I s e g r e t i d i T w i n P h r e a k s ( T w i n P h r e a k s ) Testo originale e succesive modifiche: MFB (1991) Release 1.61 --------------------------------------------------------------------------- - Page Down - --------------------------------------------------------------------------- NOTE per la versione 1.41 e successive --------------------------------------------------------------------------- - Fu il primo episodio della saga di Twin Phreaks, dedicato quasi intera- mente a Jettero Heller che iniziava la sua sciagurata esistenza nel mondo telematico; per questo racconto, almeno in origine,non era stato previsto alcun seguito. In quel periodo, milioni di persone passavano le giornate chiedendosi chi mai avesse potuto uccidere la candida ed illibata Laura Palmer, cosi' nacque l'idea dell'omicidio Heller, con la segreta speranza che qualcuno raccogliesse davvero il suggerimento. Anche se purtroppo Jettero infesta ancora il pianeta, ho deciso di includere questo testo nella compilation come introduzione agli episodi successivi, che coinvol- geranno il resto della scena hacking/phreaking, loozers compresi. - Page Down - --------------------------------------------------------------------------- NOTE per la versione 1.51 e successive --------------------------------------------------------------------------- - Il nome Jettero Heller e' stato coniato da Hubbard per una famosa saga di fantascienza. E' piuttosto comune che personaggi dell'ambiente telema- tico si scelgano pseudonimi tratti da libri di successo, e mi dispiace che il loozer citato in questo testo abbia lo stesso nome del massiccio protagonista di "Missione Terra", cioe' il Jettero Heller originale. Ma prendetevela con lui, che ha scelto questo alias! - Page Down - ------------------------------------------------------------------------- CAPITOLO PRIMO L'omicidio Heller ------------------------------------------------------------------------- - Lo trovo' la sorella, ed il suo urlo lacerante fu probabilmente piu' di gioia che di dolore: ora aveva una stanza tutta per se'. Jettero Heller aveva il volto disteso ed un'espressione serena, quella che non aveva mai avuto durante la sua breve e delirante vita. Il suo corpo era di marmo, freddo e bianco; spiccava evidentissimo sul collo il profondo segno vio- laceo lasciato dal cavo seriale che era stato usato per strangolarlo. Giunsi a casa di Jettero convocato dalla madre, che riusciva a malapena a mascherare la sua profonda gioia dietro una cortina di falsa tristezza: non erano mai stati in buoni rapporti, questo si sapeva da tempo. Il fi- glio non era mai riuscito ad accettare la malattia da cui era stato col- pito pochi giorni dopo la nascita e che aveva impedito al suo cervello di svilupparsi come un cervello normale. Aveva trovato nell'informatica il suo rifugio ideale: i computers, si sa, non perdono mai la pazienza, an- che se l'utente non riesce a scrivere tre linee senza fare almeno due er- rori; nel caso di Jettero, le difficolta' erano purtroppo evidenti, e chiunque avrebbe potuto confermarlo. All'inizio l'idea del suicidio mi baleno' immediata nella mente, ma que- sta teoria svani' subito: troppi elementi fuori posto. Sarebbe stato possibile in un organismo gia' di per se' debilitato come quello di Jettero Heller un momento di profondo sconforto, causato per e- sempio da una spuria da quattro minuti durante l'uso della Remote Shell. Chissa', forse egli aveva causato al BBS l'ennesimo danno ed il rimorso lo aveva spinto all'estremo gesto, ma mai e poi mai il ragazzo avrebbe u- sato il cavo seriale per porre fine alla sua triste esistenza. Era infat- ti convinto che l'Amiga 2000 avesse il radiatore e quello strano cavo bianco che usciva dalla RS232 fosse il tubo per l'acqua di raffreddamen- to. Ma in fondo era questa sua ingenuita' a fare di lui il personaggio che era, con le sue idee complicatissime ed inutili e quel suo profondo bisogno di imitarmi che l'aveva perseguitato per tutta la vita. - Il primo interrogatorio fu compiuto in casa: madre e sorella furono sincere con me e non mi nascosero, almeno in privato, la loro soddisfa- zione. Furono pero' ferme e decise nel proclamarsi estranee all'accaduto, la sorella Ilaria sfoggio' un alibi inattaccabile: aveva passato il pome- riggio con uno dei suoi dodici abituali boyfriends (non male per una 14enne !). Decisi di rivolgere altrove l'attenzione per continuare le mie indagini, i vicini di casa mi rivelarono di aver sentito poche ore prima lo zio di Jettero gridare a voce alta di volerlo uccidere: il fanciullo gli aveva sfasciato per la quarta volta la parte anteriore della Croma Turbodiesel. Zio Heller era un tipo intransigente. Forse non aveva mai capito molto del nipote, e certamente non aveva capito che Jettero non avrebbe mai po- tuto comprendere a fondo l'uso del cambio... erano ben 5 marce piu' la retro, e Jettero riusciva a malapena a contare fino a quattro. Fu molto dura per me dover mettere al corrente la famiglia delle attivita' segrete del ragazzo: si arresero all'evidenza solo aprendo i suoi diari. All'interno di uno di essi spiccava un oggetto quadrato di colore blu, u- na lamella luccicante copriva un foro rettangolare nel rivestimento pla- stico ed un'etichetta sbiadita recava la scritta "Jettero Heller Softwor- ks - Time Warp disk 1". Era la prova infamante della sua appartenenza al- la setta segreta dei pirati del software. Una nuova conferma intervenne a fugare ogni dubbio residuo: un cliente abituale di Jettero telefono' per lamentarsi dei suoi metodi di duplica- zione, mi informo' cosi' che ogni persona rifornita di software dal pic- colo pirata doveva farsi rifare le copie almeno quattro volte. Nell'ultimo sciagurato caso, Jettero aveva invertito i drives e si era copiato 50 dischi vergini sui suoi supporti pieni di files. Gli occhi della madre si riempirono di lacrime: stava ridendo troppo forte. Frugammo nei cassetti e non trovammo nulla di particolare, a parte la ma- scherina verde comprata in farmacia che il ragazzo usava quando lavorava con il computer, nel timore di contrarre un virus. Ottenuta l'autorizzazione dei familiari mi accinsi a sfogliare le pagine dei diari di Jettero: forse i suoi appunti mi avrebbero dato qualche in- dicazione preziosa, forse avrei scoperto il movente di quell'omicidio, forse avrei capito quali fossero i segreti di Twin Phreaks. ------------------------------------------------------------------------- CAPITOLO SECONDO I diari di Jettero raccontano ------------------------------------------------------------------------- - Nella fredda solitudine di quella stanza iniziai la lettura dei due di- ari del defunto Jettero Heller. Era un'abitudine interessante quella del diario, forse avrebbe potuto sembrare infantile ai coetanei del giovane Heller, ma occorreva tener conto dello status psichico dell'autore. Si trattava di due quaderni rilegati in finta pelle che gli erano stati regalati il giorno del suo 16esimo compleanno affinche' il fanciullo po- tesse scrivere i suoi pensieri, rileggerli con calma e rendersi conto di quanto fossero stupidi. Il primo diario non conteneva nulla di particola- re: le liti con i familiari, gli amori impossibili (Cristina, la figlia di Pier), i personaggi dello spettacolo preferiti e quelli detestati (John Holmes, per invidia ); insomma, c'era tutto quello che ci si puo' aspettare di trovare nel diario di un dodicenne oppure di un ventenne ce- rebroleso. Il secondo quaderno mi apparse subito molto piu' interessante: Jettero e- ra convinto di essere un hacker ed i medici sostenevano che questa sua forma di presunzione avrebbe potuto aiutarlo a credere maggiormente in se' stesso. Cosi', Pier gli aveva trovato un falso ruolo di sysop nel suo BBS: era stata aperta una partizione dell'HD con una copia di alcuni files del sistema e Jettero si divertiva e si esaltava. Periodicamente i veri sysop, cioe' io e Pier, trasferivano i suoi messaggi nel BBS auten- tico. La cura funzionava ! Il ragazzo credeva veramente di avere del potere sugli utenti e lo ribadiva in ogni messaggio, cosa che assunse ad un cer- to punto dimensioni esagerate. Avevamo ricevuto alcune lamentele, ed ef- fettivamente gli utenti avevano tutte le ragioni, ma nessuno di noi a- vrebbe mai avuto il coraggio di togliere a Jettero quella che sembrava essere la sua unica ragione di vita. Il loozer si era sopravvalutato al punto di aprire lui stesso un BBS, ge- stito con i drives per la mancanza dell'HD. Anzi, a dire il vero un HD l' aveva comprato, ma al momento della formattazione aveva scoperto la mas- sima capacita' di tale dispositivo: 8 Kb. Cosi' per non rivelare a nes- suno il bidone che gli avevano tirato, aveva deciso di far sparire per sempre quell'apparecchio e di non parlarne mai. Questa fu in effetti la prima informazione utile che ricavai dal suo di- ario di presunto hacker, seguivano in ordine cronologico le cronache del- le sue connesioni a QSD e qualche personale e discutibile soluzione tec- nico-informatica, per esempio i punti esatti nei quali sforbiciare un floppy 5"1/4 per poterlo usare come 3"1/2. La notizia sconcertante venne poche pagine dopo, era un messaggio breve ma racchiudeva in se' un nuovo impenetrabile mistero: Jettero aveva scritto a chiare lettere in data 28 gennaio: "ESPERIMENTO FALLITO - DF0: e DF1: INSERVIBILI". Seguiva uno schema elettrico che risulto' subito in- comprensibile; lo portai anche al Politecnico ed il professore che esami- no' il tracciato chiese che l'autore fosse bruciato vivo, come eretico dell'elettronica digitale. Ma qualcuno aveva gia' provveduto a sopprimere il povero Heller. - Tornai nell'appartamento della vittima nel tardo pomeriggio e mi ritro- vai ad interrogare un vicino di casa che aveva pronosticato al cranio di Jettero un incontro ravvicinato con l'antenna di sei metri e mezzo, di proprieta' di Jettero medesimo, con il quale, per motivi sconosciuti, e- egli disturbava la ricezione FM in tutto il quartiere. Naturalmente l'individuo era un possibile sospetto: poteva essere passato dalle minacce ai fatti. La faccenda degli esperimenti di radiotecnica fu confermata: grazie alle perfette portanti che il defunto irradiava nell'etere, nei 3 Km circo- stanti la sua abitazione ogni apparecchio ricetrasmittente diveniva inu- tile. - La prima fanciulla ad entrare nella lista dei possibili assassini fu u- na biondina diciassettenne che Jettero spacciava impunemente come la sua ragazza ormai da mesi. Questo fatto le provocava un notevole fastidio, ma soprattutto un pensiero fisso di vendetta contro colui che aveva diffuso questa diffamatoria ed infamante notizia nel raggio di 85 Km. Solo a tarda sera ebbi la possibilita' di provare ad utilizzare quei due maledetti drives. La banca dati girava ancora sull'A2000 di Jettero, nes- suno aveva toccato il computer dal ritrovamento del suo cadavere. Inserii delicatamente nel DF1: un dischetto a caso, forse il Workbench,la testina del drive emise un forte rumore meccanico, inizio' a vibrare ed ando' a sbattere violentemente contro la camma di fine corsa: la perife- rica era davvero fuori uso,e la stessa sorte era toccata al gemello DF0:. Decisi di resettare l'Amiga e provare ad effettuare un boot...dannazione! Come faceva Jettero a gestire il suo aborto di BBS se i drives erano in quelle condizioni ? E come faceva a caricarlo ? Fu lo stesso Amiga a ri- spondere, nel momento in cui non si resetto' e visualizzo' nuovamente l' ormai familiare sysop screen di Amiexpress. Riprovai, e provai ancora; all'ottavo reset mi arresi: quell'idiota aveva messo la banca dati su EPROM. Tutto il Kickstart era modificato (non smontai il computer ma ero certo che quella fosse l'unica possibilita'), rimaneva il problema dei messaggi: dove accidenti li aveva messi ? Jettero non mancava mai di scu- sarsi con gli utenti per la lentezza del sistema, questo escludeva l'uso della RAM (che comunque sarebbe stata insufficiente). Era colpa dei dri- ves, diceva, ma qual era la verita' ? Perche' il fanciullo era sempre in chat, anche alle 5 del mattino ? Perche' non si poteva uploadare ? (-1-) Ma era chiaro ! Una breve indagine confermo' subito la mia tesi, e quella sera fu risolto il primo dei segreti di Twin Phreaks, ovvero la lentezza del BBS di Jettero. La banca dati era su EPROM; lui guardava sempre,gior- no e notte, tutte le fasi della connessione di un utente, poi imparava a memoria tutti i messaggi inseriti ed era pronto, grazie ad un corso di battitura veloce frequentato pochi mesi prima, a riscrivere i suddetti messaggi quando un utente utilizzava l'opzione read. Jettero Heller aveva inventato l'hard disk umano: era egli stesso la memoria del suo BBS. Anche il motivo di questo assurdo sistema di gestione mi fu presto chia- ro, come per l'HD da 8 Kbytes, Jettero non voleva far sapere di aver di- strutto due drives in un colpo solo grazie ad un suo intruglio di compo- nenti elettronici. - Per le indagini fu una doccia fredda... avevo solo l'inutile guscio di Amiexpress, ma il vero contenuto del BBS ed i messaggi che avrebbero po- tuto rivelarmi il nome dell'assassino erano morti con Jettero. Mentre mi recavo all'obitorio per conoscere l'esito dell'autopsia del ra- gazzo,terminai la lettura del suo secondo diario. Alphabit era citato in- numerevoli volte: Jet passava ore ed ore in chat con lui (aveva anche AZComm su EPROM) ed ora Alphabit poteva praticamente definirsi lo psi- chiatra del giovane Heller. Mi proposi di contattarlo al piu' presto, sa- rebbe stato un altro importante elemento per poter scoprire finalmente tutti i segreti di Twin Phreaks. ------------------------------------------------------------------------- CAPITOLO TERZO Corpo e mente di Jettero Heller ------------------------------------------------------------------------- Jettero non aveva mai avuto una stampante. Per la verita' c'era stato un periodo nel quale aveva costretto la sorella a fungere da dispositivo di stampa, e per raggiungere lo scopo le aveva fatto studiare per mesi e me- si le forme esatte di tutto il set ASCII di quattro o cinque fonts. Aveva anche ottenuto qualche risultato: 80 CPS, italics, reverse. Ma la richie- sta di stampare graficamente i suoi capolavori in Deluxe Paint, per la piccola Ilaria Heller era stata davvero troppo; cosi' niente stampante e nessuna possibilita' per me di poter trovare da qualche parte nell'appar- tamento l'hardcopy di un file potenzialmente utile per risolvere il caso. - Il patologo legale esegui' con rapidita' l'autopsia sul cadavere di Jet. La morte era avvenuta per asfissia, compressione della trachea, ma la vittima non era stata tramortita da corpi contundenti ne' da scariche elettriche. Insomma, poco prima di morire era perfettamente cosciente, o meglio, cosciente nei limiti biologici che il suo cervello gli imponeva. Tutto cio' aveva un preciso significato: considerata la mancanza di segni di lotta nella piccola camera della vittima, il giovane Heller co- nosceva il suo assassino. Il neurologo del competente distretto riesumo' dagli archivi cartelle cliniche datate 1975 nelle quali veniva attestata la malattia del sistema nervoso centrale di Jettero, nota anche nel campo scientifico come "Sindrome di Cougar". (-3-) In pratica non fu aggiunto nulla di rilevante a cio' che gia' sapevo; lessi e rilessi il referto medico-legale: l'autopsia era stata completa- mente inutile dal punto di vista pratico e l'unica curiosita' fu il ri- trovamento nello stomaco del defunto di tre microfloppy, due dei quali si dimostrarono ancora funzionanti. Ma per chiunque avesse conosciuto Jettero, questo non rappresentava un mistero. Egli aveva trascorso la sua inutile vita bevendo Coca-Cola (almeno due litri al giorno) e inserendo dischetti. Si sa, puo' capitare di fare confusione, cosi' un bel giorno il fanciullo si era bevuto l'Amos Creator mentre cercava disperatamente di formattare 200cc della bevanda versati nel DF0:. Il drive non ne aveva minimamente risentito, potenza della meccanica NEC, Jettero invece aveva vomitato sprites e fondali per i tre giorni suc- cessivi. - Alphabit stava "smanettando" su una bruttissima conversione di Bomb Jack uscita da qualche giorno. La morte del ragazzo gli era stata del tutto indifferente, al punto che mi decisi ad inserirlo nella lista dei sospettati proprio perche' mi apparve troppo tranquillo. Rimaneva la parte piu' difficile, il movente dell'omicidio. Jettero aveva preso l'abitudine di svegliarlo tutte le mattine, all'alba, per fare due chiacchiere in chat; cosi', grazie ai 26 Mega di ASCII-cap- tured di tutti i chat, Alphabit avrebbe potuto delineare meglio di chiun- que altro il profilo psicologico della vittima. Ecco cosa ricavammo: Rain Man l'avete visto tutti, no? Bene, Heller non era esattamente un autistico ma il suo cervello, il cui sviluppo era rimasto bloccato per la maggior parte delle attivita' normali, si era paurosamente evoluto solo in una particolare direzione. C'era qualcosa che il ragazzo sapeva fare meglio degli altri...ma dannazione, cosa? A priori fu escluso il sesso, ogni altra possibilita' rimaneva aperta. - HAL era stato un tempo un valido hacker, poi aveva accettato un'offerta della SIP per sysoppare un chat VDT ed ora languiva in un ufficio se- mibuio solo con il suo terminale. La sua ragazza non aveva accettato que- sto tradimento all'eletta categoria dei phreakers lasciandolo per sempre. Era un uomo finito. Fu lo stesso Alphabit ad indirizzarmi da lui, e fi- nalmente mi fu fornito il primo valido movente per l'assassinio: Jet- tero ricattava HAL da settimane, voleva una NUI valida per il 1421 che l'ex hacker pentito avrebbe dovuto rubare in SIP, altrimenti egli aveva minacciato di fargli perdere il posto di lavoro hackerando il VAX con il quale HAL gestiva la sua messaggeria. Quando si accorse che conoscevo perfettamente i fatti, HAL cedette e confermo' tutto; ovviamente nego' con fermezza di essere l'autore del delitto, ma questo era prevedibile. Le minacce di Jettero l'avevano veramente spaventato, segno evidente che la permanenza in SIP aveva rimosso dalla sua mente lo spirito del viola- tore di sistemi grazie al quale egli era stato un tempo una delle figure piu' in vista del mondo degli hackers. Era chiaro che nessuno ancora sapeva che il defunto Mr. Heller non aveva la minima idea di come si hac- kerasse un VAX, anzi per un lungo periodo di tempo aveva creduto che lo stesso termine "VAX" fosse una marca di detersivo. Sicche' il suo era un enorme bluff... o no ? - Il funerale di Jettero si svolse il giorno dopo, e fu una cerimonia breve, con pochi intervenuti. Egli infatti aveva avuto tanti amici quan- ti erano gli utenti regolari di QSD, circa tre; e' vero, frequentava mol- te persone, ma in maggioranza si trattava di rapporti di lavoro. Silver Spring e AMF piangevano silenziosamente. All'inizio mi sembraro- no gli unici a mostrare un po' di un po' di umanita' verso il defunto, poi seppi che le loro lacrime erano dovute ad una comunicazione ricevuta pochi minuti prima: sulla porta Itapac di Milano non si riusciva piu' a scroccare l'accesso. Quando i miei pensieri tornarono a Jettero la ceri- monia era finita ed il ragazzo poteva riposare per sempre. I familiari tornarono a casa subito dopo l'estremo addio al loro congiun- to e si misero davanti alla lavatrice a vedere "Highlander" (lavatri- ce ? Gia', il videoregistratore l'aveva installato Jettero). Le videocassette erano un'altra delle sue manie. Un giorno lo incontrai in GBC mentre litigava con un commesso: lo sta- va accusando di vendere cavetti riconosciuti come difettosi gia' in fab- brica! Infatti, c'era o non c'era scritto "SCART" ? Comunque, anche l'eventuale traffico delle videocassette piratate era una valida pista; dovevo assolutamente sapere chi fosse il fornitore del lo- ozer, anche per fargli i miei personali complimenti: era riuscito a spac- ciare a Jet "La corazzata Potemkin" come seguito di "Caccia a Ottobre Rosso". Mentre ero immerso in questi pensieri, squillo' il telefono. Mi precipitai all'apparecchio: Natas. La sua voce vibrava, era senza dubbio angosciato e spaventato. Pronuncio' solo poche parole: "Ho una confessio- ne da fare". ------------------------------------------------------------------------- CAPITOLO QUARTO Gli hackers si confessano ------------------------------------------------------------------------- - "Ho una confessione da fare." ripete' Natas, "Il nostro ultimo demo, quello con la nuova pubblicita' di TOD e IBB, e' fatto con il demo-maker. Storm era sicuro di averlo modificato affiche' nessuno se ne accorgesse, poi era arrivato quel lamer di Jettero Heller, che dopo ventisette intro fatte nello stesso modo aveva capito subito il nostro inganno: conosceva troppo bene il programma generatore". Ecco un altro valido motivo per uccidere, pensai. Jet aveva minacciato di diffondere in ogni BBS la notizia, distruggendo cosi' la credibilita' di Natas e dei Divina. Il ricatto era davvero la specialita' di quel ra- gazzo. Come se avesse captato i miei pensieri Natas replico': "Non l'abbiamo ucciso noi, maledizione! Anche se l'avrebbe meritato. Aveva detto di prepararci a svolgere un lavoro per lui, pena la diffusione del nostro segreto". Certamente l'incognita principale era che tipo di "lavoro" Jettero avesse avuto intenzione di pretendere da loro; Natas sapeva piu' di quanto fosse disposto a rivelare, ed ora bisognava farlo parlare. L'acquisto del modem non era stato una buona idea per il povero fanciul- lo: gli aveva procurato solo nemici, finche' uno di essi aveva deciso di liquidarlo una volta per sempre. Complessivamente Jettero aveva il modem da tre mesi, cioe' da quando aveva scoperto che i suoi tentativi di tra- smettere dati fischiando nel ricevitore del telefono non avrebbero avuto molto successo. Cosi', si era comprato uno Smartlink 2400S ed era entrato nel mondo delle telecomunicazioni (anche se a dire il vero non c'era rimasto a lungo). La libreria del bimbo non era particolarmente fornita, ma permetteva di capire i gusti letterari della vittima. A parte i racconti animati dei puffi spiccavano "Missione Terra" di Hubbard e classici di Isaac Asimov, George Orwell, J.R.R. Tolkien e naturalmente William Gibson, che aveva suggerito a Jettero il nome "Cyberpunks" per la VI Conference di Pier's Group BBS provocando l'ira dei Divina. Rivendicando la paternita' del suddetto nome Storm aveva lokkato Heller in un paio di banche dati, ed e- ra stata guerra! Considerata la telefonata di Natas, sulla quale avevo giurato di mantenere il segreto, Storm era doppiamente sospettabile. Mi accinsi a ricapitolare quanto avevo scoperto sino a quel punto, ma era destino che quel giorno non riuscissi a raccogliere le idee. Tanto per cambiare fu lo squillo del telefono ad interrompere i miei pensieri, ed ancora una volta stavo per ricevere una confessione. Dall'altro capo del filo giunse un fiume di parole pronunciate in modo isterico e reso prati- camente incomprensibile da un tentativo artigianale di contraffare il to- no della voce. L'interlocutore riaggancio' violentemente quasi subito, ed in pratica riuscii a percepire in modo distinto soltanto tre termini: "Heller", "morto" e "prima". La chiamata era stata fatta da una ragazza, non avevo dubbi. Si puo' fal- sificare la voce, ma non e' tanto facile sembrare un uomo... Jettero ci aveva provato per tutta la vita, con scarsi risultati. Bene, ora avevo un elemento in piu', ammesso che fosse autentico e se ne interpretasse il senso. Decisi di callare la BBS di Pier da casa Heller, cosi' l'avrei messo al corrente di quest'ultimo avvenimento. Jet si addormentava stringendo forte il modem, il suo unico vero amico, e per ottenere questo scopo si era procurato il cavo seriale piu' lungo del mondo,5 metri circa, in maniera da non dover scollegare l'apparecchio dal computer. Neppure per l'assassino (o gli assassini ?) vi era stato il bisogno di staccare il cavetto: egli aveva impugnato il modem, fatto pas- sare il seriale intorno al collo dello sventurato e stretto con forza, finche' il ragazzo non aveva piu' dato segni di vita. Questa la dinamica del delitto ricostruita dai periti incaricati delle indagini ufficiali. Il modem non voleva saperne di funzionare: evidentemente era caduto sul pavimento danneggiandosi irrimediabilmente; poco male, avrei comuni- cato le notizie con qualche ora di ritardo, da casa mia. Mi accinsi a svolgere un supplemento di interrogatorio alla sorella della vittima. - Ilaria Heller aveva sempre avuto un debole per me. L'avevo conosciuta qualche anno prima, quello stesso giorno in cui avevo incontrato Jettero in SMAU, ed ero stato subito la salvezza di suo fratello: si stava facen- do rifilare per una cifra astronomica l'unica stampante multisync nella storia dell'informatica. Il venditore aveva convinto Jettero che la gra- fica interlaced si poteva stampare solo attraverso tale dispositivo, e mi ci vollero ore per spiegargli che il tremolio di un'immagine sul video non implicava, se se ne eseguiva l'hardcopy, la vibrazione della testina di stampa. (-3-) Decisi comunque di sfruttare l'interesse di Ilaria nei miei confronti per costringerla a rivelarmi tutti gli aspetti nascosti della vita del fra- tello. C'era sicuramente qualcosa che ancora la ragazza non aveva det- to, dopo tutto erano vissuti insieme per quasi 15 anni (povera bimba!). Parlammo per un'oretta, ma ricavai molto poco a parte quattro inviti ad uscire con lei ed una dichiarazione di profondo affetto. L'unica cosa interessante che mi racconto' furono i sogni del defunto fratello maggio- re: Jettero dormiva pochissimo ed era soggetto ad incubi ricorrenti. C'era stato un periodo in cui aveva svegliato la famiglia tutte le notti gridando: "Aiuto...mi stanno crunchando !", poi aveva cambiato sogno ed erano arrivati i dischetti che volavano per la stanza. Durante il giorno, in compenso, passava moltissimo in biblioteca, aveva forse deciso di ar- ricchire il suo inesistente bagaglio culturale ? - In totale la lista dei sospetti spaziava dagli stessi familiari ai "colleghi" di Conference 6: c'erano HAL e Natas, che Jettero cercava di ricattare, e Storm, che gli aveva giurato eterno odio. Inoltre fu facile sapere che gli utenti di Pier avevano minacciato di non callare piu' la BBS se avessero ricevuto ancora un solo messaggio nel quale Jettero si fosse definito un essere superiore, come amava fare. (-4-) Lo stesso Pier si trovava quindi con un grosso peso da eliminare, oltre- tutto Jettero aveva cercato a piu' riprese di conquistare il cuore della giovane figlia, Cristina. Quel ragazzo era davvero scomodo. Per utenti, sysop, hackers, parenti e vicini di casa... per avere la lista dei possibili assassini, si poteva direttamente consultare l'elenco telefonico. Arrivo' la signora Heller con una fumante tazza di te', proprio quello che ci voleva. Era gentile e rilassata, sapeva che non chiudevo occhio ormai da 60 ore e mi chiese se volessi riposare qualche minuto. Sdraiato sul letto di Jettero mi misi a riflettere, e solo allora notai quel segno sulla parete: l'intonaco era scrostato in un'area di 40 cm quadrati circa. Fu in quel momento che qualcosa scatto' nella mia mente, gli indizi si erano improvvisamente legati ed anche l'ultimo tassello aveva trovato la sua esatta collocazione. Ero finalmente riuscito ad as- segnare il giusto posto nella vicenda ai personaggi coinvolti, ed ora anche l'ultimo ruolo aveva trovato un degno interprete: era il ruolo del- l'assassino. ------------------------------------------------------------------------- CAPITOLO QUINTO Il momento della verita' ------------------------------------------------------------------------- - La ricostruzione dei fatti fu lunga e difficile, specialmente perche' Jettero Heller era l'essere piu' odiato del Paese, dopo Maradona; erano stati parecchi gli indizi che mi avevano condotto alla soluzione del caso e prima di tutto avevo analizzato gli elementi psicologici. La vittima si era esaltata oltre i limiti con la falsa storia del sysop,e la sua mente malata aveva iniziato ad eleborare un allucinate piano. Pri- ma di tutto doveva far si' che Pier acquistasse piu' fiducia in lui, e a tale scopo aveva deciso di dimostrare di essere un vero hacker. Ora, quale mezzo sarebbe stato migliore di un'amibitissima NUI utilizzabile su 1421 ? Con quel codice nessuno avrebbe piu' messo in discussione le sue capacita', o per lo meno Pier e gli altri utenti avrebbero avuto un debito con lui. Per procurarselo, il ragazzo aveva pensato di ricattare l'unica persona che fosse sicuramente in grado di accedere agli identifi- catori riservati di Itapac, cioe' l'ex phreaker HAL. Per rendere credibi- le la sua minaccia riferita al VAX di quest'ultimo, Jettero aveva cercato in lungo e in largo un vero gruppo di violatori di sistemi che gli for- nisse le informazioni necessarie; con esse avrebbe dimostrato di essere potenzialmente in grado di farlo, acquistando cosi' un po' di quella cre- dibilita' di cui certamente difettava. L'etichetta di lamer non si scolla facilmente. Dopo aver ricevuto rifiuti da tutti i gruppi ai quali si era rivolto, che non volevano avere rapporti con un loozer del suo cali- bro, Jettero aveva scelto una via piu' subdola: quella di un ulteriore ricatto, questa volta diretto a Natas. In pratica il "lavoro" che egli gli avrebbe chiesto non sarebbe stato altro che la sequenza necessaria ad hackerare il VAX di HAL, altrimenti avrebbe spreadato nell'ambiente dei pirati del software il terribile segreto (l'uso del demo creator, e le modifiche effettuate per cancellare le tracce di tale operazione da lamer). Storm aveva deciso di farlo tacere con le cattive, ma l'intento non era quello di ucciderlo bensi' di mostrargli quale fosse il suo infimo ed inutile posto nel mondo dei phreakers. Natas aveva percio' contat- tato Pier affinche' effettuasse un sondaggio tra gli utenti che maggior- mente odiavano Jettero, allo scopo di definire tempo, luogo e modalita' dell'operazione castigo. Ed ovviamente dovevano essere scelti, tra i moltissimi candidati, gli incaricati. Alphabit era al corrente di tutto; lui stesso aveva spiegato a Pier e Na- tas il modo migliore per colpire il loozer. Non conoscendo gli imprevedi- bili spostamenti della vittima, si decise di far scattare l'operazione durante la notte, ma rimaneva il problema di attirarlo fuori casa: Jet e- ra un paranoico della peggior specie e avrebbe certamente sospettato qualcosa. Serviva un sotterfugio, e quale inganno sarebbe stato migliore dell'uso di una ragazza ? Heller era esattamente quello che si puo' vol- garmente definire "un affamato", bastava una figura femminile per annul- lare completamente il suo gia' scarso quoziente intellettivo. Cristina si rifiuto' nel piu' assoluto dei modi, quindi la scelta cadde sull'unica alternativa razionalmente possibile: Bettina, sorella di SCSI. Quella tragica notte, Bettina si era avvicinata alla casa del ragazzo, una villetta a due piani un po' fuori citta'; la camera dell'individuo e- ra al piano terra, cosi' era stato facile per lei sbirciare attraverso le persiane socchiuse. Era stata la prima persona a vedere il suo corpo sen- za vita. Ovviamente la stessa fanciulla, spinta dalla sua coscienza di 14enne, mi aveva fatto quella telefonata per segnalarmi come Jettero fosse gia' cadavere al momento della spedizione punitiva; tuttavia aveva fatto la soffiata all'insaputa degli altri membri del commando di castigatori, cercando per questo motivo di non farsi riconoscere. Non potevo escludere un'azione personale di uno dei membri della spedi- zione stessa, qualcuno che, commesso il delitto, avesse cercato di crear- si un alibi partecipando all'azione di gruppo. Ma alcuni indizi mi sug- gerivano una ricostruzione diversa, mi indicavano quale fosse la verita'. - Una volta entrato in possesso del codice 1421, Jettero avrebbe avuto la fiducia di Pier, ed alla prima occasione...l'avrebbe ucciso. Si', il fol- le Jettero Heller voleva eliminare fisicamente Pier. Era completamente impazzito e si credeva realmente una creatura eletta, al punto tale di a- vere la necessita' di sentirsi il solo ed unico padrone della potente bo- ard "Pier's Group". La scheda che egli aveva realizzato era un accessorio del tutto incom- prensibile per una mente normale,ma abbinato al giusto software si sareb- be trasformato in un'arma mortale: i dischetti sarebbero stati espulsi come proiettili dai drives modificati, e l'utente che avesse premuto il tasto di espulsione (trovandosi quindi davanti ai drives) sarebbe rima- sto ucciso. Un delitto perfetto, nessuno avrebbe mai capito le modalita', se si considera che l'arma entrava in funzione solo se innescata dal software appropriato,che in seguito sarebbe sparito senza lasciare traccia in RAM. Jettero avrebbe spacciato il congegno a Pier come un fastload hardware o un'altra diavoleria del genere, e forse la scheda avrebbe svolto per un certo tempo questa sua funzione secondaria; al momento giusto il sempli- ce upload di un file effettuato dallo stesso Jet l'avrebbe trasformata in uno strumento micidiale. L'invidia, si sa, puo' rivelarsi molto perico- losa, e quella del ragazzo nei confronti di Pier era immensa. Deceduto Pier, egli si sarebbe proposto alla famiglia come nuovo ed unico sysop, in tal modo avrebbe anche avuto la possibilita' di frequentare Cristina. Per giorni e giorni, Jettero si era occupato del progetto effettuando prove su prove; persino durante la notte immaginava, nei sogni, dischetti che volavano per la camera sparati dai drives. La potenza di espulsione era tuttavia troppo debole, sufficiente a scal- fire la parete di fondo della stanza ma assolutamente inadeguata a per- forare un corpo umano, cosi' il malato di mente aveva iniziato a studia- re un sistema per aumentare la capacita' omicida dell'apparato: si recava in biblioteca dove scorreva per ore ed ore riviste tecniche dalle quali trarre lo spunto necessario. Uno dei collaudi era stato fatale per i dri- ves dell'A2000 del fanciullo, la meccanica non aveva retto e Jettero si era ritrovato costretto a lavorare in RAM utilizzando EPROM come supporto di memorizzazione permanente. Su EPROM era finita anche la board, creata da pochi giorni al semplice scopo di sentirsi uguale agli altri hackers, tutti sysops o cosysops di banche dati. La sera della sua morte, Heller aveva finalmente generato la final version del software assassino ed era pronto a programmare la memoria della scheda killer; il Trackdisk.device era stato alterato trasformando il floppy drive in uno strumento di morte. Jettero, tuttavia, aveva anche lavorato molto a lungo per risolve- re i dannati problemi del suo irrilevante BBS. Le capacita' di ragiona- mento del loozer non erano in grado di reggere la stanchezza della gior- nata, ed il termine "Serial.device", scritto e riscritto decine di volte nel tentativo di migliorare l'accesso alla board, gli echeggiava nella mente. Come per la Coca-Cola e l'Amos Creator, il ragazzo si era irri- mediabilmente confuso, programmando la EPROM assassina per agire sul di- spositivo sbagliato, quello seriale. Al momento del collaudo, egli si era alzato dalla sedia che teneva davan- ti al computer e si era allontanato dai drives; purtroppo si era messo pericolosamente vicino al modem. La scarica fatale emessa dalla scheda da lui stesso realizzata aveva raggiunto la periferica, ed il cavo seria- le, percorso dal potentissimo impulso, si era dimenato nell'aria sino ad attorcigliarsi intorno al collo dello sventurato. Il peso del modem connesso all'estremita' di quel cordone e lanciato con immane violenza in ogni direzione gli era stato fatale. Jettero aveva commesso il suo ultimo errore. - Era stato forse il caso piu' impegnativo che mi fossi trovato a risol- vere nei molti anni della mia permanenza nell'ambiente informatico, ma la soluzione di esso era di gran lunga il piu' importante successo della mia vasta serie. La macchina della giustizia si mise in moto: se Jettero aveva in un certo senso ucciso se' stesso, il suo computer era stato l'esecutore materiale. Fu processato e condannato, con le attenuanti del caso, a far girare per sei mesi l'ultimo famigerato demo dei Divina, 24 ore su 24. Al terzo giorno Intuition visualizzo' una guru di addio ed il 68000 si suicido' per la vergogna. Gli hackers reagirono in modo diverso: chiesero ed ottenero il modem assassino, quindi dedicarono una solenne cerimonia all'oggetto che aveva sacrificato se' stesso nell'adempimento di un dovere sociale di straordi- naria importanza. (Fu questa la vera origine del termine "serial killer"). HAL usci' dalla crisi esistenziale, cambio' pseudo e divenne The Brain, quindi pianto' la SIP deciso a rifarsi una vita sulla retta via del phre- aking. Cerco' invano di ritrovare la sua ex ragazza, ma il mio infalli- bile fascino aveva colpito di nuovo; per consolarlo gli presentai Ila- ria Heller, non so come sia finita. Jettero ora era in un mondo diverso, senza dubbio migliore; nessuno l'avrebbe piu' deriso per la sua inferiorita'. La scheda e la EPROM da lui create sono ancora in circolazione; il nome di chi le custodisce deve rimanere segreto... ma attenti, lamers che infestate le banche dati ! Il killer silenzioso e' in agguato, e per ogni caso che viene chiuso, in- finiti altri se ne possono aprire. Questa e' la vita, nel piccolo mondo segreto di Twin Phreaks. F I N E ------- ------------------------------------------------------------------------ NOTE a "Twin Phreaks" ------------------------------------------------------------------------- (-1-) In uno sciagurato giorno di pioggia, il ragazzo partori' "Blito P3", banca dati privata gestita tramite floppy disk drive: non si potevano inviare files, ma in compenso Jettero era per default in chat a qualunque ora del giorno e della notte. Il sistema spari' dal mondo telematico quando il sysop fini' la scorta di anfetamine. (-2-) Cougar era il proprietario di "Acid Jungle BBS". Successiva- mente modifico' l'alias in "Rave" e la banca dati prese il no- me di "Lethal Zone". (-3-) La visualizzazione di grafica "interlaced" su monitors con velocita' di scansione standard (non multisync o dedicati) provoca un effetto ottico di leggera vibrazione. Il fenomeno, dovuto ad inadeguato tempo di riaggiornamento della pagina video, non compromette la pagina stessa a livello della memo- ria del calcolatore ed altri dispositivi di output quali le stampanti. (-4-) Su 1000 messaggi lasciati da Jettero in banca dati, in quali- ta' di sysop, 920 avevano come argomento il suo superiore po- tere rispetto all'utenza normale. (Negli altri 80 mi chiedeva consigli in merito alla popolazio- ne di sesso femminile).