevano per sempre segnato in malo modo la sua inutile vi- ta. Quanto a The Brain, con la demolizione della discoteca Lizard, avvenuta nel '95, se n'era andato un pezzo del suo cuore. Per rivedere quel locale ancora una volta, avrebbe dato tutto, anche la dose quotidiana. Cosi' i due avevano lasciato per ultimo il viaggio riparatore e l'incontro con SCSI quindicenne premettendo i loro immondi interessi; primo tra tutti: il ritorno al Lizard, nel Settembre 1991. Come lo stesso The Brain amava ricordare, non c'era Lizard senza rissa, e rimanere coinvolti era una questione d'immagine. Ma questa volta non era piu' un ragazzino, e quando la Polizia lo trattenne per controlli si accor- se di non essere in grado di spiegare la sua provenienza, e di non avere documenti validi in quell'epoca. Inoltre il suo abbigliamento era quello di sempre: uno scandalo. Il questore non aveva avuto dubbi: "Finalmente ne abbiamo beccato uno di quei bastardi albanesi scappati dallo stadio di Bari". (-3-) In poche ore, un ponte aereo aveva portato lo sventurato a Tirana: conside- rato un disertore dalla Polizia Politica albanese, The Brain avrebbe tra- scorso i successivi dieci anni della sua vita ai lavori forzati nei campi. Inoltre, per poter spacciare alla stampa estera l'immagine di un felice ri- torno in famiglia, il Governo lo aveva costretto al matrimonio con un'ultra- sessantenne contadina locale, teorica del Kama-Sutra. Si seppe che era dece- duto pochi mesi piu' tardi, stroncato dalle pretese delle fanciulle del vil- laggio (eta' media: 62) che l'avevano scambiato per un uomo valido. Il suo corpo era stato riportato in patria grazie ad una sottoscrizione a- perta dal giornale a cui era abbonato da anni (il "Corriere della Pera") e sepolto al Parco Lambro. Ogni giorno qualcuno depositava sulla sua tomba un mazzo di siringhe fresche. Cosi', all'appuntamento nel punto prestabilito di ritorno nella nostra epo- ca, Jettero si era ritrovato solo. La sua missione in quel periodo era sta- ta piu' squallida: travestito da ragazza, aveva sparso in giro falsi ap- prezzamenti sessuali a Jettero Heller (quindi a se' stesso) cercando di cre- arsi da solo una pseudo-fama, utile negli anni futuri. - "Ma se The Brain e' qui tra noi" lo interruppe AMF "come e' riuscito a sfuggire agli albanesi ?" The Brain era perfettamente in grado di ricordare gli ultimi anni della sua vita, e poteva giurare sul suo hard disk di non essere mai stato in Albania; tuttavia la sua memoria era molto confusa riguardo al viaggio nel tempo di pochi giorni prima, quello della catastrofe. Adventure Seeker aveva dato otto volte l'esame di fisica e letto vagoni di libri al solo scopo di apparire piu' colto e di dare una migliore impressio- ne. Era stato nuovamente riprovato, per aver cercato di introdurre clande- stinamente in aula d'esame una Workstation completa , nascondendo il monitor nei boxer. (Una volgare imitazione di una mia analoga impresa, con la diffe- renza che nel mio caso nessuno aveva notato la differenza di volume: in uni- versita' mi ero gia' fatto una fama, inoltre mi ero da tempo laureato, men- tre Adventure Seeker aveva ormai perso il conto degli anni di Politecnico). Tuttavia, con tutte le lezioni che si era sciroppato, egli ora conosceva al- la perfezione ogni teoria spazio-temporale formulata nella storia della fi- sica. Soppesato il caso in questione, la sua sentenza era stata terribile ed inappellabile: The Brain si era sdoppiato, e la sua immagine albanese sareb- be stata quella definitiva. Questa copia era destinata a svanire nel nulla, come i nosti ricordi su SCSI. - Tornato a casa dopo la perdita temporale di The Brain, Jettero aveva avuto un sonno popolato di incredibili incubi; ne racconto' uno atroce, in cui il loozer aveva sognato la sua morte. Come i lettori dei precedenti racconti gia' sapranno, per Heller questa non era la prima permanenza nel nostro mon- do, egli quindi non avrebbe dovuto temere minimamente un nuovo trapasso. Ma in quell'incubo il fanciullo aveva visto se' stesso destinato ad una ben piu' severa dimora ultraterrena: le porte infernali si erano spalancate per lui. "Questo e' il tuo posto, lamer!" aveva indicato qualcuno all'anima vagante di Jettero "qui languirai in eterni tormenti". La folla di tutti gli utenti respinti dalla Banca Dati di Pier spingeva il povero ex-sysop verso un Amiga 3000T: per l'eternita', Jettero avrebbe di- segnato pics a 16 milioni di colori, ma collegati a quell'Amiga non vi erano ne' drives ne' stampanti, ed ogni 10 ore veniva tolta la tensione al sistema per alcuni secondi. Svegliatosi da questo sonno intriso di sofferenza, Jettero si era reso conto di quanto l'utilizzo per scopi personali e squallidi del traslatore tempora- le fosse stato dannoso per tutti. Delirava, credeva di essere un hacker ! Chiedeva disperatamente il nostro aiuto per rimediare ai disastri compiuti, e sinceramente quel verme strisciante ci faceva compassione. ---------------------------------------------------------------------------- CAPITOLO QUARTO L'ultimo viaggio ---------------------------------------------------------------------------- - Effettuare un nuovo e risolutivo viaggio nel tempo era un'impresa diffici- le anche per noi, tali erano i danni creati da quei tre sciagurati. Purtrop- po Jettero, lamer per definizione, aveva la necessita' fisica di combinare una boiata ogni 18 minuti; la fesseria definitiva l'aveva fatta nel misero tentativo di nasconderci la sua scoperta ,occultando il df1: modificato come cronotraslatore nel frigorifero. Ovviamente cio' era accaduto prima della riunione, quando ancora lui e The Brain avevano sperato di poterci tenere all'oscuro dei fatti. Pazzi ! Avevano forse dimenticato l'esistenza di Burglar ? Burglar era il piu' at- traente degli hackers, nel senso che data la sua massa attraeva gli oggetti. Forse nel Grande Disegno dell'Universo, egli avrebbe dovuto essere un pia- neta e non un essere vivente, ma qualcosa era andato storto. Per quel bimbo veniva prima il cibo, poi tutte le cose di importanza secondaria, come ad esempio respirare. Cosi', dopo meno di venti secondi di riunione, il suo radar alimentare in- corporato aveva captato la presenza del frigorifero di Jettero; il saccheg- gio era stato immediato, la fogna vivente non usava piu' nemmeno la bocca: si avvicinava al cibo e lo inglobava. Rovina e lutto! La nostra unica possibilita' di salvare gli amici era stata fagocitata da quell'essere. "Fateglielo sputare !" urlo' The Brain "mi hai rovinato, sciagurato !!". Per nostra fortuna intervenne Hydra, l'esperto in fatto di prodotti di sca- rico organici o meno: Jettero il computer non lo sapeva usare, tuttavia come grafico scarabocchiava in modo quasi decente; si era specializzato in corpi femminili, che realizzava ottimamente in ogni dettaglio eccetto quelli nor- malmente non esposti, per i quali mostrava spaventose lacune. Hydra gli chiese dunque di disegnare in modo somigliante il volto di Sirio. Sirio (Guile) era decisamente la nostra arma segreta, da tirare fuori ogni- qualvolta occorresse uno choc basato sul disgusto: era troppo loozer ! Neppure Jettero Heller era mai sceso a livelli cosi' bassi. Un giorno, preso dallo sconforto, aveva chiesto a se' stesso: "Chi e' l'utente piu' cool del- la board ?" indi aveva alzato il telefono per appagarsi sentendosi risponde- re: "Tuuu...tuuu...tuuu...". Ebbene, per la prima volta nella storia delle telecomunicazioni si era udito il tono di centrale: "Tunoperche'seilameee- er...tunoperche'seilameeeer...". In tutti questi anni era stato disprezzato dagli uomini, dalle donne e da Shock Waves. Ragazze ? Ma quando mai... persino Paula e Denise, all'inter- no del suo Amiga, in realta' erano dei travestiti. Perche' elaborassero i dati, doveva pagarli. All'inizio Jettero si era rifiutato di insultare il suo monitor costringen- dolo a visualizzare tale immagine, poi H.D. Case l'aveva convinto. "Anche tu potrai avere la magica Scatola Blu", gli aveva spiegato Case sa- pendo che Jettero Heller non era mai riuscito in tutta la vita a scroccare una telefonata. Bisogna capire che ormai il quasi-forse-hacker non solo ave- va toccato il fondo, ma si era messo a scavare per cadere ancora piu' in basso. Dopo aver chiamato At&T, non aveva neppure il tempo di dire "Please dial...". L'operatrice gli rispondeva in italiano: "Ma insomma, Jettero... piantala con questi numeri di carta provati a caso! Qui stiamo lavorando!". Quanto al boxing, c'era poco di cui discutere quando una persona era ferma- mente convinta di come il parametro "lunghezza d'onda" fosse riferito alle mareggiate. - L'ammasso di pixel rappresentante il volto di Sirio aveva preso lentamen- te forma, e la luminanza del monitor era sufficiente a provocare malori a sette metri di distanza. Ci allontanammo tutti dalla stanza, tranne la vit- tima (Burglar) e Jettero che risultava immune. Era fatta: la sfera vivente restitui' alla luce del giorno il dispositivo deglutito, insieme ad altro materiale organico che immediatamente riciclo' re-immettendolo nel suo apparato digerente. Ora si poteva veramente iniziare a lavorare sul viaggio risolutivo. L'asteroide umano si autoproclamo' capo della spedizione ed inizio' la scel- ta dei componenti l'equipaggio dei viaggiatori del tempo. Sinceramente, era forse lui stesso il meno indicato per un balzo cronologico. Avremmo preferi- to qualcosa di meno ingombrante da trasportare, per esempio l'intera popola- zione dell'Australia. Comunque, i prescelti furono (oltre a me, ovviamente): H.D. Case e Hydra. Purtroppo, i liquami circolanti nell'apparato digerente di Burglar (sembra che, al posto della bile, il fegato sintetizzasse acido nitrico) avevano av- viato un irrimediabile processo di corrosione del diabolico df1: di Jettero. Come tutti i presenti ben sapevano, le invenzioni helleriane risultavano in- comprensibili al resto del genere umano, e lui non era assolutamente in gra- do di ricordare lo pseudo-criterio con il quale aveva assemblato i compo- nenti: pare che li buttasse in aria a manciate per poi saldarli nel punto della scheda dov'erano ricaduti. Comprendevamo tutti come il destino ci concedesse una sola ed ultima oppor- tunita': l'ultimo viaggio a ritroso nel tempo avrebbe dovuto cancellare gli errori commessi da quei lamers, oppure confermarli per sempre. - La porta si spalanco' ed entro' Timescape, gia' dimesso dall'ospedale. Aveva hackerato il reparto di terapia intensiva rieditando i tracciati di tutti i pazienti con DPaint 4, e facendo cosi' risultare 380 pulsazioni car- diache al minuto al suo compagno di stanza: un novantenne in coma diabetico. Cosi', avevano deciso di liberarsene al piu' presto. "Fermi tutti" urlo'. "Nessuno dovra' piu' ricordarsi di SCSI. Io, solo io ho creato la bluebox". Aveva lo sguardo fisso e allucinato, sembrava The Brain all'uscita della discoteca. "Non muovetevi, o vi leggo i Bulletins del BBS di Shock Waves!". Nessuno fiato': da quando l'odiato ex-utente aveva aperto la sua miserabile board, giravano voci terrificanti. Si era fatto installare due linee e due HST per potersi chiamare da se', indi si era registrato con 134 nomi diversi onde dare l'impressione di una board piena di utenti. Come risultato si mandava messaggi da solo, discuteva,litigava e si autodeletava; si raccontava inoltre che negli ultimi tempi saltasse da un terminale all' altro per riuscire a chattare con se' stesso. La schermata piu' intelligente riportava la scritta: "Per riuscire a collegarvi, downloadate il software di telecomunicazione", ma nessuno aveva mai avuto il coraggio di leggere i Bul- letins. La minaccia di Timescape fu presa sul serio, e tutti restarono immobili an- che quando quel maledetto strappo' dalle mani di Hydra il traslatore tempo- rale. Pochi secondi, ed era gia' fuggito. Impiegammo diversi minuti per riprenderci dallo choc, ora quell'infame pote- va essere dovunque, e con lui le nostre speranze di salvare The Brain e ri- condurre SCSI sulla giusta strada del phreaking. Avvisammo immediatamente per via telematica ogni hacker disponibile, perche' ci segnalasse tempesti- vamente eventuali notizie sul maledetto Lamescape. Jettero rimase molto sorpreso vedendoci usare il suo modem: lui non riusciva a collegarsi da mesi! Secondo le sue cognizioni, l'apparecchio non funziona- va per problemi di statica; in realta' teorizzammo che i delicati circuiti fossero allergici alla sua presenza fisica: non per nulla quando era Heller ad usarlo, lo speaker emetteva una pernacchia al posto della portante. (-4-) Pare inoltre che negli ultimi giorni il ribelle strumento avesse iniziato a sputare diodi e condensatori negli occhi del ragazzo, facendo allegramente lampeggiare la fila di LED ogni volta che colpiva in pieno la pupilla. Anche questa volta il loozer commise l'errore di avvicinarsi troppo a quello che era stato un tempo il suo fedele modem: l'oggetto gli diede uno schiaf- fone con il cavo di alimentazione, e Jettero fu costretto a ricorrere all' armadietto dei medicinali per curare i danni. Quel gesto fu la nostra salvezza; nel mobile, infatti, il bimbo conservava anche i certificati medici che ufficializzavano i suoi malanni fisici e men- tali, e questo mi illumino' la mente... mi ero ricordato un particolare d' importanza vitale: Timescape non poteva saperlo ma si era rovinato con le sue stesse mani. Saprete tutti che i componenti elettronici semplici vengono venduti con pins lunghi 3-4 cm, che poi l'utente provvede a tagliare. Bene, il giovane Heller (per poterli riciclare in 30 o 40 creazioni) lasciava sporgere dalla piastra i piedini metallici e regolarmente si riempiva di buchi le dita. Dov'era il problema ? Jettero era venti volte piu' pericoloso di un sieropositivo !! Era infatti l'unico portatore sano (?) al mondo di una pericolosa variante della malaria, la lamaria, o malattia del lamer cronico: bastava un semplice contatto con il sangue infetto per provocare un attacco del male. Sicuramen- te Timescape si sarebbe punto con un componente della scheda, e sarebbe sta- ta la sua fine. (Nota: Burglar, che pure era entrato in contatto fisico con l'oggetto, era immune da qualunque virus o batterio grazie ai suoi mega-lin- fociti del peso di 90g cad.). - Lo incontrammo in chat su QSD, era completamente andato: credeva di essere un sippino. "Bisogna tracciare la linea" suggeri' H.D. Case, e Jettero re- plico': "serve un righello ?". The Brain, mettendo in pratica un mio inse- gnamento (vedi "Twin Phreaks II") disattivo' il lamer per qualche ora ponen- dogli il quesito: "Jet, calcola la 7654esima potenza di 1". Per fare tutte le moltiplicazioni (1 x 1 x 1 x 1...) egli avrebbe impiegato come minimo un giorno. Per fortuna Timescape non era piu' in grado di intendere ne' di volere, fu facile capire da dove stava chiamando; in pochi minuti fummo sul posto, il bimbo era entrato con una scusa nell'appartamento di Pier, poi aveva preso in ostaggio la famiglia di questi minacciando in perfetto stile mafioso: "Ora la board e' mia! Non provate a reagire o telefonero' a tutti i vostri parenti con le mie sicurissime carte di credito pirarate". (-5-) Il formidabile deterrente aveva funzionato, ma ora Timescape non faceva piu' paura a nessuno: ormai contaminato dal terribile morbo jetterino, stava rag- gomitolato in un angolo urlando tra le lacrime: "SCSI, ti odio !" Che triste spettacolo, che fine indegna! ---------------------------------------------------------------------------- CAPITOLO QUINTO Fine di un incubo ? ---------------------------------------------------------------------------- - Avevamo solo poche ore per programmare ed effettuare l'ultimo salto tem- porale. Jettero Heller si sedette alla tastiera dell' A4000 di Pier provan- do a collegare il suo dispositivo. Nulla da fare, il computer visualizzo' la guru meditation #4A45545445524F.424F4941 (chi conosce l'ASCII Hex traduca) e si impallo' completamente. Solo l'elaboratore di Jettero era ormai immune alle loozer-creazioni del proprietario, per cui fummo costretti a tornare nell'appartamento della be- stia. - Sulla scrivania Helleriana spiccavano le sue fenomenali invenzioni: non c'e' che dire, il ragazzo era un genio. Persino il vecchio pallottoliere della sorellina era stato collegato al bus di espansione con un cavo a na- stro rosa sul quale spiccava la scritta "Co-processore matematico". All'accensione, la macchina presentava una schermata speciale; al posto del- la richiesta del disco di WB, uno scroll lampeggiante recitava: "Allora, la- mer... hai studiato? Pronto per la domandina ?". Solo dopo qualche minuto, Heller ci spiego' la novita'. Da tempo tra lui ed il suo computer i rapporti si erano deteriorati, causa l'eccessiva incapaci- ta' di Jet; ebbene, un bel giorno l'Amiga aveva preso una decisione solenne: non si sarebbe piu' fatto utilizzare da quel loozer se questi non avesse prima dimostrato il suo impegno per diventare un po' piu' cool. Cosi', Jettero si era dovuto studiare a memoria le funzioni di 324 librerie per essere pronto a rispondere alla domanda random che il computer gli a- vrebbe posto ogni 12 ore. Dopo tre risposte sbagliate, la macchina si sareb- be resettata... potenza degli integrati della quarta generazione ! La domanda del giorno era veramente complessa: si trattava di un quesito di sommo livello tecnico riservato a veri specialisti nel campo delle telecomu- nicazioni ad alta velocita'. Ecco il testo del problema: "Hai cinque modems HST, se ne vendi tre quanti te ne rimangono ?". Jettero impallidi' alla vista della domanda, per fortuna intervenne Burglar che al terzo tentativo azzecco' la risposta esatta, quindi ando' in cucina per ricaricare le sue cellule nervose dopo lo sforzo effettuato per il dif- ficile ragionamento. Terminato il contenuto della dispensa e di svariati armadi, ingoio' persino una lampadina. "Criminale !" gli urlo' Jet "Le mie lampadine a 125 Volt... sono praticamen- te introvabili in questo Paese e tu te le mangi ?". "Perche' a 125 Volt ?" chiese ingenuamente The Brain. Il megalamer replico' tranquillamente: "Scusa, ma come fai tu a far funzio- nare il modem ?" (-6-) Qualcuno gli spiego' l'esistenza di appositi trasformatori, solo allora sco- primmo che il fanciullo aveva fatto uno speciale contratto con l'ENEL per la fornitura di energia elettrica a tensione ridotta. Eravamo abituati alle fesserie di Jettero, ma questa era stata veramente po- tente. "Jettero, sei talmente loozer che se ti dicessi di dipingere di gial- lo canarino il computer per aumentare i MHz, lo faresti subito" gli disse Hydra. "Jettero ?...Jetterooo ?... ma dove accidenti e' andato ?" chiese H.D. Case. Lo ritrovammo nella stanza accanto mentre armeggiava con una bomboletta di spray giallo. "Bastardi, ora ho scoperto perche' non riesco ad avere CPS al- ti come i vostri ! Ridatemi la vernice !" grido' mentre gli strappavamo la bombola dalle mani. Per farlo star buono, Hydra gli racconto' una fiaba: la rielaborazione telematica de 'Il brutto anatroccolo' ovvero 'Il brutto sysoppolo'. - Tornando alle cose serie, cominciai a proporre il definitivo balzo tempo- rale: "Abbiamo una sola possibilita'" dissi "e la logica ci dice che sarebbe conveniente tornare al giorno stesso in cui Jettero realizzo' il dispositivo per impedirglielo. Niente traslatore, niente casini". Purtroppo il disastro ambulante non ricordava neppure la sua data di nascita, figuriamoci l'ora esatta in cui aveva modificato il df1:. Inoltre ragionava alla stessa velo- cita' di Itapac, con la differenza che il suo cervello non prevedeva ARQ e riceveva (o generava? Non si e' mai capito...) una spuria ogni 30 secondi. Dopo anni ed anni di attivita' informatica, la sua mente si era distorta ed ora funzionava come un hard disk, con tempo di accesso di qualche ora circa. Heller non aveva un cervello, aveva un sistema operativo. E pieno di bugs! A volte si bloccava completamente ripetendo meccanicamente lo stesso reque- ster : "Cannot find Brain-Validator". A questo punto era obbligatorio sele- zionare l'opzione "Cancel" sferrandogli un cazzotto nell'occhio destro. (In quello sinistro per l'opzione "Retry"). (-7-) - Per nostra fortuna il capo dei lamers ebbe l'idea di frugare nelle tasche dei pantaloni alla ricerca di un appunto che gli riportasse alla memoria la fatidica data. "Eccolo, eccolo!" urlo' ad un tratto. Ci voltammo tutti verso di lui, ma restammo subito delusi. "Ho ritrovato l'hardcopy del mio questio- nario di abilitazione da Pier... sapevo di averla messa in qualche tasca, nove anni fa". Si trattava del mitico foglio in cui il bimbo dichiarava che "Baudrate" era una forma di pagamento dilazionato per l'acquisto dell'US Ro- botics. Da circa due lustri Jettero indossava lo stesso paio di pantaloni. In realta' non erano un capo d'abbigliamento ma un'agenda: egli infatti quando chattava vi scriveva sopra NUI, PW e menate varie. Inoltre allevava scarafaggi in una delle tasche posteriori. - Decisi improvvisamente per il salto nel tempo temporale; ora conoscevo la destinazione. Approdammo nei pressi dell'appartamento di Silver Spring, do- ve il vegetale umano aveva messo radici; rispetto alla data di partenza, e- ravamo tornati indietro nel tempo di tre mesi esatti e Jettero non aveva an- cora iniziato a progettare l'infernale strumento. Era buio, ed il fanciullo si apprestava a rincasare dopo ore ed ore perse fingendo di lavorare. Ad un segno convenzionale, Hydra estrasse un acuminato oggetto d'acciaio scintil- lante e lo punto' alla gola di Jettero prendendolo alle spalle. Protetti dall'oscurita' e dalla nebbia gli fummo addosso (che schifo!) e lo immobilizzammo. L'oggetto in questione era un lungo ago. Una siringa ? Macche', un ago da rammendo... con tanto di filo pronto! Da anni quell'esse- re non ricuciva le tasche, aveva piu' buchi che stoffa! Muniti di guanti le svuotammo: all'interno trovammo un ricco campionario di aracnidi, 842 fo- glietti di appunti, un cavo seriale lamerato, tre torsoli di mela e un turi- sta tedesco nano prelevato per sbaglio durante l'ultimo campeggio. H.D. Case comincio' a rappezzare i calzoni del loozer, poi lo spedimmo nel mondo dei sogni. (Fu Hydra a mandare Jettero in stato di incoscienza chie- dendogli di effettuare l'operazione di NOT logico di 0000. Il suo cervello alzo' subito bandiera bianca). Tutto il guaio in fondo era successo solo per questo: la tessera di Confe- rence 6 gli era scivolata da uno dei buchi nelle tasche. Ora di una cosa eravamo sicuri: quest'inconveniente non si sarebbe mai piu' ripetuto. Con Jettero fuori uso, ispezionammo l'appartamento. Il sistema nervoso del lamer aveva i suoi propri interrupts : ogni sessantesimo di secondo inven- tava una nuova boiata e purtroppo per noi non crashava mai! Per fortuna la sua mente limitata riusciva ad elaborare un solo progetto per volta. Hydra dispose vicino al videoregistratore una serie di copie dei suoi films preferiti. Scartando il genere hard (li aveva tutti) gli regalammo una ric- ca collezione di pellicole di fantascienza. Guardarle tutte (e soprattutto capirle) l'avrebbe tenuto impegnato per i prossimi due anni e, cosa piu' im- portante, gli avrebbe impedito di rispondere allo stimolo creativo dal quale aveva tratto origine il traslatore temporale. - Jettero Heller non creo' mai quel dispositivo, e da questo punto di vista la missione ebbe pieno successo. L'incontro con il giovane SCSI non ci fu, e neppure la perdita di The Brain. Con il passare del tempo, tutti gli ele- menti disturbati dall'intrusione cronologica sarebbero tornati al loro po- sto. Sfortunatamente Case aeva incluso tra quelle dannate videocassette an- che i noti "The fly" 1 e 2 e la serie completa di Star Trek. Da allora Jet dedica il suo tempo alla creazione di un'altra invenzione rivoluzionaria: il teletrasporto. Sara' l'inizio di una nuova avventura ? Il drive esterno modificato di Jettero rimasto nelle nostre mani svani' in un mucchietto di cenere pochi secondi dopo il nostro ritorno nel presente, vittima del processo di corrosione innescato da Burglar. Questa pericolosa avventura giungeva al termine. Fedele alla parola data, H.D. Case perdono' ancora una volta Jettero come incapace di intendere, di volere e di hackerare. Inoltre gli diede un pre- zioso suggerimento per la magica scatoletta blu: "Il segreto e' nei tronchi. Falli cadere!". Da quel giorno non si vide piu' un albero in tutta Twin Phreaks: Heller, girando di notte armato di motosega, ne faceva strage. Hydra fu assorbito da un canale di scolo durante una giornata di pioggia; le sue ultime parole furono "Dovunque ci sono lamers da castigare, Hydra e' con voi". Quindi, imitando il celebre bat-segnale, ci rivelo' il segreto per ri- chiamarlo dai labirinti del sottosuolo. "Date tre brevi colpi e uno lungo allo sciacquone del vostro WC, appariro' subito". Adventure Seeker chiese un colloquio al suo professore di fisica e gli rac- conto' tutto quanto era accaduto negli ultimi due giorni, credendo cosi', per meriti speciali, di essere esentato dal malefico esame. Raggiunse lo scopo, ora non deve piu' sostenere test e non ha piu' preoccupazioni: allog- gio gratis, cibo discreto. Ogni tanto gli portiamo qualche dolce la domeni- ca. Ci fa un po' pena con la sua camicetta bianca e quelle maniche legate dietro la schiena, ma dicono tutti che e' per il suo bene. The Brain, finalmente libero di continuare a vivere, dimostro' ancora una volta la sua sensibilita' verso la natura ed il verde precipitandosi al Parco di Trenno. Nessuno di noi seppe mai il contenuto di quel saccone di plastica formato Nettezza Urbana che si porto' a casa quella sera stessa, tuttavia per una settimana lo sentimmo correre di notte per le strade cittadine urlando a squarciagola: "Chi non boxa e' un Jetterino, ueh! ueh!". Quanto a Pier, ci invito' tutti quanti ad un mega-hacker party nella sua villa. Portammo anche Burglar, grazie al gancio della roulotte montato die- tro l'auto di Pier ed alle tre ruote attaccate sotto l'enorme ventre del- l'"immenso" phreaker. Alla prima curva la forza centrifuga ebbe ragione del sistema di traino, e Burglar precipito' da una rampa autostradale dritto nel fiume che scorreva placido ed azzurro a qualche chilometro dalla citta'. Fu noleggiato all'AEM come diga vivente ed oggi Twin Phreaks ha uno spendido laghetto con annessa centrale idroelettrica. Grazie Burglar! Timescape fu giudicato dal Tribunale degli Utenti di Conference 7 e condan- nato, per le sue meschine azioni, a sei mesi di gestione di un chat VDT in stretta collaborazione con Sirio; la vicinanza di tale individuo avrebbe a- vuto per lo meno l'effetto positivo di uccidere i bacilli della malattia contratta da Jettero. In seguito, Mark Anders si sarebbe incaricato della sua rieducazione. Era davvero finita! Potevamo dormire sonni tranquilli, a parte Jettero: l'u- nico al mondo ad avere spurie nei sogni. Questo almeno fino al prossimo ca- sino. Gia', perche' nessuno di noi si aspettava dal destino una vita norma- le come quella della gente comune, o forse nessuno di noi la voleva... non per nulla avevamo scelto di vivere in questo magico luogo non indicato nelle carte geografiche ma solo nelle aree H/P, di vivere da hackers e non da la- mers, di vivere qui: a Twin Phreaks. F I N E ------- ---------------------------------------------------------------------------- NOTE a "Twin Phreaks III" ---------------------------------------------------------------------------- (-1-) Timescape riusci', nell'autunno del '92, a ribaltarsi con l'auto nuova in un tratto autostradale piatto come l'elettroen- cefalogramma di Guile. Rimase illeso, ma per raccogliere il ve- icolo fu necessario l'aspirapolvere. (-2-) Il boxing, nella realta', esisteva molto prima del 1991. Tuttavia in quel periodo se ne parlava molto, e non solo clan- destinamente: diverse riviste di settore dedicarono articoli a questo aspetto storico ma controverso della telefonia. SCSI era un appassionato di apparati telefonici, pertanto nel racconto gli e' stato attribuito il ruolo di phreaker e genio della scatola blu. (-3-) Nel luglio 1991 le coste pugliesi furono prese d'assalto da una ondata eccessivamente imponente di profughi albanesi. Li accol- sero nello stadio di Bari in attesa di rimpatrio e molti riu- scirono a fuggire e disperdersi. (-4-) Effettivamente Jettero Heller, per un periodo purtroppo limita- to, ebbe problemi con il modem ed imputo' per questo l'elettri- cita' statica atmosferica dopo aver colpevolizzato (nell'ordi- ne) il gatto, il colore della moquette, i residui di Chernobyl, il buco nell'ozono, il regime della ex-Germania Est ed i raggi cosmici. (-5-) Con il legalissimo uso di tali carte di credito telefoniche particolarmente affidabili, e' possibile ottenere alcuni anni di vitto ed alloggio gratis, a spese dello Stato. I primi ad essere individuati sono i destinatari delle chiamate. (-7-) I prodotti importati dagli Stati Uniti, dei quali i modems USR sono un esempio tipico, necessitano di una tensione di rete tra i 110 ed i 125 Volt. (-8-) I requester di Amiga contengono solitamente 2 opzioni, da clik- kare con il mouse: nella parte destra il "Cancel", in quella sinistra il "Retry". Uno dei piu' odiati tra questi messaggi, e' il "Cannot find disk-validator", da cui il vago riferimento nel testo; si trat- ta di una simpatica finestrella con cui il sistema operativo vi avverte gentilmente di come 300 Mb di dati sul vostro HD siano da buttare.