H i g h l a m e r , l' u l t i m o i m m o r a l e ( T w i n P h r e a k s I I ) Testo originale e succesive modifiche: MFB (1992) Release 2.41 --------------------------------------------------------------------------- - Page Down - --------------------------------------------------------------------------- PREFAZIONE --------------------------------------------------------------------------- - E non fu il Diluvio Universale la piu' grande tra le sciagure umane, non la distruzione di Sodoma e Gomorra, non la rovina dei grandi imperi, non le Rivoluzioni. Non furono le guerre mondiali ne' le lotte tra clas- si e razze; il genere umano stava per affrontare la prova piu' grande. Scienziati e teologi cercarono una spiegazione, ma l'irrazionale non si puo' comprendere. Era tornato per sconvolgere vite e per salvarne, per creare e per distruggere, per aiutare e per vendicare. - Page Down - --------------------------------------------------------------------------- CAPITOLO PRIMO Di nuovo tra noi --------------------------------------------------------------------------- - Seleziono' l'opzione di hangup ed usci' da SamNet per l'ultima volta, lo sguardo spento e perso nel vuoto oltre lo schermo; dovettero sollevar- lo di peso, schiavo di un'inerzia che sembrava rendergli impossibile ogni movimento. Forse non capiva neppure cosa stava accandendo intorno a lui, nulla del crudele gioco di cui era divenuto involontario partecipante e vittima. Tuttavia percepivo in quel ragazzo lo stesso senso di orgoglio e dignita' per i quali lo avevo un tempo ammirato, nessun avverso destino sa- rebbe riuscito a togliergli queste qualita'; certamente non i campi di la- voro della Divileader, che in questo momento rappresentavano l'unica cer- tezza nel suo futuro. Saluto' con un gesto quasi impercettibile coloro che restavano. Nell'aria la stessa domanda, che nessuno avrebbe mai fatto aper- tamente: "Per quanto ancora ?". Con Timescape se ne andava un ottimo hacker, uno degli ultimi in attivita' ma soprattutto un caro amico, aveva pagato ad un prezzo troppo alto la de- cisione di trasferirsi a Twin Phreaks. Anche questa volta avrei trascorso giorni a chiedermi come avessero potuto scoprirlo mentre usava quel suo PBX da una linea talmente antiquata che si diceva fosse collegata all'ultima ed unica centralina telefonica a vapore nella storia delle telecomunicazioni europee: insieme al contascatti, la SIP forniva come optional un manometro per controllare la pressione della caldaia di rete. Chi mai avrebbe potuto tracciare quel collegamento ? Ma in fondo... non era forse sempre la stessa maledetta storia ? Come avevano scoperto che era stato Poison ad inviare a tutti gli utenti di QSD la foto digitalizzata dei suoi attributi maschili ? Erano state le misere dimensioni a tradirlo ? Troppe coincidenze per essere veramente tali. Tutti ripensarono ai casi precedenti; nessuno fiato', ma quel silenzio fu piu' eloquente di qualsiasi discorso: non ci si poteva piu' fidare l'uno dell'altro, in mezzo a noi c'era un traditore. - AMF accarezzo' delicatamente le orecchie finte di pelouche che aveva applicato al suo Smartlink 1-2-3 onde poterlo spudoratamente spacciare come l'orsacchiotto inseparabile amico d'infanzia. S'intende, la coda era in realta' un cavetto seriale. Nel diabolico convento dove i genitori l'aveva- no rinchiuso era ammesso portare un computer, ma nessuno avrebbe mai tolle- rato la presenza di un modem. Non si rese neppure conto dell'irruzione e fu gia' nelle mani della squa- dra speciale anti-H/P del Network Divileader; se la vita gli avesse riser- vato ancora momenti liberi, li avrebbe impiegati sino all'ultimo istante nel cercare di comprendere chi mai potesse averlo denunciato. Lo stesso sguardo inespressivo e assente accompagno' quella che ormai veniva definita "la partenza". Da quel momento in poi, nessuno di noi ne avrebbe piu' sa- puto nulla. "Due in due giorni" dissi "la Divileader deporta un hacker al giorno". Sirio estrasse l'HP48SX e si accinse a verificare il dato statistico. La riunione improvvisata si sciolse in un pesante clima di sospetti... dav- vero questi erano gli stessi amici di un tempo ? Nel cuore della notte mi telefono' Sirio: "Giusto", disse "Il tuo calcolo era esatto". Gli spiegai gentilmente quale fosse il posto piu' adatto per il suo appa- recchio tascabile. - Il gruppo Divileader era nato diverso tempo prima dalla fusione dei perdenti storici dei primi anni '90. Primi tra tutti i frustrati gestori di VDT: in quattordici anni avevano individuato e denunciato solo due hackers su 210.346, scoprendo poi che si trattava dei figli del loro direttore. Poi alcune mitiche societa' di distribuzione software, che nel tentativo di compilare una lista di tutti i pirati italiani, avevano stabilito che il numero di potenziali crackers/spreaders presenti nel Paese era intorno ai 45 milioni. Consiglio di Amministrazione: i Divina. Presidente era stato eletto Storm; la candidatura di Saddam Hussein fu ri- fiutata perche', come risulto' dalla motivazione ufficiale, uomo dal cuore troppo tenero. Cosi' quel gruppo di pseudo-pirati era passato dall'altra parte della barricata, ed ora aveva il monopolio delle telecomunicazioni. Non riuscivo proprio ad immaginare chi di noi avesse potuto decidere il tradimento della nostra giusta causa per contrabbandare informazioni a quella gente, tuttavia non ci poteva essere altra spiegazione: gli hackers venivano arrestati perche' la Divileader sapeva, e la Divileader sapeva perche' qualcuno degli stessi hackers informava segretamente il Network. Nessuno era mai tornato per descriverci un campo di lavoro, non sapevamo neppure quale fosse l'attivita' forzata a cui i prigionieri venivano sotto- posti. - Il dischetto del Jr-Comm frullo' leggermente ed il monitor visualizzo' la familiare schermata nera del programma di comunicazione. Ore 20:00, collegamento obbligatorio al Bulletin Board System della Divileader, ban- ca dati dalle dimensioni' virtualmente illimitate; nessuno era mai riuscito a capire ne' l'ubicazione esatta del computer che gestiva il sistema ne' la ragione di tale smisurata capacita' di archiviazione dati. Da quando la liberta' di stampa era stata soppressa, il Network usava il canale telema- tico come strumento di diffusione informazioni: ogni famiglia aveva un ter- minale con relativo modem. Ma le notizie di quella sera erano davvero scon- volgenti: si vociferava di un neonato divenuto adulto in 24 ore, di persone risvegliatesi con la pelle di colore diverso e di altre inspiegabili muta- zioni... cosa stava succedendo ? La genetica e la biologia in tutto il mon- do cercavano una risposta, ma la stessa risposta era destinata ad apparire a me quella sera. Lo schermo si cancello' ed apparve sul video la piu' or- ribile spuria dai tempi dei modem 300 BPS senza correzione, tuttavia quell' amorfo insieme di caratteri ANSI aveva qualcosa di lontanamente familiare: il volto di qualcuno. In quello stesso istante riconobbi quell'essere per Jettero Heller, scomparso prematuramente alcuni anni prima. Sotto quel viso, una luminosa scritta verde: "Sono tornato, downloadami !". - Jettero stava lentamente cominciando a swarparsi all'interno del df1: e la sua immagine inconsistente uscente dal drive inizio' pian piano a farsi solida. "Jettero", gli chiesi con dolcezza "ma che casino hai combinato lassu' ??". Il giovane mi fisso' per qualche istante, poi replico' giustificandosi: "C'era un grande archivio, e io volevo fare il cosysop. Cosi' quando il tizio vestito di bianco non guardava, ho editato qualche account. Guarda un po' dove mi hanno rispedito". Sulle prime fui pre- so da notevoli dubbi: il timore di finire nella rete della Divileader dopo tutto era molto reale, e nessuno conosceva fino in fondo le loro capacita'. Fu Jettero stesso, pero', a fugare i miei sospetti: "La prossima volta che fai un d/l" spiego' "metti il modem un metro sopra la porta seriale, cosi' il percorso per i dati sara' in discesa e la velocita' di trasferimento au- mentera' !". Solo una persona al mondo avrebbe potuto dirlo. Bentornato, Jettero! --------------------------------------------------------------------------- CAPITOLO SECONDO Novita' in arrivo --------------------------------------------------------------------------- - Trovammo un appartamento per la bestiolina, e decidemmo di prestargli l'Amiga che era stato di Timescape. Forse questo l'avrebbe tenuto buono a sufficienza per impedirgli di combinare casini in un momento delicato come quello che la comunita' degli hackers/phreakers stava attraversando. Ma a Jettero mancava il necessario per vivere. Il pane? Noooo...l'HST!! Il risorto ex-quasi-sysop di Pier era scomparso da parecchio tempo dagli archivi dell'assistenza sociale (tra l'altro ora gestita dal Network) e non godeva piu' neppure della pensione per infermi di mente che gli era stata concessa nella sua precedente permanenza in questo mondo. La famiglia si era trasferita da tempo, destinazione ignota. Per racimolare i soldi allo scopo di acquistare l'agognato modem, l'essere decise di girare di casa in casa per offrire un servizio indispensabile e soprattutto in carattere con la sua natura che lo legava alle telecomuni- cazioni: lavaggio dei fili telefonici allo scopo di eliminare le spurie. Per sua fortuna, i cittadini ebbero pieta' di lui e lo lasciarono nella sua illusione di essere minimamente utile alla societa'. Ma lo attendeva un brutto colpo. - Il caso volle che proprio quel giorno a quell'onestissimo commerciante si fosse guastato il camion proprio nell'area di servizio autostradale in cui Jettero si trovo' a transitare. Lo stesso caso volle che quel camion trasportasse modems HST ed avesse una dannata fretta di ripartire. Tuttavia, il povero autista non aveva contanti, e per la fortuna del giovane Heller era pronto a cedere ad un prezzo di occasione uno dei suoi supergarantiti modems. Insomma, l'avete presente la truffa piu' classica, vecchia come il boxing ? Jettero la provo' a sue spese. Bisogna ammetere che l'USR emetteva il regolare rumore della portante, tut- tavia non si connetteva assolutamente a nulla; solo dopo parecchi tentati- vi il fanciullo inizio' a sospettare che la storia di usare Wiskas al tonno come lubrificante, tre volte al giorno, celasse in realta' un immane bido- ne. Al quarto giorno Jettero si decise, smonto' il modem e constato' di a- ver comprato una scatola contenente un gatto con la coda collegata ai piedini di alimentazione. Per evitare che lo pseudo-hacker concretizzasse la sua minaccia di divorare (crudo) l'innocente felino, la Protezione Animali & Loozers decise di dona- re al lamer un vero Dual Standard. Jettero aveva finalmente una nuova ra- gione per vivere. Raccontai all'infelice creatura come nessuno avesse mai avuto il coraggio di deletare la sua scheda da Pier's Group; in realta' questo era assoluta- mente falso: la cartella c'era ancora per il semplice fatto che gli u- tenti da anni si contendevano la grande gioia di cancellare quel nome loo- zer dal sistema. Comunque Jettero avrebbe potuto collegarsi in ogni momen- to, se ancora rammentava la password. "Altrimenti uso la wildcard" senten- zio' il ragazzo "tanto i primi 2 caratteri me li ricordo. Poi basta digita- re '*'". I telefoni non erano cambiati di molto da quando Jettero ci aveva lasciati la prima volta; per esempio l'apparecchio era sempre quello (bianco e azzurro, con i tasti R e RP) ma nessuno ne faceva piu' il nome per evitare di pronunciare l'alias di un noto lamer. Comunque, le centrali meccaniche non erano ancora scomparse, e Pier aveva ancora una di quelle splendide linee non tracciabili. - Non avevo mai provato la stessa sensazione di sconforto nella vita, ma quella frase sul video cancello' tutte le mie speranze residue di liberta': "Chiuso per ordine del comitato di sicurezza anti-H/P Divileader". Con l'arresto di Pier non solo chiudeva l'ultimo BBS H/P ancora attivo, ma crollava un mito. Chiunque fosse, il traditore aveva colpito anche uno dei suoi maggiori benefattori. La disperazione mi porto' a narrare a Jettero le vicende di questi ultimi anni e a spiegare la situazione attuale; nei limiti del suo quoziente intellettivo, il ragazzo mi capi' e dichiaro' che avrebbe cercato in tutti i modi di aiutarci. Con questo avevamo toccato il fondo. Tornai a casa nel tentativo di riposare, ma dopo poco meno di mezz'ora mi telefono' Jettero chiedendo se fossi stato io a aver effettuato una chiamata via modem a lui diretta, pochi minuti prima, andata perdu- ta per il mancato settaggio da parte sua dell'auto-answer. Gli risposi che non ne sapevo nulla, e che comunque, alloggiando egli nell'appartamento di Silver Spring (assente per motivi di lavoro), la tele- fonata aveva molto probabilmente come destinatario quest'ultimo. Silver Spring fu arrestato meno di 24 ore dopo, per l'hacking del sistema UNIX del PoliStormico (ex Politecnico) di Twin Phreaks; appresi la notizia in quello stesso appartamento, occupato da Jettero. La Squadra di Sicurezza del Net- work lo perquisi' completamente senza trovare nulla di rilevante. Silver Spring spari' come gli altri verso ignota destinazione, eppure aveva preso tutte le precauzioni per non farsi scoprire... l'ignoto informatore aveva fatto un'altra vittima. Nel disperato tentativo di sdrammatizzare la si- tuazione, Jettero prese un secchio e lo riempi' d'acqua. "Cos'e' questo ?", disse. "Un secchio pieno d'acqua.", replicai. "Nooo !" rispose lui "E' la sequenza di hangup del BBS di un villaggio indiano, a segnali di fumo!". Glielo ruppi in testa. - The Brain mancava dalla citta' da ormai otto anni, trasferito in via definitiva negli States, le sconfortanti notizie che arrivavano dal suo paese natale lo spinsero pero' al grande ritorno. Frattanto Jettero aveva fatto un'immane scoperta: l'Amiga di Timescape aveva anche 44 Mb di HD, il bimbo tornava al suo piu' grande sogno, farsi un BBS personale. Quella sera il telefono suono' piu' volte, rispose sempre Jettero. "Tutti modem" disse "non ho ancora aperto la board e gia' gli aspiranti utenti chia- mano !". Anche il campanello si mise a suonare, e finalmente per annunciare qualcosa di buono: era H.D. Case, uno tra i primi ad essere arrestato durante i suoi frequenti collegamenti a Senso Unico ed il primo al mondo ad essere fuggito dai campi di lavoro Divileader. (-1-) Il metodo era stato semplice: sorvegliato da un paio di guardie, aveva ri- petuto centinaia di volte la parola "Direct", finche' i carcerieri si erano accasciati a terra in preda a spasmi addominali. "Solo io e Burglar siamo vaccinati contro quel loozer" aveva spiegato; nonostante cio' la faccenda non mi aveva completamente convinto. Sentivo addosso una strana sensazione: qualcosa di terribile stava per succedere. --------------------------------------------------------------------------- CAPITOLO TERZO Il padrone del sottosuolo --------------------------------------------------------------------------- - "Coltivare verdura?" chiesi con notevole stupore. "Gia'", rispose H.D. Case "e' quello che ci hanno costretto a fare in tutti questi mesi. Patate, carote, pomodori... ma non mi chiedere a che scopo, non ne ho idea !". - "Tombino...buco... io giu'!" delirava Hydra nella stanza bianca del centro per malati mentali di Twin Phreaks. In passato era stato un phre- aker abbastanza noto, poi l'ossessione di calarsi in un chiusino SIP l'ave- va rovinato. Murata la porta della sua casa, Hydra entrava nell'apparta- mento esclusivamente dall'alto, tramite un'apertura a forma di tombino a- perta nel solaio sovrastante. Una sera, la Polizia del Network l'aveva sor- preso con un martello pneumatico sopra il collettore principale della fogna cittadina mentre gridava: "Voglio un enorme tombino qui !". Per la verita' non era pazzo, ma la delusione per la mancata impresa lo a- veva psicologicamente distrutto: si sentiva una larva. Eppure era l'unico che conoscesse le esatte ubicazioni delle derivazioni telefoniche SIP-Divi- leader, il solo che potesse consentire la realizzazione di una mia idea. E Jettero compi' il miracolo. "Alzati e cammina !" gli ordino'. Hydra replico': "Ngheeeee'... tombino !". "Ti vogliamo bene, sei importante per noi !" gli sussurro' Jet dolcemente. "Bbbbbllllll... SIPPPPPP..." rispose quello. "Seguimi, e ti faro' pescatore di lamers !" disse seriamente Jettero. Hydra mormoro': "Piu' io scendo giu', piu' mi tiro su... blob blob !". "E' completamente andato, non c'e' nulla da fare" sbotto' Jettero, "e pen- sare che avrebbe potuto nascere intelligente come me !" "Aaaaaaarghhhhh !!!" urlo' Hydra, e solo al pensiero di tale infame destino si rese conto di amare la sua vita e si riprese del tutto. Jettero, grazie di esistere. - Hydra conosceva la citta' come Sirio conosceva il C: in pratica non sarebbe stato capace di trovare la sua casa a trenta metri di distanza. Eppure era il vero re del sottosuolo: sapeva a memoria la posizione di ogni tubatura, ogni cavo; inoltre chiamava per nome ciascun topo: intercettando gli hackers superstiti, avremmo scoperto la spia. Iniziammo controllando SCSI, che aveva Natas (Divina) tra gli utenti della sua board. Il cavo telefonico della casa di SCSI non era standard. Aveva una larghezza di banda di 34.020 conversazioni: su 20 linee viaggiavano le telefonate normali del condominio, le altre 34.000 le occupava tutte Bettina. La fan- ciulla si decise a lasciare il telefono dopo 16 ore di conversazione; si era fatta rilegare in un unico volume alto 1,9 metri tutti gli elenchi ab- bonati europei: quello era la sua rubrica telefonica. Il canale di scolo della fogna passava a pochi centimetri, e Jettero inav- vertitamente ci entro' con la punta di una scarpa. "Che schifo, Jettero", protesto' Hydra, "se ci metti le tue luride scarpe, io poi come faccio a berla ?". La derivazione del sovrano delle tenebre era perfetta, si sentiva benissimo; finalmente giunse l'attesa voce di SCSI. Poche parole, poi il nostro lungo silenzio. "Parlo con la Squadra di Si- curezza Divileader ?" aveva detto "Venitemi a prendere. Ho phreakerato con le cards At&T. Ho i numeri delle carte come prova". La Squadra Speciale Anti H/P non si fece attendere, e come al solito fu implacabile; l'ora del- la "partenza" era arrivata anche per SCSI. "Io non mi sono autodenunciato, non sono mica idiota !" ci assicuro' Case "Sono venuti e mi hanno preso, sapevano che prove cercare e dove cercarle". - La riunione dei superstiti si tenne a casa mia, partecipo'anche Bettina, rivelandoci il particolare piu' prezioso (solo se io avessi accettato di uscire con lei... eh, com'e' dura la vita!). SCSI si era dichiarato in- nocente al momento dell'arresto, arrendendosi solo di fronte all'evidenza delle prove: i numeri della CC da lui utilizzate, gli stessi che egli custodiva nel primo cassetto della sua scrivania. Il comportamento era ben strano... si era costituito solo 20 minuti prima. Aveva gia' cambiato idea? O non era stato lui a fare quella telefonata? Eppure la voce era la sua... e H.D. Case, era davvero fuggito dal campo di lavoro ? The Brain era deciso: "Cercheremo la sede segreta del MegaBBS del Network". Tutti approvammo, anche Burglar, che stava terminando il trentaduesimo pasto della giornata. Inseparabile compagno di H.D. Case, Burglar era un valido hacker, inoltre contribuiva in modo determinante alla massa del nostro pianeta: se fosse stato qualche chilo piu' pesante, avrebbe avuto un proprio campo gravitazionale. Per chiudere in bellezza il meeting, Jettero disse la sua: prese un pennarello nero e traccio' una riga su un foglio bianco, indi getto' a terra il foglio ed esclamo': "Dannazione, e' caduta la linea !". Bettina lo tenne fermo e The Brain gli fece ingoiare carta e pennarello. - Congedati gli altri rimasi solo con Heller. Faceva un caldo inaudito, aprii il freezer per prendere una granita (alla menta) e trovai in mezzo ai surgelati il cavo seriale. "Jet" chiesi "e' tuo questo?". "Si'", mi ri- spose, "non avevo spazio per il capture, cosi' ho tenuto i dati nel connet- tore. Dopo li mettero' su disco". C'era un solo strumento in grado di segnalarci con precisione l'ubicazio- ne del MegaBBS Divileader, un'arma micidiale: il lamer. Le macchine non provano sentimenti (anche se vi posso giurare che l'HD di Pier soffriva ad ogni ingresso di Poison) ma i sysops certamente si'. Ora, il Mega-BBS aveva sempre un sysop di sorveglianza. Quanto avrebbe resistito un vero operatore di sistema di fronte all'ingresso di un lamer del calibro di Sirio per cinque volte di seguito? Fu il nostro eroe, Jette- ro, a convincere l'essere a collaborare; in cambio gli promise un esemplare del suo ultimo, fantastico progetto partorito la notte prima: un RAM disk esterno. Gli occhi di Sirio brillarono per la gioia. (-2-) Bastarono pochi minuti, ed ecco: l'urlo di una sirena lacero' l'aria, men- tre le auto della Polizia del Network sfrecciavano verso un edificio di pe- riferia. "C'e' un uomo in preda ad un attacco di follia, sta mangiando un floppy da 3"1/2", ci rivelo' Bettina che riceveva ogni notizia per via te- lefonica mezz'ora prima dell'ANSA. Era fatta: come volevasi dimostrare il sysop del Network non aveva resistito a quaranta secondi di chat con Sirio. Lo sventurato gli aveva chiesto i parametri di configurazione. Alla domanda "Parita'?" Sirio aveva risposto: "Certo, basta con il razzismo !". Si trattava solo di inseguire le auto della Polizia, ma dato lo spiegamento di forze da parte della Divileader,il compito sarebbe stato sufficientemen- te semplice. E cosi' il grigio palazzo che negli anni passati era stato sede dell'Agenzia SIP Milano Nord, nascondeva il Divileader HQ nonche' l' hardware del potentissimo BBS. La nostra prima, meritata vittoria. --------------------------------------------------------------------------- CAPITOLO QUARTO Nella tana del loozer --------------------------------------------------------------------------- - Gli occhi elettronici delle telecamere scrutavano ogni centimetro qua- drato del Palazzo del Network; anche con il favore dell'oscurita', entrare rimaneva sempre un'impresa semplicemente folle. Fu The Brain a suggerire la strategia vincente: Jettero si sarebbe mostrato improvisamente in primo piano all'obiettivo della telecamera nell'ingresso. Si udi' un atroce lamento proveniente dalla Sala Personale di Sicurezza: per le successive dieci ore i guardiani sarebbero rimasti in stato di coma semiprofondo. I problemi,tuttavia, non erano superati: il sistema d'allarme ad ultrasuoni poteva essere dovunque, e soprattutto era virtualmente impos- sibile da escludere. - Se veramente l'homo sapiens aveva avuto antenati di specie inferiori, Heller era rimasto l'ultimo anello di congiunzione: il suo sistema uditivo presentava animalesche reminiscenze, ed il ragazzo era in grado di distin- guere come segnali sonori frequenze sino a 32.000 Hz. Grazie a questa fa- colta', l'ominide fu in grado di segnalarci tempestivamente il pericolo. "Il segnale e' molto limpido" ci spiego' "ancora pochi passi ed i rilevato- ri saranno in grado di distinguere con chiarezza l'ingresso del corpo e- straneo nel campo di ultrasuoni". (-3-) Potevamo fermarci di fronte all'ultima barriera ? Certamente io non l'a- vrei fatto, specie quando avevo la soluzione gia' pronta: "Jettero, cantaci la sigla di Ken il Guerriero" chiesi. Il giovane Heller era intonato piu' o meno come una mucca con la faringite. Ci tappammo le orecchie con le ma- ni, ed i delicati sistemi elettronici, bersagliati da quei suoni strazian- ti, si sbriciolarono letteralmente. Anche quest'ostacolo era superato; al termine di un lungo corridoio, la stanza che avrebbe dovuto contenere le risposte alle nostre domande: un'e- norme cella frigorifera, che occupava l'intero piano terra. All'interno, in ordine perfetto, centinaia e centinaia di carote, patate... frutta e verdu- ra in genere. Tutto numerato e catalogato. Attrezzature chimiche sofisti- cate erano in mostra sul grande tavolo centrale, decine di gigantesche ta- belle colorate evidenzianti la struttura proteica dei prodotti agricoli completavano l'arredamento, il tutto avvolto in una sinistra luce verdogno- la. Non avevamo molto tempo a disposizione, inoltre il freddo pungente non invogliava ad una lunga permanenza. Qualcosa di familiare si trovava a po- chi metri di distanza: una rete di Amiga 4000, ognuno con il suo 38.4KBPS; mi sorprese tuttavia la mancanza di una memoria di massa nell'intero net: non un drive, non un HD, non un disco ottico. Eppure i dati ci dovevano es- sere... non c'era dubbio, era quella la sede del MegaBBS. - Amiexpress 3.0 permetteva, come le precedenti versioni, il sysop login direttamente da tastiera senza richiedere password; mi accinsi a listare le directories private piu' interessanti e trovai ben piu' di qualcosa: il file era una registrazione telefonica nella quale si udiva chiaramente la voce di Case. "Ho spreadato decine di NUI !" diceva "Sono tutte nella mia agenda di hac- king, qui a casa. Venitemi a prendere !". La situazione stava degenerando: Bettina era in crisi di astinenza telefonica, The Brain era in crisi di astinenza e basta, Hydra stava cercando di rimuovere una piastrella per scavare un buco nel pavimento. H.D. Case era stato un tempo uno dei miei piu' validi discepoli, poi aveva cercato di togliermi una delle mie ragioni di vita: una ragione di vent' anni, bionda, occhi verdi, residente nelle vicinanze. Non gli avevo mai completamente perdonato ques'infame tentativo, e la sua menzogna di poco prima riguardo all'autodenuncia non giocava certo a suo favore. Ora egli negava l'evidenza: quella registrazione era fasulla, diceva, lui non aveva mai fatto tale telefonata. - "Che c'e' di strano?" chiese Jettero a The Brain che gli aveva fatto no- tare la mancanza degli HD "anche Blito P3 BBS funzionava senza disco rigi- do". (NOTA: Vedi "I Segreti di Twin Phreaks"). "Taci, idiota !" rispose seccamente The Brain, "Non sai neppure cos'e' un dialer !". Heller si difese: "Ignorante, guarda che ho la patente da piu' di nove anni !". Bettina pose fine alla loro discussione con la sua femmi- nile dolcezza. Giunse una chiamata, ed un registratore entro' automaticamente in azione. "Sono Shadowman" disse la voce all'altro capo della linea "stavo cercando di hackerare una porta Divipac. Portatemi via, vi aspetto". The Brain prelevo' dallo scaffale una mela e la fece trangugiare a Jettero, in tal modo avremmo scoperto gli effetti dei misteriosi esperimenti chimici del Network: forse una sorta di siero della verita' negli alimenti? Nulla da fare, H.D. Case non aveva mai mangiato frutta e verdura, tuttavia aveva inconsciamente confessato la sua attivita' di hacker, inoltre Jettero rimaneva normale (si fa per dire) nonostante il frutto appena assimilato. I vegetali erano assolutamente innocui. - Solo Hydra avrebbe potuto percepire la presenza di un vecchio tombino SIP mai murato, pochi centimetri sotto di noi: una semplice spinta dal sot- tosuolo e lo strato superficiale del pavimento avrebbe ceduto. Ora avevamo il nostro personale ingresso di servizio nel Palazzo. The Brain simulo' un corto circuito allo scopo di giustificare i danni ai sistemi di allarme; quanto ai guardiani, non avrebbero ricordato nulla. Nessuno avrebbe mai saputo della nostra incursione; eccoci fuori sani e salvi, nonche' piu' confusi di prima. O meglio, quasi tutti confusi, per- che' io ero finalmente riuscito a rispondere a tutte le mie domande, sapevo cosa avremmo dovuto fare affinche' la partita si potesse chiudere per il Network con il solito bilancio: sconfitta totale. -------------------------------------------------------------------------- CAPITOLO QUINTO L'insostenibile pesantezza dell'essere (Burglar) -------------------------------------------------------------------------- - Hydra lascio' il telefono e scoppio' in lacrime: "Non sono un hacker, sono una nullita' !". Bettina lo calmo' dolcemente e gli chiese chi fosse il misterioso interlocutore telefonico che aveva provocato la crisi. Ma fui io a rispondere a questa domanda. Se colpito dalle opportune frequenze ossessivamente ripetute, il cervello umano perde la capacita' di reagire e la persona rimane in stato di trance ipnotico; la Divileader aveva sviluppato e perfezionato questa teoria. Non era una scoperta recente l'influsso sulla mente di particolari suoni o se- gnali luminosi, tuttavia il Network, padrone delle linee telefoniche, aveva pensato di inviare ai piu' noti hackers e phreakers la terribile sequenza. Storm da giovane aveva giocato troppo con Zak Mc Kracken. (-4-) A questo punto era facile estorcere alla vittima la confessioni, sicuri che al risveglio non avrebbe ricordato nulla, neppure di aver consegnato lui stesso le prove contro di se'. Avevano tentato la terrificante trappola telefonica anche a casa di Silver Spring, ma al suo posto avevano trovato Jettero, che aveva scambiato la frequenza ipnotica per una portante. Questo ci dava due certezze: 1) Heller era refrattario, a causa delle ridotte capacita' mentali, al lavaggio del cervello via cavo. 2) In tutti questi anni egli non aveva ancora im- parato a distinguere un carrier. Sul povero Hydra il sistema aveva funzio- nato, ma anche la sua psiche era minata; cosi' aveva reagito al condiziona- mento confessando il suo complesso di inferiorita'. - Oltre a Storm, c'era solo una persona al mondo dotata di mente suffi- cientemente contorta da concepire diaboliche creazioni elettroniche e informatiche. Tutti ricordavamo la mortale invenzione di Jettero Heller (Gli ignoranti leggano "I segreti di Twin Phreaks") e da questo punto di vista, senza offesa per Storm, i due ragionavano nello stesso modo. Cosa aveva dunque intenzione di realizzare la Divileader in quell'immensa sala che avevamo avuto il privilegio di vedere? Solo il giovane Heller avrebbe potuto elaborare idee uguali a quelle uscite dalla mente malata di Storm, mi affrettai dunque a chiedergli cosa (dal suo degenere punto di vista) avrebbe creato volentieri per migliorare le sorti informatiche del genere umano. Nell'ordine, egli elenco': monitor per ciechi a fosfori neri; dischetti a sola scrittura; cavo parallelo trasparente per controlla- re il flusso dei dati; sterilizzatore termico a 350 C dove immergere l'HD per eliminare i virus... partoriva una fesseria tecnologica ogni tre decimi di secondo. Ma perche' mai gli avevo fatto quella domanda ? Per tenerlo impegnato e poter ragionare in pace, senza sentire le sua lamerate, gli chiesi di calcolare mentalmente la radice rotonda di 764,32; questo lo fe- ce immediatamente entrare in fase di elaborazione dati. Come minimo ci a- vrebbe pensato per un paio d'ore. - Da decenni migliaia di esperti in elettronica e informatica si erano posti il problema di avere piu' di due stati logici. In un circuito elet- trico la corrente passava o non passava, da qui l'introduzione dei simboli 0 e 1 per indicare tali stati fondamentali e l'utilizzo dell'aritmetica binaria; le unita' di misura convenzionali di capacita' di memoria e di velocita' trasmissione/elaborazione erano basate su questo concetto di struttura dati. Tuttavia le informazioni codificate in cifre binarie richiedevano un vasto spazio, e l'evoluzione elettronica degli ultimi 15 anni non aveva ridotto di molto la dimensione dei circuiti integrati; molti si erano percio' scervellati per trovare un nuovo metodo di rappresentazione del dato, finche' i degenerati chimici schiavi del Network non avevano risolto il problema. Archiviare tramite gli amminoacidi era la loro soluzione: permetteva una ventina di stati logici ed offriva la possibilita' di utilizzare come sup- porto permanente di archiviazione un qualsiasi insieme di proteine. Eccetto qualche buon piatto di carne umana ogni tanto, Storm era un noto vegetaria- no; da qui la decisione di usare frutta come floppy disk e verdura come HD. I mezzi di congelamento degli ultimi anni '90 consentivano la conservazione dei vegetali per 5-6 anni; nel caso della Divileader, dato che a nessuno importava il mantenere commestibili gli ortaggi, il tempo saliva a 15 anni circa. Come un supporto magnetico. (-5-) Le proteine presenti nei prodotti agricoli utilizzati erano piu' che suffi- cienti a conservare miliardi di Terabytes di dati, inoltre bastavano imper- cettibili modifiche su poche catene di amminoacidi per archiviare migliaia di Mb senza praticamente modificare la struttura del supporto. L'intero palazzo della Divileader forse conteneva celle frigorifere colme di informazioni,la quantita' di materiale immagazzinato era impressionante. L'archivio era la vita stessa del Network, senza di esso tutte le prove contro di noi sarebbero crollate, i risultati delle loro ricerche distrut- ti, il loro potere annullato. Distruggere quelle sale equivaleva a far spa- rire per sempre l'incubo del Network, ma nessuno avrebbe mai creduto alla nostra storia: dovevamo arrangiarci da soli. - Non saremmo mai riusciti a dar fuoco all'edificio, con tutta quella sorveglianza e quei sofisticatissimi sistemi anti-incendio. Usare l'esplo- sivo era fuori discussione, c'era un rilevatore ogni 10 metri; inoltre neppure il piu' potente plastico conosciuto sarebbe riuscito a distruggere l'intero palazzo. La struttura era completamente indipendente, provvista di generatori autonomi di corrente elettrica e tubazioni riservate per acqua e gas, ma un'idea mi folgoro' la mente... certo, era cosi' semplice! Poche ore e fummo di nuovo nei sotterranei, in prossimita' del nostro ingresso segreto scoperto da Hydra. All'improvviso afferrai Burglar e The Brain lo lego' strettamente ad un tubo di scarico che saliva vertical- mente lungo il viscido muro. "Siete impazziti per caso ?" urlo' il malca- pitato. Jettero estrasse da un involucro un panino e inizio' a staccarne piccoli morsi, io feci altrettanto. "Maledetti bastardi ! Ma cosa vi ho fatto per essere torturato cosi' ??" piangeva Burglar. Nessuno di noi fiato', tutto era stato deciso a sua insaputa per il bene dell'umanita'. Il povero hacker fu tenuto in quella posizione per 12 ore, il che per lui equivaleva a 18 pasti saltati; dopo la seconda crisi convulsiva, decisi che era giunto il momento di slegarlo. Calata la notte, il palazzo era di nuovo deserto. Hydra e The Brain abbatterono il sottile diaframma che se- parava l'apertura del vecchio tombino dal piano terra dell'edificio. "Hai fame, bimbo? Guarda quanta bella roba!" sussurro' Bettina a Burglar. In meno di venti minuti l'intero archivio del Network, che occupava 6 piani della costruzione, fini' nelle fauci della discarica umana. - La notte era gelida, ma la certezza di un'alba nuova e libera accompagno' il nostro ritorno a casa. C'era ancora molto lavoro da fare, per accogliere gli amici che presto sarebbero tornati, ma non vedevamo l'ora di farlo. Nessuno fiatava, ma si percepiva un clima di irreale gioia; non capita tutti i giorni di sentirsi i salvatori del mondo. Io e Bettina, teneramente abbracciati, salutammo Hydra che tornava forse per sempre nel suo universo sotterraneo, dopotutto era felice cosi'. "Quando si mangia ?" chiese Burglar. "1,26" dichiaro' contento Jettero ri- tenendo di aver finalmente estratto la radice rotonda di 764,32; gli dissi che la soluzione era esatta e gli feci i miei complimenti, basto' questa piccola bugia per renderlo felice. Forse ora anche Pier gli avrebbe perdo- nato gli errori di otto anni prima. - La fine del Network fu decretata di fatto il giorno dopo. Storm era fuggito per evitare l'ira degli hackers, che gia' iniziavano il ritorno dai campi di lavoro. Come presidente provvisorio, decretai l'abolizione del copyright, Twin Phreaks era ufficialmente libera ! The Brain fu nominato sysop del MegaBBS, riconvertito ai supporti ottico- magnetici tradizionali;fu abilitato anche Sirio: eravamo in debito con lui. In considerazione dei meriti di Burglar fu abolito il divieto per lui di e- sercitare il suo sport favorito, la pesca subacquea. Il provvedimento era stato preso tre anni prima, in considerazione del fatto che le sue immer- sioni alzavano pericolosamente il livello degli oceani. Dopo pochi giorni fini' nelle reti del Peschereccio Azzurro; non si seppe mai nulla della sua sorte,tuttavia da quel momento nessuno di noi mangio' piu' tranci di tonno. Jettero Heller apri' una nuova banca dati realizzando cosi' i suoi sogni ed i nostri incubi. A ciascuno, insomma, la sua soddisfazione; a me quella di essere stato ancora una volta utile a me stesso, al popolo degli hackers e a quella tranquilla cittadina dove la vita era un immenso chat, quel luo- go speciale e noto solo ai cool users che risponde allo splendido nome di Twin Phreaks. F I N E ------- --------------------------------------------------------------------------- NOTE a "Twin Phreaks II" --------------------------------------------------------------------------- (-1-) "Senso Unico" era un chat del gruppo SamNet piu' noto per le di- cerie fiorite intorno al nome leggermente equivoco che come mes- saggeria effettiva. (-2-) E' noto a tutti coloro che distinguono un computer da una lava- stoviglie (a questo punto Shock Waves e' escluso) che la tecnica del RAM disk, o drive virtuale, prevede che la macchina conside- ri come unita' a dischi una parte della memoria interna; tale termine rappresenta percio' un'entita' astratta e non una peri- ferica fisica. (-3-) A quell'epoca la comunita' degli hackers non aveva ancora accol- to Phoenix, nota esperta di ultrasuoni (ogni volta che parla a- pre, in media, sei cancelli automatici). Si veda "Twin Phreaks V". (-4-) Notissima avventura interattiva prodotta dalla LucasFilm. Nella trama,un gruppo di alieni cerca di sottomettere l'umanita' invi- ando frequanze ipnotiche sulle linee telefoniche. (-5-) "Twin Phreaks II" e' un racconto profetico! E' del Gennaio 1993 infatti (18 mesi dopo la prima uscita del presente testo) la no- tizia di un nuovo possibile sistema di archiviazione basato sul- la configurazione elettronica degli atomi.